Roma, 24 marzo – Con una nota del Centro Studi, Federcontribuenti richiama l’attenzione sull’evoluzione recente dei mercati energetici europei e sul loro impatto diretto sull’economia italiana.
Nel 2025 il prezzo medio del gas naturale in Europa (hub TTF) si è attestato intorno ai 36 €/MWh, con una media italiana (indice IGI) pari a 38,5 €/MWh, già superiore ai principali partner europei. Nel corso del 2026 si registra una nuova fase di volatilità:
a marzo 2026 il gas TTF si colloca intorno ai 48–50 €/MWh, con variazioni annuali significative e un range recente tra 26 e oltre 60 €/MWh; sul mercato italiano PSV, il prezzo ha raggiunto circa 0,515 €/Smc a marzo 2026, in forte aumento rispetto ai 0,296 €/Smc di dicembre 2025; l’indice TTF mensile evidenzia un trend crescente tra fine 2025 e inizio 2026, passando da circa 0,295 €/Smc a gennaio 2026 a oltre 0,36 €/Smc a febbraio 2026.
Sul fronte elettrico, il sistema italiano continua a riflettere direttamente il costo del gas: il Prezzo Unico Nazionale (PUN) ha raggiunto circa 168 €/MWh a marzo 2026, con picchi orari superiori ai 230 €/MWh; il prezzo dell’energia elettrica in Italia resta significativamente più alto rispetto ad altri Paesi europei, con valori medi intorno a 140–150 €/MWh, contro circa 95 €/MWh in Germania e 56–70 €/MWh in Francia e Spagna.
“Tali dati – afferma Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti -confermano alcune criticità strutturali:
la dipendenza energetica dall’estero superiore al 55% a livello europeo con una maggiore esposizione italiana al gas nella generazione elettrica e con un
differenziale di prezzo persistente rispetto ai principali partner industriali ed una elevata volatilità dei mercati, con aumenti recenti superiori al 30% legati alle tensioni geopolitiche”.
Nel 2026, inoltre, il contesto internazionale continua a incidere in modo determinante sui prezzi:
le tensioni in Medio Oriente e lungo le principali rotte energetiche globali si traducono in rialzi immediati delle quotazioni, anche in assenza di interruzioni fisiche delle forniture, a causa delle aspettative dei mercati.
Alla luce di questi elementi, Federcontribuenti evidenzia come il costo dell’energia rappresenti oggi uno dei principali fattori di pressione macroeconomica e chiede al governo “di valutare la possibilità di riprendere le negoziazioni del gas proveniente dalla Russia che ha un costo di un terzo rispetto a quello americano o di altri paesi come il Qatar”.