Le recenti politiche protezionistiche introdotte dall’amministrazione americana stanno avendo un impatto significativo sulle aziende italiane. Negli ultimi tempi, il Dipartimento Difesa Tributaria di Federcontribuenti ha riscontrato un notevole incremento nelle richieste di assistenza legale da parte di centinaia di imprese italiane, che si trovano ad affrontare le conseguenze delle barriere doganali imposte dagli Stati Uniti.
Di fronte a un contesto internazionale caratterizzato da instabilità e ostacoli che minacciano la competitività del Made in Italy, Federcontribuenti ha lanciato un’iniziativa strutturata e di alto livello per supportare queste realtà. Il Presidente dell’associazione, Marco Paccagnella, ha infatti annunciato l’avvio di azioni risarcitorie nei confronti dell’amministrazione statunitense, a seguito della pronuncia della Corte Suprema che ha bocciato i dazi precedentemente introdotti.
L’iniziativa sarà condotta in partnership con uno dei principali studi legali statunitensi, garantendo così alle imprese italiane una difesa qualificata direttamente sul territorio americano e nelle sedi giurisdizionali competenti.
“Siamo sommersi di richieste”, dichiarano dal Dipartimento Difesa Tributaria di Federcontribuenti. “Le imprese italiane non possono essere lasciate sole di fronte a decisioni unilaterali che, in numerosi casi, risultano in contrasto con i principi e i trattati internazionali sul libero scambio. Grazie alla collaborazione con uno dei principali studi legali statunitensi, siamo pronti a contestare la legittimità dei prelievi doganali e a richiederne il rimborso nelle sedi competenti”.
L’azione legale promossa da Federcontribuenti ha un duplice obiettivo: oltre al recupero delle somme già versate a titolo di dazi, mira anche a costruire un vero e proprio “scudo giuridico” per tutelare le future esportazioni. In un quadro in cui l’instabilità tariffaria rischia di comprimere drasticamente i margini di profitto e di mettere in seria difficoltà migliaia di piccole e medie imprese, questa protezione diventa cruciale.
Le richieste di intervento nascono da uno scenario economico preoccupante, segnato dall’impatto dei dazi sull’economia italiana. Il settore agroalimentare è tra i più esposti: secondo Coldiretti e Istat, dazi al 25% potrebbero causare perdite fino a 2 miliardi di euro. Il comparto caseario risulta particolarmente vulnerabile, con prodotti come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano che hanno già registrato rincari del 25% negli Stati Uniti, subendo un calo della domanda e una perdita di competitività.
La situazione è critica anche per i settori della meccanica e della manifattura. Gli USA rappresentano il primo mercato extra-UE per l’Italia, assorbendo circa il 10% dell’export nazionale. Dazi compresi tra il 10% e il 20% comporterebbero un aggravio stimato tra 4 e 9 miliardi di dollari per le imprese italiane, tra maggiori costi e minori vendite.
Le regioni più esposte a questa situazione sono Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, territori in cui i settori della meccanica strumentale e dell’automotive intrattengono rapporti strategici con il mercato americano e dove numerose PMI dipendono in modo rilevante dall’export verso gli USA.
A rendere più delicata la posizione italiana è il surplus commerciale con gli Stati Uniti, che nel 2024 ha raggiunto i 44 miliardi di dollari: un punto di forza del Made in Italy che tuttavia espone il Paese a possibili ritorsioni nell’ambito di politiche orientate all’“America First”. Federcontribuenti invita tutte le aziende interessate a segnalare la propria posizione al Dipartimento Difesa Tributaria per avviare le necessarie verifiche tecnico-legali e valutare l’adesione alle iniziative di tutela in corso.
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