ROMA, 2 Febbraio – Il Ciclone Harry non è solo una catastrofe naturale, è lo specchio di un fallimento istituzionale. Mentre le imprese costiere e dell’entroterra affogano nel fango, emerge una verità scandalosa: migliaia di partite IVA sono state abbandonate due volte. La prima dal clima, la seconda da un sistema assicurativo cinico e da uno Stato che si gira dall’altra parte.
Il Grande Inganno delle “Piccole Lettere”
Federcontribuenti lancia un duro atto d’accusa contro le cosiddette polizze “tutto incluso” che, alla prova dei fatti, si rivelano carta straccia. “È inaccettabile che un imprenditore scopra di non essere coperto per alluvioni o mareggiate solo quando ha l’acqua alla gola”, dichiara l’Associazione. “Le compagnie hanno trasformato i contratti in labirinti di clausole vessatorie scritte in minuscolo, progettate per incassare premi certi e negare risarcimenti dovuti.”
L’Atto d’Accusa: Lo Stato è complice
Ma la responsabilità non è solo dei colossi assicurativi. Il vero colpevole è la politica della distrazione.
“Dov’è l’Autorità di Vigilanza? Dov’è lo Stato mentre le compagnie vendono fumo agli imprenditori?” incalza Federcontribuenti. “Esiste un vuoto normativo spaventoso che permette alle assicurazioni di escludere i rischi climatici più frequenti proprio nelle aree più esposte. Lasciare che le compagnie decidano arbitrariamente cosa sia ‘imprevedibile’ significa legalizzare il gioco d’azzardo sulla pelle di chi produce. Lo Stato deve smetterla di fare l’esattore e iniziare a fare il regolatore: serve una legge che vieti le clausole-trappola sugli eventi atmosferici.”
Oltre il risparmio: una difesa di sopravvivenza
Federcontribuenti avverte: la logica del risparmio forzato è una trappola, ma la trasparenza è un diritto che va preteso.
Basta alibi: Alluvioni e vento estremo sono rischi stabili. Un contratto che non li prevede è una truffa legalizzata.
Tutela Legale: Federcontribuenti invita tutti gli associati a sottoporre le proprie polizze a una revisione immediata: “Non aspettate il prossimo ciclone per scoprire che siete nudi”.
“Non chiediamo assistenza, chiediamo giustizia contrattuale,” conclude Federcontribuenti. “Le imprese italiane non possono continuare a pagare per l’inefficienza di un sistema che garantisce solo i profitti delle multinazionali delle polizze, lasciando il rischio reale totalmente sulle spalle di chi lavora. Se il governo non interviene sui controlli, sarà complice del prossimo disastro.”