Roma, 7 marzo 2026
Alla cortese attenzione della Presidente del Consiglio, Agli organi di stampa e ai cittadini italiani,
L’impennata dei prezzi di benzina e gasolio registrata nelle ultime settimane ha superato il limite della decenza. Come Federcontribuenti, non possiamo più restare in silenzio di fronte a un’evidenza drammatica: mentre i cittadini pagano oltre 1,70 euro al litro per la benzina e punte sopra i 2 euro in autostrada, il peso delle tasse e della speculazione sta schiacciando l’economia reale del Paese.
Una promessa rimasta sulla carta
Presidente, durante la campagna elettorale la Sua voce è stata chiara e ferma: la cancellazione o il taglio strutturale delle accise era un impegno solenne preso davanti a milioni di elettori. Oggi, quel “bancomat di Stato” che Lei stessa criticava continua a prelevare risorse forzose dalle tasche di famiglie, lavoratori e imprese.
Non esiste oggi in Italia una reale emergenza nelle forniture tale da giustificare rincari di ora in ora così pesanti. Eppure, il meccanismo è diventato un paradosso sistemico:
Quando il petrolio sale, i prezzi alla pompa schizzano istantaneamente.
Quando il petrolio scende, i ribassi arrivano con una lentezza esasperante, o non arrivano affatto.
Il costo dell’immobilismo
Ogni centesimo in più alla pompa non è solo un costo per chi viaggia; è una tassa indiretta su ogni bene di consumo. Si traduce immediatamente in rincari per trasporti, logistica e produzione, alimentando una spirale inflattiva che erode il potere d’acquisto e blocca la crescita.
Federcontribuenti chiede con urgenza:
L’attuazione immediata del taglio delle accise, per restituire ossigeno ai bilanci familiari come promesso in sede elettorale.
Controlli severi sui margini di raffinazione, per impedire che la filiera approfitti della situazione.
Un intervento dell’Antitrust contro le asimmetrie di prezzo che penalizzano i consumatori.
È il momento della coerenza
Non si può continuare a trattare il carburante come un terreno di rendita finanziaria mentre gli italiani faticano a pagare mutui e bollette. La mobilità non è un lusso, ma una necessità primaria.
Se qualcuno sta speculando sulla pelle dei cittadini, deve essere fermato. Ma se il Governo continua a incassare il “tesoretto” delle accise senza intervenire, diventa complice di questo sistema. Serve chiarezza, serve coerenza e, soprattutto, serve onorare la parola data.
Federcontribuenti continuerà a vigilare e a dare voce a chi non accetta di essere il bancomat di logiche speculative o promesse dimenticate.
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