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Draghi, l’uomo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

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Le risorse complessive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potranno significare una svolta epocale per l’Italia se, entro il prossimo 30 aprile, Draghi avrà non solo formato il governo, ma centrato lo scopo individuato dalla stessa EU che chiede di trasformare ogni zucca in carrozza. Federcontribuenti: ”questa prova se superata renderà l’Italia un’araba fenice; il potere della resilienza e la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità coltivando le risorse che si trovano dentro il nostro Paese”. Le libere piste della corruzione, riciclaggio e dello spostamento di ingenti capitali pubblici e privati, dove corrono le mafie e la politica deviata, si contrastano attuando riforme strategiche in ogni campo e con la tracciabilità di ogni euro concesso.

 

Ecco le criticità presenti nel Piano nella versione trasmessa al Parlamento e su cui Draghi dovrà lavorare celermente. La UE in sintesi vuole sapere come spenderemo ogni singolo euro e in che modo proteggeremo questi fondi dai tentacoli criminali e dai fenomeni di corruzione. Nella bozza del governo Conte manca sia un‘accurata progettazione delle riforme da attuare e della ripartizione delle somme sia una adeguata attenzione agli strumenti da adottare per contrastare sul nascere le infiltrazioni criminali, frodi ed episodi corruttivi nella gestione dei progetti finanziati dal Piano.

I soldi europei verranno erogati se presenteremo progetti concreti nelle seguenti tematiche: tecnologie pulite, sviluppo ed uso delle rinnovabili e loro integrazione attraverso reti modernizzate; miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati; accelerazione dell’uso di trasporto sostenibile intelligente ed accessibile; accesso a servizi rapidi a banda larga, inclusa la fibra, le reti 5G; ammodernamento e accessibilità dell’identificazione elettronica e dei servizi pubblici digitali, anche con riferimento alla giustizia e alla sanità; transizione digitale caratterizzata dal potenziamento della capacità industriale di data cloud e dalla capacità di sviluppare processori potenti, d’avanguardia e sostenibili; sviluppo delle competenze, con particolare riferimento a quelle digitali e a istruzione e formazione professionale per tutte le età.

Ai fini della valutazione dei progetti, la Commissione attribuirà grande importanza alla circostanza che siano indicati tappe e obiettivi specifici, raggiungibili, realistici e con scadenze precise. Un nuovo modo di disegnare le politiche pubbliche, basata sulla identificazione delle priorità, la selezione dei progetti che meglio soddisfano quelle priorità, la misurazione e controllo dei risultati attesi.

Marco Paccagnella presidente della Federcontribuenti: ”non è la sfida di Draghi, ma di ogni singolo italiano stanco della pessima gestione delle risorse interne all’Italia e dobbiamo tutti fare la nostra parte. In queste settimane le nostre strade sono battute da personaggi loschi con valigette piene di denaro liquido; entrano nei negozietti pronti a rilevare le attività commerciali e quindi i nostri piccoli imprenditori sull’orlo di un disastro economico. I nostri grandi centri turistici, le nostre maestranze ogni giorno ricevono la visita di potenti finanziatori oscuri alla nostra anagrafe tributaria. L’ultimo governo non solo non ha rafforzato il contrasto alle attività criminali ma gli ha aperto varchi impensabili in un Paese come il nostro divorato dalle mafie e dalle attività di corruzione nei corridoi pubblici. Obiettivo prioritario è certamente quello di spendere bene ogni euro di risorsa assegnata, ma il contributo di NGEU sarà ancora maggiore se avrà portato a una diversa prospettiva amministrativa, a una migliore capacità di attuazione delle politiche pubbliche.

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