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Un DEF in stato confusionale abbraccia mortalmente contribuenti ed autonomi

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Il governo deve fronteggiare 69,4 mld di uscite con entrate fresche e immediate e siccome il prelievo forzoso come una patrimoniale non superebbero i muri eretti da burocrazia e costituzione a pagar le pene dell’inferno saranno i soliti contribuenti. Federcontribuenti: ” è evidente che la proroga dello stato emergenziale non prende in considerazione gli effetti negativi e immediati sullo stato economico delle famiglie e dei lavoratori autonomi. La legislazione di emergenza ha solo spostato in avanti le scadenze fiscali senza interrogarsi sulla lenta ripresa lavorativa. Entro il 10 dicembre prossimo oltre un milione di contribuenti dovrà versare, in una unica soluzione , tutte le rate non corrisposte per la rottamazione -ter. Peccato che oltre il 55% di questi contribuenti ha perso da inizio 2020 il 60% del proprio reddito!”. A settembre pronte a scattare le misure AdER per i nuovi indebitati da covid

Le perplessità messe nero su bianco dall’ufficio legale della Federcontribuenti guidato dall’avv. Forcellino: ”dal mese di settembre pronte a partite le misure dell’ AdER caratterizzate dalla notifica di intimazioni di pagamento e successivi pignoramenti esattoriali. La vera potenza di fuoco cadrà sulle spalle di chi non ha potuto saldare le rate dei debiti fiscali; le rate INPS, INAIL, CASSA EDILE sospese in pieno covid e che si sommeranno ai debiti rateizzati più alle nuove scadenze fiscali di settembre per un monte di circa 5 mila euro ad autonomo, generando nuove intimazioni di pagamento; a ciò si aggiunge che gli accertamenti degli Enti Locali, sono stati parificati a quelli esecutivi e le intimazioni come le cartelle si raddoppieranno; si aggiunga che la chiusura forzata di tribunali e degli uffici pubblici anche contemplando lo smartworking ha piegato la produttività degli uffici pubblici, abbiamo opposizioni a fermi amministrativi rimandati al 2021 ”.

Alcuni esempi concreti.

L’Agenzia della Riscossione (AdER) ”non rilascia gli estratti ruolo, determinanti per la difesa del contribuente, ma solo dei semplici prospetti riepilogativi dietro lo spettro dell’emergenza da covid. Una qualunque pendenza con il fisco genera, per il contribuente o il lavoratore autonomo, una generalizzata perdita dei diritti sia dal punto di vista della difesa patrimoniale ma, anche lavorativa e pone a rischio la sua stessa esistenza economica nell’immediato futuro. Nessun prestito dalle banche, nessuna possibilità di lavorare e il concreto rischio di vedersi pignorato parte del reddito o della pensione oltre a casa, automobile”.

Cosa succederà a settembre? Cosa prevedono le misure dell’AdER?

Iscrizione ipoteca per debiti non inferiori a 20 mila euro. Il contribuente riceverà una comunicazione che dà 30 giorni di tempo dalla notifica per mettersi in regola. Scaduti 30 giorni, l’AdER sarà legittimata a iscrivere la procedura cautelare e infine la vendita dell’immobile.

Per i debiti fino a mille euro non si procede alle azioni cautelari prima di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio del debito. Fermo Amministrativo con 30 giorni di preavviso. ”Con il blocco della PA e dei tribunali sarà impensabile garantire un ritmo sufficiente alla valanga di opposizioni”.

Le misure al reddito dei lavoratori e delle famiglie hanno soddisfatto solo i bisogni primari.

Tra marzo e giugno, per alleviare gli effetti di una crisi senza precedenti, sono state introdotte misure di sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti e autonomi e delle famiglie.

Nel complesso le erogazioni hanno raggiunto solo un terzo delle famiglie italiane, e sono pari al 47% del reddito mensile pre crisi. ”Abbiamo dato cibo e ristoro da mutui e affitti spostando tutto il peso a partire da settembre ma, queste famiglie, non avranno la forza di provvedere ai propri bisogni e soprattutto fare fede alle scadenze fiscali e bancarie a cui sono state costrette.

”Resta urgente riformulare la strategia di risposta alla crisi in cui il ruolo di gran lunga più importante è rivestito dalle integrazioni salariali. Dobbiamo garantire alle famiglie la stessa capacità reddituale precrisi o non ce la faranno. I bonus restano una risposta vaga e approssimativa alla vera emergenza, il lavoro e il reddito, e se il debito pubblico deve trovare una risposta assoluta da parte del governo la stessa importanza devono averla i nostri contribuenti che non possono sopportare tutto il peso dell’economia italiana.

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