ROMA 6 marzo 2026 – “Concordiamo con gli sforzi del Sottosegretario al Lavoro, l’On. Claudio Durigon, per il rilancio della previdenza complementare e apprezziamo la volontà di dare risposte concrete ai futuri pensionati. Tuttavia, le buone intenzioni del Governo si scontrano con una realtà amara: un debito di 9,2 miliardi di euro che lo Stato ha nei confronti di 700.000 contribuenti ‘Silenti'”.
A dichiararlo è Antonio Passaro, Responsabile del Dipartimento Enasarco di Federcontribuenti, che interviene nel dibattito sul potenziamento dei fondi pensione sollevando il caso critico dei lavoratori che hanno versato contributi alla previdenza obbligatoria Enasarco senza mai maturare il diritto alla pensione, vedendosi oggi negata la restituzione di quanto versato.
Il paradosso della fiducia Secondo l’esponente di Federcontribuenti, per rendere credibile qualsiasi progetto di potenziamento della previdenza complementare è necessario prima risolvere i nodi del passato: “Per avere fiducia nel sistema e proseguire con successo nel progetto, occorre dare risposte a chi è già creditore verso la previdenza complementare gestita da Enasarco. Non si può pretendere di incassare nuovo denaro e obbligare i futuri pensionati a versare contribuzione se lo Stato non onora prima un debito annoso che esso stesso ha contribuito a creare”.
Un finanziamento forzoso allo Stato Passaro sottolinea poi l’entità del peso economico sostenuto dai risparmiatori: “Con quei 9,2 miliardi di euro sottratti ai cosiddetti ‘Silenti’, è come se questi lavoratori avessero finanziato, di fatto, tre manovre finanziarie dello Stato. È paradossale parlare di futuro quando non si tutela il risparmio previdenziale già versato”.
Federcontribuenti ribadisce dunque che la tutela del risparmio e la certezza del diritto devono essere il pilastro di ogni riforma previdenziale, chiedendo un incontro urgente per sbloccare una situazione che penalizza centinaia di migliaia di famiglie italiane.
Contatti Ufficio Stampa: Federcontribuenti – Dipartimento Enasarco
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