Decreto liquidità, il 58% delle microimprese escluse dal prestito fino a 25 mila euro

Decreto liquidità, il 58% delle microimprese richiedenti un prestito fino a 25 mila euro escluse dalla platea dei beneficiari: Federcontibuenti: ”Perchè per il Fisco, un qualunque negozio o attività commerciale deve fatturare, statisticamente, quanto una multinazionale – quando deve calcolargli il carico fiscale – e valere quanto una ciabatta rotta quando deve dargli soldi?”. Tra i grandi esclusi dal decreto Salva Italia anche i pensionati titolari di ditta individuale, per loro nessuna sospensione delle rate INPS e nessuno aiuto economico. Il Fondo Pmi, 1.729 milioni di euro, insufficiente a coprire la metà delle richieste di finanziamenti garantiti al 100% dallo Stato fino a un massimo di 25.000 euro. ”In poco più di 60 giorni una piccola attività commerciale accantona circa 4 mila euro di debiti tra fisco, banche bollette e fornitori vari. Il governo doveva dare soldi a fondo perduto a queste attività per coprire le spese e non illuderli con slogan sfavillanti senza alcun riscontro concreto”. Alle imprese a rischio chiusura chiediamo di contattarci tempestivamente!

Il 61% delle microimprese in Italia ha debiti di natura fiscale, ”questa chiusura forzata avrà effetti devastanti nei prossimi mesi quando si avrà un calo dell’attenzione politica e mediatica. Queste piccole attività imprenditoriali si troveranno sole ad affrontare un fallimento non causato da loro. Anche riaprendo, il fatturato sarà ben lontano dal periodo pre chiusura con effetti letali sui bilanci e sulla loro capacità di onorare pagamenti fiscali, scadenze bancarie, rifornitori e spese varie. In sintesi queste attività necessitano di urgente liquidità, oppure sarà una carneficina”.

Perchè servono soldi veri alle imprese

”Dare soldi significa salvarle dalla chiusura; significa evitare attacchi feroci dal sistema mafioso; significa evitare scalate o acquisti da soggetti esteri; significa salvare nuclei familiari dalla soglia di povertà. Significherebbe comportarsi da Governo giusto e responsabile considerato che questa pandemia non è colpa di nessuno, men che meno di chi lavorava 18 ore al giorno”.

Dove trovare soldi senza obbligare nessuno a contrarre altri debiti

”Come ribadito dalla Federcontribuenti, la nostra Costituzione non ci vieta di emettere una sorta di Lirabond, avere cioè una doppia moneta così come in altri Stati UE. Con il Lirabond potremmo dimezzare il nostro debito pubblico portandolo al pari di quello tedesco, potremmo dare subito, il tempo di stampare, denaro fresco e vero alle nostre imprese rimaste chiuse, potremmo dare un significativo impulso al consumo e tagliare i fondi a sostegno di famiglie rimaste senza reddito. Con l’Euro potremmo rafforzare la nostra economia estera scevra da problemi nazionali”.

Anche riaprendo le attività, anche limitando le restrizioni sociali, anche fingendo che tutto è passato, arriverà il giorno dove lo Stato presenterà il conto alle imprese spremute come arance e poi gettate via. I conti pubblici, l’INPS – che regge il 70% del welfare – non reggerà ancora molto questo continuo esborso: ricordiamo che la sospensione delle scadenze fiscali non sarà prorogato in quanto questi versamenti servono a mantenere tutta la struttura governativa e il welfare. ”Non possiamo mettere in pericolo la salute pubblica con la totale eliminazione delle restrizioni; non possiamo contare sulla UE; non possiamo contare sulle banche che beffeggiano anche la garanzia totale dello Stato ma, non possiamo nemmeno fingere perché una alternativa rapida e concreta esiste e si chiama Lirabond”.