Fermati e multati per 500 euro, non sapevano di viaggiare con l’auto su cui pendeva un fermo amministrativo

( Ex? ) Equitalia, una coppia di ignari cittadini fermati e multati per 500 euro perchè non sapevano di viaggiare con l’auto su cui pendeva un fermo amministrativo. Scoprono così una cartella da 250 euro emessa a causa di un errore. Federcontribuenti: ”nell’era del tecnologico passano settimane per risolvere un banale errore di battitura anche laddove la pubblica amministrazione ha speso migliaia di euro per computer e software”.

Fermati e multati con 500 euro per una cartella esattoriale da 250 euro, mai notificata e che ha originato un fermo amministrativo alla coppia in questione: ”lo scorso 28 agosto siamo andati presso l’Agenzia delle Entrate dove abbiamo scoperto, a nostro carico, una cartella esattoriale (mai ricevuta) emessa nel 2014 per un mancato versamento IRPEF. La cartella ci è stata immediatamente annullata perchè frutto di un errore e ci è stato spiegato che il “disguido” è stato determinato da un errore di trascrizione da parte di chi ha fatto il 730, inoltre questo “errore” ci ha fatto rimettere 6000 euro che avremmo dovuto avere come rimborso se ci fossimo attivati entro 48 mesi dalla notifica (che non abbiamo mai ricevuto). Non solo la cartella non è stata mai notificata, ma nemmeno è stato inviato un avviso di fermo amministrativo. ”Una cartella sbagliata di 250 euro è diventata una multa di 500 euro e un fermo amministrativo, mai comunicato, che ha messo tutti in pericolo perchè, con un fermo, l’auto resta priva di copertura RCA. Ci rendiamo conto di quali rischi e pendenze a danno e carico di un onesto contribuente senza che nessuno chieda scusa, anche solo scusa?”.

Cartelle sbagliate o con calcoli errati o con procedure viziate.

Federcontribuenti: ”la pausa estiva non ha fermato il flusso di quanti hanno aderito all’adesione agevolata perchè troppi sono gli errori che hanno riscontrato nel calcolo del debito residuo. Sarà un autunno decisamente bollette per quanto riguarderà la riscossione e non vediamo ancora concreti segnali di apertura da parte del MEF, nella risoluzione di abusi ed errori. Quel che faremo è insistere nel ricorrere in tutte le sedi contro questi errori perchè riteniamo che solo intasando i tribunali, prima o poi, si decideranno a porre fine a questo caos che non aiuta né le casse dello Stato e né tanto meno la ripresa economica e quindi occupazionale in quanto generano danni economici per molti di difficile soluzione’.