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Multiproprietà: un ciclone di truffe

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Truffe di ogni tipo bruciano sulla pelle di chi era candidamente convinto di aver acquistato una così detta “multiproprietà”. Gente convinta di avere qualche cosa di tangibile, di valore, un investimento insomma, invece è una cambiale in scadenza a vita. Come uscirne?
Dopo il boom degli anni ’90, quando avevano raggiunto l’apice del successo le così dette multiproprietà, chi aveva pensato di aver fatto un ottimo investimento si è ritrovato con oneri pesantissimi da pagare a vita.

Un esempio pratico sono le spese di mantenimento ad esempio, che raggiungono cifre da capogiro, anche € 1200 a settimana. Ma la vera chicca arriva quando si decide di liberarsi da questa palla al piede. Sul mercato fioriscono le società di ricollocamento delle settimane acquistate, società di permuta con altre multiproprietà o con “pacchetti vacanza” e sembrano offrire la soluzione di ogni problema. Chi si trova incastrato nell’investimento sbagliato ha fretta di porre fine alla lenta agonia e spesso non si rende conto che invece cade dalla padella alla brace. Qui alla Federcontribuenti arrivano persone pluritruffate, cadute nella rete dei circuiti del ricollocamento fatte da società “mordi e fuggi” che tentano l’ultimo assalto al malcapitato per poi dileguarsi nel nulla. Un caso tipico è quello di “Mister X” che intende vendere il “bene”acquistato precedentemente e si immette in un circuito di una nota società sita in provincia di Perugia che gli assicura falsamente la facile soluzione del problema. Ma l’iter è risultato essere quello già notoriamente adottato da altri per adescare il “pollo”. Ossia, viene proposto un acquirente tedesco interessato ad acquistare diverse settimane di godimento turnario, ma per colpa di alcuni multiproprietari che non hanno accettato il prezzo proposto la trattativa non è andata a buon fine. Pertanto gli viene loro proposto di permutare il bene contro un nuovo acquisto di “godimento del diritto di utilizzo”in una località Italiana. MisterX per cedere in permuta (se così si vuol chiamare) è costretto a sottoscrivere un contratto che prevede una Procura Speciale Pieni Poteri ad Negoziam a favore del procuratore “specificatamente ad hoc nominato della società acquirente” e il versamento di una cospicua cifra di differenza tra il bene ceduto e il nuovo bene acquisito.
Il nostro malcapitato paga la differenza ma non riesce ad avere i documenti necessari per fare la Procura. Dopo circa due anni di tira e molla gli viene comunicato dalla società acquirente/venditrice l’inadempimento negoziale, per questo il contratto si intende risolto e il povero MisterX viene anche messo in mora. Ecco Mister X ora ha due “beni” e più di due mali…. Federcontribuenti da anni ormai lotta contro questo tipo di truffe, a volte talmente ingarbugliate che non lascia intravedere una possibile soluzione. E invece? Marco Paccagnella, vicepresidente della Federcontribuenti afferma ” La soluzione per il 99% dei casi c’è ma è necessaria una radiografia esatta della situazione, fatta da chi ha competenza in materia e ben conosce i trucchetti diabolici di questi truffatori. Sconsiglio la class action, ogni caso è a sé e va seguito singolarmente.”
