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Caos nelle commissioni tributarie. Cause congelate in vista della rottamazione?

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Caos nelle commissione tributarie, da nord a sud molti giudici stanno ”congelando” le cause. Federcontribuenti: ”giudici surrogati o sentenze bloccate, temiamo un boicottaggio interno in vista della rottamazione”.

Tribunale di Spoleto, a soli 7 giorni dall’udienza che si doveva celebrare lo scorso 26 ottobre e dove finalmente si doveva decidere nel merito di una causa che si trascina da 20 anni, hanno surrogato il giudice e quest’ultimo ha rimandato l’udienza a data da destinarsi. ”Se questa è l’idea di aiuto che si vuole dare ai contribuenti – dice il presidente di Federcontribuenti Marco Paccagnella -, invitiamo il governo a non intervenire in quanto mette ulteriormente a rischio sia i cittadini e sia la giustizia”

La storia del sig. Colosi è ”scandalosa, mortificante per le istituzioni stesse. Nel 1995 Colosi era titolare di 3 società per la produzione, trasformazione, confezionamento e commercializzazione di olio extra vergine d’oliva. Decide di chiedere un contributo comunitario, tutto bene fino a quando riceve un controllo: all’inizio la GdF sospettava un giro di fatture false e vendita fittizia, ma ben due processi penali lo assolvono senza dubbio. Dimostrato in sede penale che i capi di imputazione non sussistevano perchè non si è fermata anche la procedura fiscale? A distanza di 20 anni, Equitalia invia a Colosi cartella pari a 30 milioni di euro, pignoramento presso azienda dello stipendio e presso la banca dove ha un conto da 25 anni e ora la surroga del giudice ad un passo dall’ultima udienza. Forse è lecito ipotizzare che proporranno a Colosi una cartella alleggerita di qualche centinaia di euro da pagare in 4 comode rate?

A Salerno, un contribuente impugna la comunicazione di avvenuta iscrizione ipotecaria, per 120 mila euro quando, i crediti di natura tributaria e previdenziali non superano i 63 mila euro – somma per la quale non è possibile ipotecare la prima casa – , innanzi ai giudici competenti. L’iscrizione ipotecaria impugnata è riferita ad una serie di cartelle di pagamento per lo più prescritte tanto che il tempo trascorso tra la data di notifica e quella di avvenuta iscrizione ipotecaria supera anche la prescrizione ordinaria decennale. ” Equitalia come prova della correttezza della notifica deposita dei semplici estratti di ruolo, assolutamente privi di qualsiasi valore ed efficacia probatoria, ( lo dice la Cassazione) e delle semplici copie informi di avvisi di ricevimento di raccomandata a.r. con le quali pretenderebbe di dimostrare la regolarità delle notifiche effettuate. Non contenta Equitalia, oltre a depositare 3 estratti di ruolo relativi a 3 cartelle di pagamento, deposita anche i tre avvisi di ricevimento con la parte destinata ad indicare la data di avvenuta consegna in bianco! Fatta eccezione per il prestampato dove si riportano i primi 3 numeri dell’anno lasciando vuoto il quarto. Quindi una cartella poteva essere stata notificata nel 2000 come nel 2009!”. Ma non è tutto: infatti Equitalia riesce persino ad esibire, sia innanzi alla CTP di Salerno che innanzi al Tribunale di Salerno, ben due fotocopie di due distinte raccomandata a.r. con le quali ( forse per un ecesso di zelo…) afferma di aver inviato la stessa identica cartella di pagamento a quel contribuente, in due date diverse, distanti tra di loro 19 mesi!

Nella confusione più totale, – ogni commissione tributaria come ogni tribunale – segue una propria idea e politica che quasi mai collima con la Legge e si aggiunge l’aspetto più inquietante per i contribuenti vessati che si trovano oggi ad un bivio: accettare la rottamazione e svenarsi per salvare la propria vita in 4 rate oppure cercare di vedersi tutelato da una magistratura carente, lenta e non sempre dalla parte giusta? ” Ricordiamo che, chi accetterà la rottamazione, dovrà abbandonare l’idea di intraprendere una qualsiasi via legale contro gli orrori e gli abusi di Equitalia”, e rinunciare a tutte le azioni già proposte contro la società di riscossione.

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