Roma, 10 aprile – “Il mercato immobiliare italiano avrebbe raggiunto il punto più critico della sua spirale speculativa”. A lanciare l’allarme è Federcontribuenti, che in una nota diffusa parla apertamente di “bolla destinata a scoppiare” e invita famiglie, giovani coppie e studenti fuori sede a una scelta drastica: sospendere acquisti e nuove locazioni in attesa di un ridimensionamento dei prezzi. Secondo l’associazione, l’andamento del settore non rispecchia più le dinamiche dell’economia reale ma sarebbe guidato quasi esclusivamente da meccanismi speculativi. Il risultato è un mercato sempre più inaccessibile, nel quale affitti e prezzi di acquisto continuano a crescere nonostante la presenza di milioni di abitazioni vuote. Le analisi dell’Osservatorio Federcontribuenti, elaborate su dati Istat e Immobiliare.it Insights, indicano che i canoni di locazione stanno registrando una crescita media nazionale dell’8,1%. In alcune città l’aumento sarebbe ancora più marcato: fino al 9,3% a Torino e Bari, mentre Milano resta stabilmente la piazza più cara, con valori prossimi ai 24 euro al metro quadrato. Parallelamente, i prezzi delle abitazioni usate risultano in crescita del 4,5%, mentre i tassi dei mutui – con TAEG medi superiori al 3,5% – continuano a incidere pesantemente sulla capacità di accesso al credito delle famiglie. Secondo Federcontribuenti, però, il dato più sorprendente riguarda l’offerta potenziale: in Italia si stimano oltre 8,5 milioni di abitazioni non utilizzate. Un numero che, secondo l’associazione, dimostrerebbe come la percezione di scarsità abitativa sia in realtà “artificiale”. “Ci troviamo davanti a un paradosso matematico e sociale”, sottolinea Federcontribuenti. “Mentre i prezzi continuano a salire, il Paese è pieno di case vuote. La scarsità è costruita artificialmente per mantenere il mercato su livelli irrealistici”.
Da qui la proposta di quella che l’associazione definisce una forma di “resistenza abitativa”: ridurre la domanda per costringere il mercato a riequilibrarsi. Analogo discorso per il mercato degli affitti che in molte città arrivano ad assorbire oltre la metà dello stipendio medio, una soglia considerata economicamente insostenibile nel lungo periodo. “In queste condizioni – osserva Federcontribuenti – il mercato non è più equilibrato. Se la domanda si contrae, proprietari e grandi operatori immobiliari saranno costretti a rivedere le loro pretese”. In questo scenario, l’associazione parla apertamente di inerzia politica di fronte a un fenomeno che rischia di trasformarsi in una crisi sociale. “Il Governo assiste immobile al banchetto della rendita speculativa”, afferma Federcontribuenti. “Mancano regole efficaci sugli affitti brevi turistici, che stanno svuotando i centri storici delle grandi città, e non esiste una riforma fiscale che penalizzi chi mantiene immobili sfitti per puro interesse speculativo”.
specifica imposta per chi lascia gli immobili inutilizzati per oltre due anni. Infine, Federcontribuenti propone un sistema di tutela “bilaterale”: procedure di sfratto più rapide nei casi di morosità colpevole, ma con una parallela garanzia pubblica e soluzioni abitative di emergenza per le famiglie più fragili. Il messaggio finale dell’associazione è netto e punta a riportare il tema della casa sul piano dei diritti sociali. “La casa non è un asset finanziario da trattare come un titolo di borsa”, conclude Federcontribuenti. “È uno dei pilastri della nostra Costituzione e della coesione sociale del Paese. Continuare a speculare sull’abitare significa scaricare il costo della rendita su giovani, lavoratori e famiglie”.