Senza coraggio diventeremo i clochard d’Europa. Il 42,5% delle microimprese ha finito la liquidità

Le microimprese, fino a 10 dipendenti, sono 4 milioni e rappresentano il 95,3 per cento delle imprese attive, coprono il 46,8% di tutta l’occupazione e il 29,7% del valore aggiunto realizzato. Federcontribuenti: ”in attesa dei decreti attuativi e con l’aumentare dell’incertezza economica le piccole imprese ci chiedono come far fronte alla mancata liquidità. Non ci sono solo i dipendenti, ma soprattutto i debiti verso i fornitori anche loro in difficoltà”. L’Italia si troverà sola ad affrontare l’approssimarsi di una crisi economica che la pandemia di Covid-19 scatenerà sul nostro Paese. ”L’art. 122.2 del trattato europeo per sostenere i posti di lavoro come ogni altra via percorribile sono solo linee di credito a tassi di interesse agevolato”. Ci dicono di non dare messaggi che possono preoccupare ulteriormente la popolazione, quando l’unico modo per non preoccupare la popolazione è dare risposte concrete a difficoltà immediate.

Di questo 95,3% di imprese il 42,5% è fatta di ditte individuali e di attività commerciali non di tipo alimentare, alloggio e ristorazione, locali ricettivi”.

Federcontribuenti: ”il sovraindebitamento è una ferita aperta per artigiani e commercianti indebitati con banche, fornitori, fisco e contributi INPS. Ogni piccola impresa, nel giro di 15 giorni, è andata in debito di ossigeno, vale a dire di liquidità. Chiunque avanzi del denaro è poco disposto a mollare la presa, specie in questo periodo di grande incertezza. Il governo deve garantire subito liquidità attraverso un percorso pre stabilito con il nostro sistema bancario”.

Oltre al covid-19, la mancanza di liquidità, è secondo pensiero più logorante per molti piccoli imprenditori: il rischio di dover chiudere la propria attività trovandosi immersi in un mare di debiti.

”Non esistono magie e la UE non ci perdonerà né regalerà nulla. Certo, colpa nostra se l’Italia non si è indebitata per investire sulla crescita economica. Se poi guardiamo agli ultimi sette anni, l’Italia ha una media di crescita zero contro il +0,9% del resto dell’area euro. Nemmeno la sospensione del patto di stabilità potrà aiutarci, visto che eravamo sulla soglia del 3,3% e che stiamo spendendo risorse, che andranno in bilancio, per far fronte alla carenza sanitaria, anche questa causata in altra epoca più recente. Senza crescita e senza lo spazio finanziario per raccogliere fondi da investire, l’Italia si trova impantanata nella gigantesca palude di un debito pubblico improduttivo, creato in un’altra epoca, che non potrà che aumentare. Tutto ciò deve interessare a chi cadrà sul suolo bellico per colpe non sue? Si può pretendere dalle famiglie italiane di morire economicamente senza batter ciglio? Si può chiedere di sacrificare i soliti martiri senza intaccare le ricchezze dei soliti privilegiati? Lo vedremo presto?”.

La Federcontribuenti chiede con effetto immediato che siano gli Enti locali e lo Stato a farsi carico di: ”Sopprimere per l’intero anno 2020, tutte le imposte, tasse, tributi per le attività commerciali, economiche e produttive come fatto nella città di Napoli. La sola sospensione per pochi mesi non basta! Sgravare le utenze domestiche e le utenze business dei costi di sistema; più le addizionali comunali e regionali e dal canone Rai. Riconoscere a tutti i cittadini italiani sprovvisti di reddito, mediante l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, il reddito mancante al raggiungimento di mille euro mensili come garanzia al minimo vitale”.