Fiscalita' Di Vantaggio
La fiscalità di vantaggio e aliquota unica
La tassazione del reddito d’impresa è una delle leve competitive che già altri Paesi dell’Unione Europea hanno sfruttato in passato e che i nuovi Stati membri si accingono ad utilizzare proprio al fine di attrarre investimenti sul proprio territorio. E’ noto il caso dell’Irlanda, che fissò nel 1980 l’imposta sulle società al 10% (poi elevata al 12,5%) portando in 20 anni il reddito pro capite al 125% di quella medio europeo: ma bassa tassazione sul reddito d’impresa possono vantare anche Cipro (10%), Lituania e Lettonia (15%), Ungheria (18%), Polonia (19%).
Anche al di fuori dell’Europa, sono stati ottenuti risultati importanti in termini di sviluppo anche grazie all’utilizzo della leva fiscale.
E’ necessaria pertanto una fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno, al fine di costituire reali condizioni di attrattività fondate sulla totale automaticità e su procedure che minimizzino i rischi connessi a scelte discrezionali.
E’ necessario individuare una aliquota unica di vantaggio, concedendo alle aziende un credito di imposta da calcolare come differenza rispetto alla tassazione effettiva di riferimento. E’ dunque arrivare ad una tassazione che non ecceda il 18,5% quale aliquota ordinaria, con un ulteriore abbattimento di 5 punti percentuali per le grandi imprese nazionali e straniere che insediandosi nei territori meridionali s’impegnano a non abbandonare l’insediamento stesso per un periodo di almeno 15 anni e prevedano un piano di formazione continua per la forza lavoro al fine anche della creazione di un indotto tecnologico. Inoltre va previsto per particolari zone dell’obiettivo 1 l’abbattimento quinquennale dell’IRAP dell’80% della base imponibile, fatto salvo quanto previsto in merito al credito d’imposta IRAP sull’incremento occupazionale, previsto dalla legislazione esistente.
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