Tesseramento
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    Federcontribuenti » Mondo lavoro. Pianeta sconosciuto tra false lotte e finte illusioni

    […] Nessun accordo tra Cisl, Uil e Cgil, i sindacati non sanno come intervenire uniti contro le decisioni del governo in ambito di lavoro. Art 18, precarietà, ma il grande assente in questo pandemonio resta il lavoro. Mettere mano allo Statuto del lavoratore abolendo le anomalie accumulate negli ultimi 30 anni? ”Prima occupiamoci di abolire i privilegi dei sindacati eliminando il tesseramentoocculto, la Legge Mosca e la Legge 564 e obbligando le Sigle a presentare regolari bilanci”.  Molti pensionati continuano a pagare la quota associativa a loro insaputa, dovrebbero essere informati dall’Inps, ma nessuna campagna informativa è mai partita, dunque per la Federcontribuenti è la base che deve unirsi con o senza il benestare dei vertici sindacali; «Mettiamo i puntini sulle i – precisa il presidente della Federcontribuenti, Marco Paccagnella -, se questo governo vuole riformare il mondo del lavoro è bene che lo faccia seriamente e senza prenderci in giro con l’art 18. La flessibilità non può pregiudicare la tutela del posto di lavoro, le holding non possono vincere su questo punto. I lavoratori non sono pezzi di ricambio ma persone a cui va garantito un reddito e dei diritti sul lavoro». La diga tra i diritti dei lavoratori e le politiche di governo è rappresentata dai sindacati che mai si sono opposti, in maniera energica, agli sfaceli compiuti negli ultimi decenni. Insomma, cominciamo da loro, dai sindacati che grazie ad alcuni privilegi non hanno più stimolo e bisogno di tutelare i propri iscritti, « il meccanismo di iscrizione ai sindacati resta automatizzato, con le quote associative trattenute dai datori di lavoro, come se noi di Federcontribuenti, facessimo le tessere a monte, ricevendo le quote dalle banche e dall’Agenzia delle Entrate in una forma di trattenuta padronale. I sindacati son nati per difendere i diritti e non per barattarli, «si è ormai creato un circuito chiuso, un muro di cinta oltre il quale il diritto e la giustizia non passano». L’Inps ai sindacati per le quote associative versa circa 350 milioni di euro l’anno, più altri 600 milioni di versamenti delle imprese. Dicono che il versamento sia volontario, sulla carta così non è. In che altro modo guadagnano i sindacati? Una sorta di finanziamentopubblico dovutoper le convenzioni con gli Enti Pubblici, servizi remunerati dallo Stato, compensi non soggetti alle regole di mercato ma stabiliti per legge: ai 170 milioni per le prestazioni con gli istituti di previdenza, si aggiungono altre centinaia di milioni per l’attività fiscale: guadagno facile. I caf ricevono compensi a carico dello Stato anche per l’elaborazione e la trasmissione dei modelli 730. Non si conoscono i bilanci dei Caf e dei Patronati perché i sindacati non sono tenuti a fornire una contabilità trasparente. Da roccaforte dei lavoratori a strumenti politici. Legge 564. Nel 1996 l’allora ministro Tiziano Treu, area Cisl, stabilì che ogni lavoratore andato in aspettativa per fare il dirigente sindacale, doveva recepire i contribuiti sul lavoro lasciato allineandoli alla retribuzione riconosciutagli dal sindacato, con notevoli vantaggi sulla pensione percepita. Altra Legge da abolire fatta da un altro sindacalista, Giovanni Mosca, ha consentito ai lavoratori in nero di sindacati di mettersi in regola con una semplice dichiarazione mai verificata da nessuno. Mogli, figli, amici e parenti hanno così portato a casa pensioni di tutto rispetto. Walter Rizzetto del M5s a Panorama: ” La Legge Mosca si è rivelata una vera truffa ai danni dello Stato, ancora oggi l’Inps eroga 12 miliardi per ingiuste pensioni”. Oggi scadono i termini per le dichiarazioni Tasi e Imu, pagheranno i sindacati? Sempre su Panorama così rispondono dal ministero dell’Economia: ”i dati di gettito disponibili non consentono di effettuare una stima”. Insomma, se e quanto pagheranno sarà ad insindacabile decisione delle grandi e corpulenti Sigle Sindacali. «I sindacati godono di un tesoretto di tutto rispetto e potrebbe starci, – conclude Paccagnella -, se questi soldi fossero utilizzati per aiutare le imprese in difficoltà o come sostegno al reddito, invece, questi soldi, vengono usati per investire in titoli e beni». La riforma del mondo del lavoro deve essere a 360 gradi e deve riguardare, contemporaneamente, l’occupazione, i diritti di chi lavora e deve regolamentare le grandi imprese come le grandi aziende. Queste negli ultimi anni hanno succhiato una marea di denaro pubblico senza garantire assunzioni o il mantenimento del posto di lavoro. «A nostro avviso lasciare ai sindacati le attuali regole pregiudica in maniera intollerabile ogni altra idea di riforma del mondo del lavoro».  Focus, la vicenda di Edi Morini: ”’ chiedo venga fatta chiarezza sulla vicenda che mi riguarda, soprattutto in merito alla causa di lavoro e sul giudice che da anni mi perseguita a suon di querele”. I primi due giudici le danno ragione ma vengono rimossi, il terzo annulla tutto e la querela tre volte.  Continua a leggere […]

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