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…è quanto si legge in oggetto ad una e-mail trasmessa ad un consumatore da F.T.S. Free Time Service s.a.s, che aveva sede legale in Santa Maria degli Angeli (PG) via Patrono d’Italia n. 11/A e sede operativa in Bastia Umbra (PG) via Roma n. 71.
La Free Time service aveva iniziato la sua attività nel Luglio 2004 ed ora risulta cancellata dal registro delle imprese dal 20 Gennaio 2009. L’attività, così come si legge sul sito www.freetimeservice.it, alla voce servizi, offre: rivendita, locazioni, scambi di multiproprietà, e ad oggi è più che mai attivo anche se l’azienda non è più registrata alla cciaa. La storia che vi stiamo per raccontare riguarda il sig. Mario (un nome di fantasia ma non lo sono i fatti citati) che vuole vendere la sua multiproprietà.

Contatta telefonicamente la F.T.S. e parla con il Geom. Dario Di Caterino il quale successivamente, a conferma di quanto stabilito verbalmente, gli trasmette una mail con le indicazioni per la vendita, indi il costo per l’attivazione dell’incarico che è di € 185,00 + Iva, per un totale di € 222,00.
A Mario viene richiesta una lista di documentazione (copia del Membership Certificate, copia documento d’identità, copia dell’incarico compilato e sottoscritto,…) nonché il bonifico di € 222,00, che egli esegue attorno alla metà di Ottobre del 2007.
Ma che succede dopo? A fine Ottobre 2007, la F.T.S. trasmette una lettera a Mario, dichiarando di aver attivato la promozione per la vendita del suo bene attraverso canali pubblicitari: Direct Contact, Web Promotion, Direct Mail. Ai primi Dicembre 2007, Mario riceve una seconda comunicazione da F.T.S., dichiarando che con le promozioni pubblicitarie attivate è stato possibile fissare alcuni incontri con dei possibili clienti interessati ad acquistare, oltre a sottoporre l’offerta all’attenzione di un operatore estero che ha manifestato un serio interesse nell’acquisizione di un certo numero di quote nello stesso club (residence) di Mario. A metà Gennaio 2008 arriva una terza comunicazione al nostro sig. Mario da parte di F.T.S. confermando un’interessante trattativa avviata con un operatore in Germania, interessato all’acquisizione di quote nello stesso residence ove le possiede Mario. Pertanto richiedono la traduzione in lingua tedesca del titolo di proprietà (a carico di Mario) e una traduzione in lingua tedesca del regolamento condominale ( a carico di F.T.S.). A tale scopo Mario può provvedere personalmente, oppure inviare € 150,00 comprensivi di IVA a F.T.S. per la traduzione. Sceglie quest’ultima opzione. A metà di Aprile 2008, arrivano ulteriori aggiornamenti al nostro signor Mario, che riportano gli esiti delle attività promozionali sul mercato estero da parte di F.T.S., che dichiara l’impossibilità della vendita del bene e quindi gli chiedono se: vuole mantenere inalterata la situazione attuale, se vuole ridurre il prezzo di vendita, oppure se desidera cambiare il bene con un prodotto in Italia, proposto e venduto con la formula del “Riacquisto Garantito”: una formula che, secondo la società in questione“…offre la certezza di alienare immediatamente la Sua attuale multiproprietà, liberandola da subito dei relativi oneri ed in più offrendole la garanzia di recuperare in breve tempo, tutto il suo capitale, oltretutto rivalutato”. Dopo una settimana, quindi sempre ad Aprile 2008, a Mario viene proposta la permuta del suo certificato a punti. F.T.S. propone la “Vacanza A Reddito Sicuro”, ovvero….”permutando il Suo certificato, con la nostra VACANZA A REDDITO SICURO a distanza di poco tempo “12 o 24 mesi” potrà cedere questo bene, con la certezza di ricavare una somma ben precisa, poiché la nostra società, per contratto, s’impegna formalmente a ricomprarlo.
Dopo pochi giorni, Mario sottoscrive il contratto d’acquisto per il diritto d’uso di una settimana all’anno, per 20 anni, al residence Country House Caberto II e paga € 6.600,00 comprensivi di IVA. L’art. 11 del contratto “Rivalutazione e Rendita” recita che la F.T.S. garantisce il riacquisto nonché una rendita fissa annua pari al 4,6% del prezzo d’acquisto. Nello stesso giorno sottoscrive un impegno di cessione del suo Certificato di Associazione a punti, dove è riportato che a richiesta della F.T.S. egli dovrà rilasciare procura notarile, ma va evidenziato che Mario non deve fare nessun rogito. A Novembre 2008 arriva la richiesta di pagamento delle spese di gestione del bene permutato. A fine Dicembre 2008: scrive nuovamente la F.T.S. Free Time Service A.r.l. (sede in Bastia Umbra via Fosse Ardeatine, 6) a Mario “rendiamo noto che la F.T.S. Free time Service s.a.s. è confluita nella scrivente società F.T.S. Free Time Service a.r.l.”. Nell’ultima settimana di Gennaio 2009, F.T.S. Free Time Service A.r.l., spedisce a Mario il certificato attestante la titolarità del godimento del diritto d’uso presso la Country House Caberto II.
Mario ci riferisce che durante il 2009 seguono svariate telefonate con la F.T.S. Free Time Service A.r.l. in quanto gli perviene un ulteriore sollecito di pagamento delle spese condominiali del 1° bene, in teoria permutato. Egli richiede, inoltre, la rendita, così come da contratto, a tutt’oggi non pervenuta.
I primi di Febbraio 2010, la F.T.S. Free Time Service A.r.l. contesta a Mario il suo inadempimento negoziale, secondo cui avrebbe dovuto produrre procura notarile (nel modulo di cessione era però scritto che doveva essere su loro richiesta) ed inoltre gli restituiscono il suo certificato a punti (quello che doveva essere già permutato).
Mario si reca quindi a un’associazione di consumatori, precisamente alla Federcontribuenti, la quale scrive a F.T.S. Free Time Service A.r.l. chiedendo di tener fede agli impegni contrattuali presi, precisando che non essendo presente alcun rogito notarile era da intendersi inutile una procura, tra l’altro mai richiesta, e chiede di tener fede all’articolo del contratto inerente al riacquisto da parte loro.
La Federcontribuenti e Mario ricevono dall’Avvocato della FTS una lettera dove viene richiesto di pagare € 8000,00 come riferimento al valore che era stato dato al certificato, in teoria, permutato.

La storia di Mario non è un caso isolato ma rappresenta la condizione di decine di consumatori che si sono rivolti alla Federcontribuenti, per questo, l’Associazione ha intenzione di formulare una querela, e difendere i consumatori giudizialmente.
Qualora Vi ritroviate nella medesima situazione, non dovrete assolutamente pagare nulla, basterà che Vi rivolgiate tempestivamente alla Federcontribuenti.

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