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Roma: una discarica tra le colline del Divino Amore

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discarica divino amoreLo stupro ambientale ha la stessa brutalità, ferocia, disumanità dello stupro fisico. Il principio è lo stesso, la violazione della legge, dei diritti umani, del rispetto per cose o persone. Le conseguenze sono le medesime, una micidiale sensazione di impotenza, annichilimento, prostrazione, abbandono. Roma, Divino Amore, orizzonte mozzafiato, tutt’intorno colline in pace con il mondo. Un’area rurale, di questo non vi è dubbio, anche se, dentro e fuori il Raccordo Anulare è un prolificare di cemento e mattoni, quando antiche costruzioni sono lasciate all’abbandono e all’incuria. Costruire per rilanciare l’economia, quando dietro a questo movente si nasconde un’avida speculazione. Torniamo al Divino Amore e alle sue verdi dune. Qui hanno intenzione di aprire una discarica, dove i pascoli e l’agricoltura la fanno da padrona. Il problema delle discariche e della filiera dei rifiuti è nazionale, costa molto più trattare che scaricare tutto in discarica come tal quale. A monte un enorme buco legislativo e giuridico, dove i rifiuti sono davvero una ricchezza ma solo per chi ci mangia sopra. La propaganda sull’esigenza di fare una adeguata raccolta differenziata quando, in realtà, mancano gli impianti o quelli che esistono vengono usati non a dovere, non a norma. Il sistema Sistri, mai partito e sul quale pesano sospetti inquietanti, sulla tracciabilità dei rifiuti sta evidenziando gravi collusioni con gli apparati mafiosi, ma, questi, solo in un modo potevano entrare nel gioco, attraverso riferimenti politici. Il risultato è evidente: inquinamento ambientale senza precedenti, avvelenamento delle terre e delle acque con aumento di tumori e malformazioni tra la popolazione.

Mancano interventi politici per limitare l’uso della plastica, e l’uso degli imballaggi micidiali quanto inutili. Le discariche non sono altro che buche, dove viene scaricato di tutto, gli stessi controlli non sono adeguati e troppo spesso si scoprono crimini contro l’umanità. In tutto il sistema rifiuti, non è difficile scontrarsi con il mostruoso patto tra mafia e Stato. Nessuna azienda o società è stata mai punita per grave disastro ambientale, nessun tecnico di nessuna amministrazione è mai finito dietro le sbarre per aver concesso autorizzazioni che non potevano esser date. Intanto dietro il comparto dei rifiuti continuano i crimini, continuano a muoversi ingenti quantitativi di denaro pubblico. Nessuno ha mai fatto una mappa dei rifiuti: terreni, aziende, movimento terra e soldi. Una mappa che nessuno vuole.

Eppure esiste un Disegno di legge recante disposizioni concernenti i delitti contro l’ambiente.

Delega per il riordino, il coordinamento e l’integrazione della relativa disciplina.

(Testo approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 24 aprile 2007.

Articolo 1 Modifiche al codice penale

1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il Titolo VI del Libro Secondo del Codice Penale, è inserito il seguente:

«TITOLO VI-bis. DEI DELITTI CONTRO L’AMBIENTE». Un testo ben articolato che inchioda i trafficanti di rifiuti, ristabilisce la legge e la giustizia e assicura allo Stato a costo zero la bonifica dei territori barbaramente violati. Questo disegno di legge è finito nell’archivio delle leggi mai nate, scomode, che possono far arrabbiare molti colossi e speculatori. Leggendo le varie audizioni della commissione di inchiesta, di qualunque regione si parli il problema è sempre uno, si ha la sensazione che non servano a niente. Le stesse discariche sequestrate sono in attesa di essere bonificate. Anni e anni di attesa, di morti silenziose, di drammi.

 

DOMANI, 30 LUGLIO, ALLE ORE 18, SULL’ARDEATINA AL KM 14, BORGATA FALCOGNANA, MANIFESTAZIONE CONTRO L’ENNESIMO SCEMPIO.

UNA DISCARICA DENTRO LE COLLINE.

 

 

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