Renzi fugge dagli 80 euro

2014-05-14_122731Oggi è il 15esimo giorno di sciopero della fame per Mauro Biolcati, imprenditore e portavoce di Federcontribuenti ed ha perso 8 kg. A La Gabbia, Biolcati chiedeva lumi sul sistema di anticipo e rimborso degli 80 euro per gli imprenditori chiamati a far fare bella figura al Premier: gli si prometteva l’incontro con il governo. Una prima telefonata dalla segreteria del premier Renzi, poi più niente. Biolcati chiama la segreteria di Renzi, non sanno niente e richiedono l’invio del comunicato dando un indirizzo email che è solo un inoltro a non si sa quale casella istituzionale. Silenzio assoluto e in tanto il tempo passa e il rischio aumenta. 

Non solo il premier fugge, ma anche chi gli è intorno evitando di farsi carico di questa patata bollente che si chiama Mauro Biolcati. Le domande sono semplici e giuste e riguardano il sistema di erogazione e di rimborso degli 80 euro per gli imprenditori chiamati ad anticipare la promessa di Renzi. Perché Renzi evita d’incontrare Biolcati? Una sola certezza: il famoso contributo o meglio l’aumento delle detrazioni fiscali a favore dei lavoratori, andrà a favorire solo alcuni lavoratori, discriminandone altri più bisognosi. Inoltre gli imprenditori potranno scaricare dagli F24 gli 80 euro fino a capienza e quale è la capienza e come si può sapere quando si è giunti al limite? «Vorrei ricordare al Premier Renzi, – dice Biolcati – gli articoli 3 e 31 della nostra Costituzione, i quali decretano, che la Repubblica deve eliminare ogni tipo di discriminazione sociale e favorire le famiglie numerose, dando a loro pari dignità. Perciò, caro Premier Renzi, se la sua idea poteva essere condivisibile a pieno, oggi alla luce dei fatti, ci si accorge delle discriminazioni che questa produce». Nessuna polemica o strumentalizzazione da parte di Biolcati che, a nome di tutti gli imprenditori e come portavoce di Federcontribuenti voleva solo, come è nel suo diritto, risposte a domande precise. Biolcati ci tiene a far sapere a Renzi e a tutta la sua squadra che continuerà a scioperare fin quando non riceverà le risposte. «Quando un uomo intraprende un’azione, ed ha degli ideali basati sull’uguaglianza e sull’equità sociale, deve andare sino in fondo, costi quel che costi, altrimenti sarà come tutti coloro che fanno solo chiacchiere e zero fatti, ciò che è accaduto sino ad ora. Caro Premier, le garantisco che di soluzioni c’è ne sono molte, e tutte rispettose della nostra Costituzione». Forse Renzi non vuol sentirsi dire dove c’è il grasso che cola nella P.A, dove tagliare e di brutto, per riportare equità e costituzionalità in tutte le storture create da questo sistema atte a privilegiare sempre i soliti legati ai poteri forti, vedi Befera, creato potente come custode dei segreti dei soliti noti, perciò intoccabile. Paccagnella, presidente di Federcontribuenti: «la vera rivoluzione, caro Renzi si fa tagliando a chi intasca fior di quattrini senza alcun merito e con questo guardo sempre i funzionari pubblici e tutto ciò che ci ruota attorno, ambasciate inutili consolati sparsi per il mondo senza necessità e via discorrendo. Si sperava di sentire il lancio di grandi opere pubbliche, non grandi come dimensioni, ma grande per importanza e utilità dei cittadini, rete idrica, fognaria, messa in sicurezza dei territori, reti elettriche e ferroviarie esistenti ecc. Opere capaci di salvaguardare ambiente e cittadini ed evitare le spese pazze per le emergenze. Renzi le politiche di pagamento del debito devono essere fatte quando l’economia tira, ora si dovrebbero allargare le corde della borsa per far ripartire lavoro ed economia, allora si che si potrebbe parlare di aumento di stipendi, pensioni e magari un fondo per partite Iva e disoccupati.»

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