Dopo il boom degli anni ’90, quando avevano raggiunto l’apice del successo le così dette multiproprietà, chi aveva pensato di aver fatto un ottimo investimento si è ritrovato con oneri pesantissimi da pagare a vita. Un esempio pratico sono le spese di mantenimento ad esempio, che raggiungono cifre da capogiro, anche € 1200 a settimana. Ma la vera chicca arriva quando si decide di liberarsi da questa palla al piede. Sul mercato fioriscono le società di ricollocamento delle settimane acquistate, società di permuta con altre multiproprietà o con “pacchetti vacanza” e sembrano offrire la soluzione di ogni problema. Chi si trova incastrato nell’investimento sbagliato ha fretta di porre fine alla lenta agonia e spesso non si rende conto che invece cade dalla padella alla brace. Qui alla Federcontribuenti arrivano persone pluritruffate, cadute nella rete dei circuiti del ricollocamento fatte da società “mordi e fuggi” che tentano l’ultimo assalto al malcapitato per poi dileguarsi nel nulla. Un caso tipico è quello di “Mister X” che intende vendere il “bene”acquistato precedentemente e si immette in un circuito di una nota società sita in provincia di Perugia che gli assicura falsamente la facile soluzione del problema. Ma l’iter è risultato essere quello già notoriamente adottato da altri per adescare il “pollo”. Ossia, viene proposto un acquirente tedesco interessato ad acquistare diverse settimane di godimento turnario, ma per colpa di alcuni multiproprietari che non hanno accettato il prezzo proposto la trattativa non è andata a buon fine. Pertanto gli viene loro proposto di permutare il bene contro un nuovo acquisto di “godimento del diritto di utilizzo”in una località Italiana. MisterX per cedere in permuta (se così si vuol chiamare) è costretto a sottoscrivere un contratto che prevede una Procura Speciale Pieni Poteri ad Negoziam a favore del procuratore “specificatamente ad hoc nominato della società acquirente” e il versamento di una cospicua cifra di differenza tra il bene ceduto e il nuovo bene acquisito.
Il nostro malcapitato paga la differenza ma non riesce ad avere i documenti necessari per fare la Procura. Dopo circa due anni di tira e molla gli viene comunicato dalla società acquirente/venditrice l’inadempimento negoziale, per questo il contratto si intende risolto e il povero MisterX viene anche messo in mora. Ecco Mister X ora ha due “beni” e più di due mali…. Federcontribuenti da anni ormai lotta contro questo tipo di truffe, a volte talmente ingarbugliate che non lascia intravedere una possibile soluzione. E invece? Marco Paccagnella, vicepresidente della Federcontribuenti afferma ” La soluzione per il 99% dei casi c’è ma è necessaria una radiografia esatta della situazione, fatta da chi ha competenza in materia e ben conosce i trucchetti diabolici di questi truffatori. Sconsiglio la class action, ogni caso è a sé e va seguito singolarmente.”
Dopo il boom degli anni ’90, quando avevano raggiunto l’apice del successo le così dette multiproprietà, chi aveva pensato di aver fatto un ottimo investimento si è ritrovato con oneri pesantissimi da pagare a vita. Un esempio pratico sono le spese di mantenimento ad esempio, che raggiungono cifre da capogiro, anche € 1200 a settimana. Ma la vera chicca arriva quando si decide di liberarsi da questa palla al piede. Sul mercato fioriscono le società di ricollocamento delle settimane acquistate, società di permuta con altre multiproprietà o con “pacchetti vacanza” e sembrano offrire la soluzione di ogni problema. Chi si trova incastrato nell’investimento sbagliato ha fretta di porre fine alla lenta agonia e spesso non si rende conto che invece cade dalla padella alla brace. Qui alla Federcontribuenti arrivano persone pluritruffate, cadute nella rete dei circuiti del ricollocamento fatte da società “mordi e fuggi” che tentano l’ultimo assalto al malcapitato per poi dileguarsi nel nulla. Un caso tipico è quello di “Mister X” che intende vendere il “bene”acquistato precedentemente e si immette in un circuito di una nota società sita in provincia di Perugia che gli assicura falsamente la facile soluzione del problema. Ma l’iter è risultato essere quello già notoriamente adottato da altri per adescare il “pollo”. Ossia, viene proposto un acquirente tedesco interessato ad acquistare diverse settimane di godimento turnario, ma per colpa di alcuni multiproprietari che non hanno accettato il prezzo proposto la trattativa non è andata a buon fine. Pertanto gli viene loro proposto di permutare il bene contro un nuovo acquisto di “godimento del diritto di utilizzo”in una località Italiana. MisterX per cedere in permuta (se così si vuol chiamare) è costretto a sottoscrivere un contratto che prevede una Procura Speciale Pieni Poteri ad Negoziam a favore del procuratore “specificatamente ad hoc nominato della società acquirente” e il versamento di una cospicua cifra di differenza tra il bene ceduto e il nuovo bene acquisito.
