Federcontribuenti sui rincari benzina: casi in aumento di importazione privata.
Aumentano i cittadini italiani che ''importano'' privatamente ogni genere di prodotto, ma, anche coloro che scelgono di superare i confini italiani per fare il pieno di benzina. Un sistema per sopravvivere al continuo e ingiustificato aumento dei carburanti. Beni acquistati online o fatti giungere nelle famose '' valigie'' dei parenti in arrivo dall'estero con ulteriore aggravamento della situazione che i nostri commercianti si trovano a vivere, come a dire, dopo il danno la beffa.
Nemmeno a dirlo siamo coloro che pagano il più alto prezzo a litro sia della verde che del gasolio, ce da chiedersi se a noi, italiani, il barile costa di più, oppure, se noi italiani, abbiamo particolari fondi da nutrire.
La verde ha superato l'euro e 80 centesimi a litro, tutte le compagnie, in barba alla sana concorrenza e liberalizzazione del mercato applicano lo stesso cartello variando di pochi centesimi gli uni dagli altri. Chi può corre a Ginevra a fare carburante godendo di prezzi molto inferiori ai nostri, basta un virtuale confine per far schizzare i prezzi. Inutile ribadire le ripercussioni sui prezzi di ogni genere aperto al consumo, il dramma di chi ormai arranca fino a fine mese per stare dietro ad imposte e caro vita galoppante. A nome di tutto ciò la Federcontribuenti chiede al ministro dello Sviluppo Economico di muoversi in questo senso, rivedere tutte le assurde accise che gravano sul prezzo dei carburanti, indagare sulla legalità dei cartelli imposti dalle compagnie e chiedersi cosa differisce l'Italia dagli altri Paesi membri della UE. All'Unione Europea si chiederà una legge che stabilisca un limite di imposte ed Accise da praticare sui carburanti.
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