Bonus 110%, fotovoltaico e impianti di depurazione domestica sono le truffe del momento. Fai attenzione e chiamaci se hai un dubbio!

Tutti i tuoi diritti con un click

Fisco, banche, contratti truffaldini e poi malasanità, malagiustizia. Troppi poveri e troppe ingiustizie. E’ora di rompere le catene!

Silenti Enasarco

Perché chi ha versato anche oltre 15 anni di contributi Enasarco alla fine deve perdere tutto?

Multiproprietà

Se sei proprietario di una multiproprietà o l'hai ereditata e non sai come liberartene contattaci senza impegno.

Banche e Fisco

Problemi bancari o fiscali? Sei pieno di debiti e temi possano portarti via tutto? Contattaci senza impegno e ti aiuteremo!

Acqua, luce, gas e telefonia

Conguagli, costi nascosti, contratti non stipulati o bollette esagerate. Se non sai come difenderti contattaci!

Ingiustizia civile

Se non hai una casa o rischi di perderla, se non hai un lavoro e hai bisogno di aiuto. Mafia, malasanità o qualunque altro problema contattaci!

Sacchetti biodegradabili, si preferisce l’imballaggio al rifiuto zero. Aumentano i costi anche dello smaltimento rifiuti

Share This Post

Share on facebook
Share on linkedin
Share on twitter
Share on email

12 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Italia, il 40% è composta da materiali plastici non riciclabili con conseguenze devastanti dal punto di vista ambientale e di costi per lo smaltimento dei rifiuti stessi. Federcontribuenti: ”l’imballaggio lo paghiamo 2 volte, quando lo acquistiamo e quando lo smaltiamo come rifiuto. Sempre venga smaltito secondo le norme vigenti e non secondo i collaudati sistemi mafiosi”. Il 32% degli imballaggi in plastica viene perso dopo il primo utilizzo e dove finisce?”

Si parla di ”economia della plastica” e racchiude il costo di produzione degli imballaggi, il costo della raccolta, dello smaltimento e del riciclo. Una catena con maglie larghe tant’è che l’impatto ambientale è devastante come quello sulla salute umana. Il 98% della produzione di imballaggi in plastica è di natura vergine e dopo il loro utilizzo il 32% viene disperso nell’ambiente; il 40% finisce nelle discariche e queste smaltiscono il 14% negli inceneritori e il restante riciclato.

Stiamo perdendo di vista lo scopo.

A pochi giorni dall’entrata in vigore della legge sui sacchetti a pagamento nei supermercati i primi dati: il 12% acquista frutta e verdura già confezionata e un 7% ha ammesso di comprare meno frutta e verdura. ”La fregola dell’obiezione e della rivoluzione ci sta sfuggendo di mano – dice Paccagnella -, non si ragiona più, si va contro tutto a prescindere. Anche contro norme sacrosante”.

Il comparto agroalimentare è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio.

”Gli imballaggi incidono sui costi del prodotto fino al 30%, incidono sulla tassa dello smaltimento rifiuti a carico dei consumatori – che sono anche i contribuenti – incidono sull’ambiente e sembra una catena infinita che non vogliamo spezzare”.

Quanta plastica produciamo?

La somma di tutta la produzione mondiale fino al 2015 ammonta a 8 miliardi e 300 milioni di tonnellate; il 12% finisce negli inceneritori, circa 5 miliardi di tonnellate di plastica finisce in una discarica o disperso nell’ambiente, ”spesso le discariche non rispondo ai requisiti minimi di legge e qui si aprirebbe un capitolo enorme sulle mancate politiche in tema ambientale”.

Conclusioni.

La tassa sui rifiuti cresce ogni anno del 10% a famiglia, oggi la media è di 500 euro all’anno. Cresce anche il costo dei prodotti acquistati perchè crescono i costi per l’imballaggio, così il consumatore che è anche contribuente paga sempre di più ritrovandosi infine città sporche, acque e terre inquinate e salute sempre più compromessa.

”Non arriveremo mai a produrre meno rifiuti se ci ribelliamo a dei sacchetti biodegradabili. In questa guerra in difesa della salute e dell’ambiente sono i cittadini che possono e devono cambiare le cose. Basterebbe cambiare cattive abitudini; in tema di rifiuti pericolosi dovremmo imporre obblighi e misure drastiche che coinvolgano in primis le aziende e infine chi gestisce materialmente i rifiuti pericolosi raccolti. Non nascondiamoci sotto la sabbia, l’ecomafia è una azienda tuttora in crescita. Non basta contestare, indagare, occorre condannare anche chi per risparmiare usufruisce di aziende mafiose che smistano a cielo aperto sostanze maledettamente mortali”.

Non perderti i nostri comunicati

Un consumatore informato è un consumatore tutelato

Le altre notizie

Qualunque sia il tuo problema noi possiamo aiutarti

Bonus 110%, fotovoltaico e impianti di depurazione domestica sono le truffe del momento. Fai attenzione e chiamaci se hai un dubbio!

© 2021 Tutti i diritti riservati - FEDERCONTRIBUENTI Federazione Italiana a tutela dei contribuenti e dei consumatori. Privacy & Cookie Policy