Tesseramento
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Un commento

  1. 1

    mariangela

    Sig. Galella, credo che Lei non si renda conto, vero, di aver offeso tutte quelle famiglie che sono riuscite a rendere straordinariamente normali, le loro vite trasformate dal dramma di questa malattia. Lascerei correre i suoi commenti ma li trovo davvero poco dignitosi e privi di quell’umana considerazione che differenzia un giornalista asettico da uno emozionalmente coinvolto al punto giusto, sia chiaro, senza sconfinare nel pietismo o nel trash. Le sue esternazioni sono quanto di peggio possa meritare chi vive questa malattia, persona minata nel fisico, non nel cervello, persona che ha diritto di stare al mondo, sceglie di farlo, e non si aspetta certo che il suo nucleo familiare venga considerato un agglomerato di pazzoidi che si ostinano a chiedere un parere ad un manichino. Ciò che Lei non è stato in grado di comprendere e io ho il dovere di insegnarglielo, è che c’è gente che non sceglie di essere disabile nel fisico, succede sa, a tanti. Il compito dei normodotati, per quanto Lei scrive, dovrebbe essere quello di sopprimere il sacco di patate inchiodato al letto perché non rientra nei canoni della normalità. Credo che Lei abbia utilizzato un modo per attaccare la Rai in questo caso davvero fuori da ogni logica umana, culturale e professionale. Quando avrà voglia di imparare qualcosa di positivo e di propositivo, faccia un salto ai nostri presidi e se mai dovesse ricapitarLe, su qualunque media, un servizio sui diversamente abili, cambi canale perché non ha la capacità, obiettiva, di valutare il valore della vita umana, al di là dell’involucro che la contiene.

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