Ponte sullo Stretto. I siciliani ”prendono solo calci in faccia dal governo nazionale”

Abuso di legge, distrazione di denaro e molto altro in un esposto che verrà depositato in Procura sulla questione Ponte dello Stretto: ”dobbiamo fare chiarezza, basta ingannare il popolo”. È dall’unità d’Italia che i siciliani, ”prendono solo calci in faccia dal governo nazionale’‘Il Ponte sullo Stretto è davvero un’opera criminale? Il rispetto dell’ambiente e quindi la messa in sicurezza di terra, mare e cielo sono criteri indispensabili, per dovere e per difesa anche degli abitanti, ma in ogni altro Paese problematico come il nostro tale criterio non impedisce la costruzione di opere di grande attrazione, funzionali e sicure. Inoltre: ”Monti ha preso il miliardo e 200 milioni e li ha portati altrove. (lo fece anche con il cambio Lira ).

Che fine hanno fatto i soldi del Ponte? ”Sono finiti a Milano per l’Expo e a Venezia per realizzare dighe contro l’alta marea. Quei soldi, sono stati prelevati dai corruttori di Stato”.

Così i siciliani, anche se residenti, per passare lo stretto debbono pagare 80 euro a traversata. Per appena 3 Km di mare. Per andare nelle isole Eolie, molto più distanti dalla Sicilia, si paga la metà.

Come mai? Chi ci mangia? Chi gestisce i traghetti?”

A conoscere i ”segreti” del progetto è il Generale Pappalardo che ha chiesto, ottenendolo, supporto a Federcontribuenti: ”nel progetto del Ponte era prevista la nascita di una grande metropoli Reggio Calabria-Messina, con lungomari da cartolina e laghetti con parchi annessi.

”Vogliamo parlare di una Messina senza acqua da 20 giorni per un guasto? – Paccagnella -,

comodo come sempre dare la colpa al clima impazzito, ai fondi che mancano, alle colline che cedono! Ma chi doveva vigilare sui fondi, sulla collina, mettere in sicurezza la zona e, tra l’altro, i pezzi per il cambio sono arrivati dalla Germania, ( avranno appaltato? ), neanche più i tubi produciamo e hanno il coraggio a Roma di mettere bocca su un Ponte di tale portata e con quale titolo, capacità, moralità’!”

Qualcuno al Nord, ha urlato: ”cosa vogliono questi mafiosi e questi criminali? Addirittura un ponte di 3200 metri, il più lungo del mondo, che attirerebbe studiosi e turisti a valanga come è successo per la Tour Eiffel!? Poi si parla di circa 40.000 nuovi posti di lavoro. I siciliani e i calabresi non meritano tanto; devono continuare a stare in posizione prona e a testa in giù”.

Monti ha preferito bloccare tutto e pagare milioni di euro di penale. E portare i soldi altrove, mentre l’autostrada Palermo Catania cade a pezzi.

Un architetto statunitense si era fatto avanti, quello che ha ricostruito i luoghi a New York dove c’erano le due Torri Gemelle, è stato trattato malissimo dai nostri politicanti super esperti.

Sul ponte erano previste due linee ferroviarie e due carreggiate a tre corsie per le autovetture.

Lo sapete perché il ponte è stato tolto ai Siciliani? Vi siete mai chiesti come mai i mafiosi non vogliono il ponte? Vi siete mai chiesti perché Monti ha bloccato il ponte?

Un fiume in piena il Generale Pappalardo che continua, ”ci vuole coraggio per parlare del Ponte sullo Stretto di Messina e mettersi controcorrente. Perché appena lo fai, immediatamente contro di te si scagliano politici faziosi, ambientalisti poco attenti e una certa opinione pubblica ormai abituata a seguire le ondate che si levano senza un’attenta riflessione, senza senso critico”. Il progetto per la realizzazione del Ponte ha subito molteplici vicissitudini a causa di una classe dirigente politica che nel tempo, per la difformità delle decisioni adottate, ha causato rilevanti danni economici per circa un miliardo di euro, pagati interamente dai contribuenti senza alcun beneficio”. A parere degli esponenti, le responsabilità non sono solo di ordine politico, ma anche e soprattutto di diversa natura, e vanno individuate e punite.

Ci racconta il Generale che nel 2008 fu invitato dall’allora Ministro dei Trasporti a far parte del Consiglio di amministrazione della Società Stretto di Messina, soprattutto per vigilare che le varie mafie non mettessero le mani sugli appalti. ” Abbiamo lavorato per sei anni, con 900€ al mese. Abbiamo guardato attentamente il progetto in ogni suo aspetto, il ponte doveva: resistere a terremoti di oltre il 7,5° della scala Richter; resistere a venti impetuosi, compresi cicloni e tornado;

avere un sistema radar per impedire che gli uccelli migratori andassero a schiantarsi contro le torri del ponte; inviare segnali ai cetacei perché non si spaventassero dell’ombra del ponte; utilizzare, nell’uso delle scavatrici, sistemi insonorizzati. Il ponte, il più lungo del mondo ad unica campata, sarebbe stato motivo di attrazione e di studio da parte di tanti ingegneri e architetti di tutto il mondo, che avrebbero ammirato e apprezzato l’ingegno italiano”. Poi ”arriva il governo Monti – messo su da questi partiti, perché avevano fallito nella loro azione di governo e buttano all’aria il progetto con una legge, commettendo un abuso, che nessuno ha le ”palle” in Italia per impugnarla in ogni sede, anche dinanzi alla magistratura europea. Taluni cialtroni hanno popolato la Sicilia di pale eoliche per un po’ di energia elettrica, così facendo guadagnare soldi a politici corrotti e mafiosi. Giriamo il mondo visitando attrazioni come Ponti e grattacieli e invenzioni ingegneristiche di altri, quando in casa nostra siamo così ottusi, vigliacchi e disinformati”.