Il nostro malcapitato paga la differenza ma non riesce ad avere i documenti necessari per fare la Procura. Dopo circa due anni di tira e molla gli viene comunicato dalla società acquirente/venditrice l’inadempimento negoziale, per questo il contratto si intende risolto e il povero MisterX viene anche messo in mora. Ecco Mister X ora ha due “beni” e più di due mali…. Federcontribuenti da anni ormai lotta contro questo tipo di truffe, a volte talmente ingarbugliate che non lascia intravedere una possibile soluzione. E invece? Marco Paccagnella, vicepresidente della Federcontribuenti afferma ” La soluzione per il 99% dei casi c’è ma è necessaria una radiografia esatta della situazione, fatta da chi ha competenza in materia e ben conosce i trucchetti diabolici di questi truffatori. Sconsiglio la class action, ogni caso è a sé e va seguito singolarmente.”
Dopo il boom degli anni ’90, quando avevano raggiunto l’apice del successo le così dette multiproprietà, chi aveva pensato di aver fatto un ottimo investimento si è ritrovato con oneri pesantissimi da pagare a vita. Un esempio pratico sono le spese di mantenimento ad esempio, che raggiungono cifre da capogiro, anche € 1200 a settimana. Ma la vera chicca arriva quando si decide di liberarsi da questa palla al piede. Sul mercato fioriscono le società di ricollocamento delle settimane acquistate, società di permuta con altre multiproprietà o con “pacchetti vacanza” e sembrano offrire la soluzione di ogni problema. Chi si trova incastrato nell’investimento sbagliato ha fretta di porre fine alla lenta agonia e spesso non si rende conto che invece cade dalla padella alla brace. Qui alla Federcontribuenti arrivano persone pluritruffate, cadute nella rete dei circuiti del ricollocamento fatte da società “mordi e fuggi” che tentano l’ultimo assalto al malcapitato per poi dileguarsi nel nulla. Un caso tipico è quello di “Mister X” che intende vendere il “bene”acquistato precedentemente e si immette in un circuito di una nota società sita in provincia di Perugia che gli assicura falsamente la facile soluzione del problema. Ma l’iter è risultato essere quello già notoriamente adottato da altri per adescare il “pollo”. Ossia, viene proposto un acquirente tedesco interessato ad acquistare diverse settimane di godimento turnario, ma per colpa di alcuni multiproprietari che non hanno accettato il prezzo proposto la trattativa non è andata a buon fine. Pertanto gli viene loro proposto di permutare il bene contro un nuovo acquisto di “godimento del diritto di utilizzo”in una località Italiana. MisterX per cedere in permuta (se così si vuol chiamare) è costretto a sottoscrivere un contratto che prevede una Procura Speciale Pieni Poteri ad Negoziam a favore del procuratore “specificatamente ad hoc nominato della società acquirente” e il versamento di una cospicua cifra di differenza tra il bene ceduto e il nuovo bene acquisito.
Il nostro malcapitato paga la differenza ma non riesce ad avere i documenti necessari per fare la Procura. Dopo circa due anni di tira e molla gli viene comunicato dalla società acquirente/venditrice l’inadempimento negoziale, per questo il contratto si intende risolto e il povero MisterX viene anche messo in mora. Ecco Mister X ora ha due “beni” e più di due mali…. Federcontribuenti da anni ormai lotta contro questo tipo di truffe, a volte talmente ingarbugliate che non lascia intravedere una possibile soluzione. E invece? Marco Paccagnella, vicepresidente della Federcontribuenti afferma ” La soluzione per il 99% dei casi c’è ma è necessaria una radiografia esatta della situazione, fatta da chi ha competenza in materia e ben conosce i trucchetti diabolici di questi truffatori. Sconsiglio la class action, ogni caso è a sé e va seguito singolarmente.”

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