Roma, 20 febbraio 2026 – Non è più un allarme, è una cronaca di un disastro annunciato. Federcontribuenti torna a denunciare lo stato comatoso del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), confermando punto per punto le previsioni fatte già nel 2018. Quello che otto anni fa sembrava un monito, oggi è la realtà quotidiana di milioni di italiani.
La Profezia del 2018: i numeri del disastro
Nel 2018, l’Associazione aveva lanciato un grido chiaro: “14 milioni di italiani resteranno senza medico di famiglia ed entro 10 anni 33.400 medici della mutua andranno in pensione senza essere sostituiti”. All’epoca segnalavamo anche la carenza drammatica di posti letto: solo 3,7 ogni 1.000 abitanti.
Oggi, i nodi sono venuti al pettine:
Medicina territoriale azzerata: Il ricambio generazionale non è mai avvenuto. Intere aree del Paese sono “deserti sanitari”.
Guardie Mediche fantasma: Coprono meno del 20% della popolazione, lasciando i cittadini soli durante le notti e i festivi.
L’imbuto dei Pronto Soccorso: Senza filtri territoriali, i cittadini affollano le urgenze anche per casi non gravi, portando il sistema al blocco totale.
Il grande paradosso: meno fondi, più profitti (privati)
Mentre il sistema pubblico boccheggia, c’è chi festeggia. Federcontribuenti osserva con preoccupazione come il definanziamento dello Stato sia diventato il tappeto rosso per il grande business della salute.
In barba alla Costituzione: L’Articolo 32, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, viene quotidianamente calpestato. A volare non è più il servizio ai cittadini, ma il business della sanità privata e delle compagnie assicurative.
Chi ha i soldi si cura pagando polizze e cliniche; chi non ne ha, semplicemente rinuncia. È la fine dell’uguaglianza sanitaria. Nel 2018 la spesa sanitaria pubblica era al 7% del Pil; oggi siamo scivolati sotto la soglia critica del 6,3%. Un taglio che spinge forzatamente i contribuenti verso il mercato privato, arricchendo i colossi delle assicurazioni.
Dall’Emergenza al “Boarding” Strutturale
Non si tratta più di una crisi passeggera, ma di una “tempesta perfetta”. La situazione negli ospedali è degenerata:
Tagli indiscriminati: La riduzione dei posti letto prosegue inarrestabile.
Il fenomeno del Boarding: Pazienti parcheggiati per giorni sulle barelle dei Pronto Soccorso in attesa di un letto in reparto. Una condizione indegna di un Paese civile.
Fuga del personale: Medici e infermieri, stremati da turni massacranti e stipendi inadeguati, fuggono dal pubblico o scelgono l’estero.
La posizione di Federcontribuenti
“Rispetto al 2018 non siamo di fronte a un semplice peggioramento, ma alla cristallizzazione di un fallimento sistemico,” dichiara l’Associazione. “Il diritto alla salute non può essere un lusso per pochi o una voce di profitto per le compagnie assicurative. Chiediamo un piano d’urgenza che rimetta al centro il finanziamento pubblico e la dignità del cittadino-contribuente”.
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