Federcontribuenti, Il Governo Reintroduce La Commissione Di Massimo Scoperto
Il Governo delle parole pare abbia ceduto alla lobby delle banche reintroducendo, seppur in misura limitata, la Commissione di Massimo Scoperto.Come e' noto, con il Decreto n. 185/2008 (c.d. Anticrisi) successivamente convertito nella l. 2/2009, l'Esecutivo aveva abolito la CMS decretando la nullita' della relativa clausola apposta nei contratti bancari sottoscritti dai clienti.La misura, seppur limitata a particolari circostanze (ad esempio in ipotesi sconfino di c/c inferiore ai 30 giorni consecutivi), era stata salutata come un passo concreto rivolto verso i consumatori ed in particolare le piccole attivita' produttive che maggiormente soffrivano del "balzello" bancario.Il Governo aveva reclamizzato la norma come una forma di aiuto concreto alle imprese ed un esempio di trasparenza dei rapporti bancari, in quanto veniva vietata agli istituti di credito la possibilita' di trarre facili profitti sulle somme messe a disposizione del correntista.Le banche, aggirando il divieto introdotto, hanno proceduto, attraverso lettere inviate ai clienti, alla rimodulazione del rapporto attraverso l'introduzione di nuove commissioni il cui fine era quello di sostituire la Commissione di Massimo Scoperto.Stiamo assistendo all'introduzione di commissioni con definizioni e giustificazioni che consideriamo quantomeno bizzarre, per non dire assolutamente illegittime. Ed ecco quindi che le banche inventano la "commissione di affidamento bancario" o la "commissione MancaFondi" o ancora la "commissione per scoperto di conto".Conseguenza diretta di tale scelta e' che, scomparso il CMS, sono nate nuove forme di "balzello" le quali colpiscono indistintamente tutti i correntisti a vantaggio degli istituti di credito.Il Ministro delle Finanze, verificato il tentativo da parte delle banche di aggirare la misura introdotta, ha di recente ribadito la nullita' delle clausole bancarie che introducono di fatto la Commissione di Massimo Scoperto sui rapporti di scoperto bancario e, in generale, sui rapporti bancari.In realta', il Governo ha di fatto reintrodotto la CMS attraverso il successivo Decreto Legge anticrisi approvato e reso noto in queste ore dal Presidente del Consiglio unitamente al Ministro delle Finanze.
Federcontribuenti critica il passo indietro del Governo sulla
Commissione di Massimo Scoperto
Il
Governo delle parole pare abbia ceduto alla lobby delle banche reintroducendo,
seppur in misura limitata, la
Commissione di Massimo Scoperto.
Come e' noto, con il
Decreto n. 185/2008 (c.d. Anticrisi) successivamente convertito nella l. 2/2009,
l'Esecutivo aveva abolito la CMS decretando la nullita' della relativa clausola
apposta nei contratti bancari sottoscritti
dai clienti.
La misura, seppur
limitata a particolari circostanze (ad esempio in ipotesi sconfino di c/c
inferiore ai 30 giorni consecutivi), era stata salutata come un passo concreto
rivolto verso i consumatori ed in particolare le piccole attivita' produttive
che maggiormente soffrivano del "balzello" bancario.
Il Governo aveva
reclamizzato la norma come una forma di aiuto concreto alle imprese ed un
esempio di trasparenza dei rapporti bancari, in quanto veniva vietata agli
istituti di credito la possibilita' di trarre facili profitti sulle somme messe
a disposizione del correntista.
Le banche, aggirando
il divieto introdotto, hanno proceduto, attraverso lettere inviate ai clienti,
alla rimodulazione del rapporto attraverso l'introduzione di nuove
commissioni il cui fine era quello di sostituire la Commissione di Massimo
Scoperto.
Stiamo assistendo
all'introduzione di commissioni con definizioni e giustificazioni che
consideriamo quantomeno bizzarre, per
non dire assolutamente illegittime. Ed ecco quindi che le banche inventano la
"commissione
di affidamento bancario"
o la "commissione
MancaFondi"
o ancora la "commissione per scoperto di conto".
Conseguenza diretta
di tale scelta e' che, scomparso il CMS, sono nate nuove forme di "balzello"
le quali colpiscono indistintamente tutti i correntisti a vantaggio degli
istituti di credito.
Il Ministro delle
Finanze, verificato il tentativo da parte delle banche di aggirare la misura
introdotta, ha di recente ribadito la nullita' delle clausole bancarie che
introducono di fatto la Commissione di Massimo Scoperto sui rapporti di scoperto
bancario e, in generale, sui rapporti bancari.
In realta', il
Governo ha di fatto reintrodotto la CMS attraverso il successivo Decreto Legge
anticrisi approvato e reso noto in queste ore dal Presidente del Consiglio
unitamente al Ministro delle Finanze.
L'art. 2 (Contenimento
del costo delle commissioni bancarie) dispone la possibilita' per l'intermediario bancario di prevedere il massimo
scoperto per una percentuale non superiore allo 0,5% per trimestre dell'importo dell'affidamento.
In altri termini,
l'Esecutivo pare proprio aver fatto un passo indietro permettendo la
reintroduzione della CMS a vantaggio delle banche, consentendo a queste ultime
di poter salvaguardare i propri interessi in danno dei risparmiatori.
Riteniamo che la
politica della trasparenza e della tutela degli interessi del risparmiatore
dovrebbe essere perseguita con continuita' e senza indugio. Il provvedimento
adottato dal Governo, invece che proseguire nella direzione di riequilibrio
dell'asimmetria esistente tra banca e cliente in vantaggio di quest'ultimo,
sembra avallare la condotta degli operatori bancari permettendo la
reintroduzione di una commissione assolutamente iniqua.
Insieme






