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Il 2019 ha visto un aumento della pressione fiscale, sole tasse, pari a 6.500 milioni, +1,8%.

Disparità fiscale

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Federcontribuenti: ”nel 2019 di tasse i contribuenti hanno versato più 6 milioni mentre di contributi Inps e Inail 193.423 milioni rispetto ai 189.556 del 2018. non solo. Crescono le richieste di tutela nei confronti dell”Agenzia delle Entrate che non sempre tiene conto nè dei termini di prescrizione/decadenza, nè dello sgravio quote, come da condono previsto, per debenze iscritte a ruolo sino al 2010 e per importi inferiori a euro 1000”. A raccogliere la maggior parte delle richieste di assistenza e tutela nei confronti della Agenzia delle Entrate è la sezione di Federcontribuenti Asti dove risiede il responsabile Vincenzo Tagliareni.

I contributi Inps sono aumentati del 2,6% e sono totalmente a carico dei privati.

”Mentre i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro pubblico sono calati dello 0,5% gli stessi contributi sono aumentati per i datori di lavoro privati, cioè per le PMI + 2,6%”.

Il ristagno degli stipendi assieme all’aumento delle tasse genera l’inasprimento della riscossione.

”Gli incassi derivati dall’attività di accertamento e controllo sono aumentati del 16,7% nel periodo in esame, passando da 8.439 milioni del 2018 a 9.845 1.406 di quest’anno. Non parliamo di evasori scoperti, ma di cartelle esattoriali dormienti e che per legge dovevano essere condonate in virtù delle ultime normative varate e fatte passare come – pace fiscale.

Sulla scrivania di Vincenzo Tagliareni arrivano ”avvisi di addebito iscritti a ruolo – a distanza di 10 anni, da parte dell’Agenzia delle Entrate e Riscossione senza tener conto della decadenza e prescrizione”. Capita anche che contribuenti che hanno ” presentato ricorsi in autotutela e per i quali a distanza di mesi non ricevano alcun riscontro si vedano notificare nuove intimazioni di pagamento per le stesse cartelle per cui si è ricorso in autotutela”. Oppure è tornato di moda, da parte dell’Ente per la Riscossione nazionale inviare intimazioni per cartelle mai notificate”.

L’intimazione di pagamento si configura illegittima e/o infondata e pertanto passibile di

annullamento, per i seguenti motivi: ”decorrenza del termine prescrizionale; mancata indicazione dei criteri di calcolo degli interessi dovuti; mancata notifica delle cartelle e degli avvisi di addebito;

mancato rispetto del condono come da disposizioni contenute nell’ art. 4 del D.L. 23 ottobre 2018, n. 19 è per cartelle emesse dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 e con importo residuo fino a 1.000 euro calcolato al 24 ottobre 2018 e comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni.

Nell’ultima circolare dell’Agenzia delle Entrate e Riscossione si legge di una tolleranza pari a 5 giorni, prevista dalla legge n. 136/2018, per i pagamenti di chi ha aderito alla rottamazione e al saldo e stralcio. Tagliareni: ”il mancato pagamento della rata determina l’inefficacia della definizione agevolata, il debito non potrà essere più rateizzato e l’Agente della riscossione dovrà riprendere le azioni di recupero. Assolutamente illogico poiché nel “saldo e stralcio” rientrano i contribuenti che versano in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica (ISEE del nucleo familiare inferiore a 20 mila euro). Che senso ha accanirsi con chi sappiamo essere in difficoltà? Non prevedere la massima elasticità significa condannare all’oblio chiunque tenti di riprendere una qualunque attività lavorativa poiché si vedrà perpetuamente pignorato”.

La Federcontribuenti invita, nuovamente, l’Agenzia delle Entrate e Riscossione a rispettare normative e sentenze anche perchè, questo Ente, rappresenta lo Stato italiano e l’Associazione ringrazia i tanti dipendenti e funzionari dell’Ente sopra citato, che sussurrano ai contribuenti in difficoltà di avvalersi della nostra tutela o dell’assistenza di altre associazioni perché consci delle gravi ingiustizie e diseguaglianze messe in essere dall’Ente Nazionale.

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