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A Boscotrecase cittadini in rivolta contro le bollette dell’acqua, la Gori si difende: ”le tariffe non le facciamo noi”. In dieci anni l’acqua è aumentata del 100%.

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Il SSI sta piegando i diritti dei consumatori in tutta Italia – tra ricalcoli, conguagli e nuovi costi in bolletta le somme raggiungono vette impressionanti, fino a 500 euro di acqua a famiglia.

Roberta Lemma vice presidente della Federcontribuenti: ”In alcune vie di Boscotrecase la domenica mattina, fino a mezzogiorno, non puoi fare né la doccia e né la lavatrice tanto l’acqua esce a filo dai rubinetti, però stanno arrivando mazzate con le bollette e la Gori cosa risponde?

Da alcuni mesi alla Federcontribuenti sono giunte segnalazioni da parte di un nutrito gruppo di

cittadini di Boscotrecase in provincia di Napoli. Questi cittadini lamentano nell’ordine: mancata

effettuazione delle letture periodiche dei contatori; mancata acquisizione delle autoletture

comunicate dagli utenti, con conseguente fatturazione sulla base di stime che a volte si sono rivelate

errate o eccessivamente elevate ovvero con l’invio di fatture di conguaglio triennali. Sul conguaglio ricordiamo che il 19 dicembre 2019 la stessa ARERA con la delibera n. 547/2019 ha approvato le “Misure di tutela a vantaggio degli utenti finali nei casi di fatturazione di importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni”, che si applicano alle fatture la cui scadenza è successiva al 1 gennaio 2020.

Oltre al problema del conguaglio triennale i cittadini ci segnalano l’elevato costo inteso come ”quota fissa” imposto dalla Gori; l’elevata tariffa applicata sull’acquedotto ( consumo effettivo di acqua ) e le cifre menzionate dalla Gori sotto la dicitura ”totale acconti restituiti – spesso di 900 e oltre euro – ben sapendo che il consumatore non ha modo di controllare la correttezza del calcolo. Parliamo di bollette esorbitanti e ci viene in mente una battuta del Presidente De Luca:

”l’unico rosso qui è l’aglianico” ma, per ora non scorga ancora dai rubinetti di Boscotrecase.

L’Unione Europea ci ha chiesto di applicare tariffe giuste, non commerciali, che possano permettere anche un investimento in termini di manutenzione e di sviluppo in termini di acquedotto, reti fognarie e di depurazione; per ora abbiamo solo una tariffa decisamente alta a fronte di un

acquedotto con ancora troppe perdite nel sotto suolo e una rete fognaria e di depurazione ben

lontane da essere in linea con le direttive europee.

La risposta della Gori.

”La GORI emette le fatture agli utenti in ragione alle disposizioni: della normativa ARERA; della Carta del Servizio Idrico Integrato dell’Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano; del Regolamento di utenza del Servizio Idrico Integrato dell’Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano, approvato con deliberazione del Commissario Straordinario dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano n. 44 del 4 settembre 2018. Di conseguenza, anche i conguagli tariffari – che sono fisiologici al S.I.I. sono determinati e quantificati nel loro ammontare, in coerenza con le predette disposizioni normative, ogniqualvolta è acquisita una lettura effettiva del misuratore dell’utente.

Il Commissario Straordinario dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano ha approvato, con deliberazione n. 40 del 17 luglio 2018, la nuova struttura dei corrispettivi relativi all’articolazione tariffaria con applicazione dal 1° gennaio 2018, secondo l’espressa indicazione dell’ARERA”.

Cosa farà la Federcontribuenti: ”tuteleremo nelle sedi opportune gli utenti, ricorrendo in prima fase anche al giudice di pace; presenteremo una interrogazione parlamentare al fine di riaccendere il dibattito nel luogo dove si è generata la folle idea del SII e presenteremo esposto presso la Corte dei conti su presunte irregolarità nella gestione del denaro o del patrimonio pubblico, al fine di attivare i necessari accertamenti sui fatti.

Il prossimo giugno saranno passati 10 anni dal referendum sull’acqua che vide 26 milioni di cittadini votare contro il profitto su un elemento universalmente riconosciuto come bene assoluto e non merce su cui speculare. Le aziende incolpano i bacini che incolpano l’Arera che incolpa la politica”.

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