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Una legge all’anno. Li paghiamo per delegare

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A Renzi la Repubblica non piace tanto meno l’idea del dibattito. Su 630 deputati, 309 sono del PD che non sono la maggioranza ma, i restanti 321 deputati si dividono in 14 micro sigle partitiche. Da 6 deputati del PSI a massimo 91 del M5s. L’80% delle leggi sono di iniziativa del Governo ( PD ), il 30% di queste diventano legge in 112 giorni, mentre il Parlamento ne legifera solo l’1% in 337 giorni. Una Legge all’anno è del Parlamento. Possiamo ancora definire l’Italia una Repubblica democratica? No quando l’effettivo potere politico e legislativo è gestito da un solo uomo. Monocameralismo. Il 45% dei provvedimenti viene emanato con il voto di fiducia, metodo adottato per smantellare ulteriormente il compito e il potere dei deputati in Parlamento. Il voto di fiducia è una forma di ricatto, ”o mi appoggi o muoia Sansone con tutti i Filistei”. Compito del Parlamento è anche di vigilare sull’attività del Governo, su 100 interrogazioni solo 20 ottengono risposta. Il dato più basso di sempre. Ma cosa ha fatto Renzi per meritare tanto indiscusso potere e appoggio? Ha forse migliorato la condizione sociale, ha forse combattuto le ingiustizie come le anomalie, ha forse risolto i mille problemi che angustiano l’Italia?

Abolizione delle Province. Neanche a parlarne: Delrio ha creato 25mila nuovi consiglieri e 5mila assessori in più. Dei sbandierati 2 miliardi di euro di risparmio scendiamo a soli 35 milioni di euro. Briciole. Le province sono centri di potere e smistamento di denaro pubblico. Inefficineti creano solo confusione e rubio generale impedendo alle amministrazioni locali di gestire al meglio i propri territori. Lotta alla corruzione, alla immoralità politica? Questione secondaria per questo governo che non inasprisce le pene, che non ordina di spogliare con effetto immediato politicamente e finanziariamente la persona condannata, neanche di lotta alla mafia possiamo più parlare; non rende libera la magistratura di indagare senza doversi umiliare e richiedere l’autorizzazione agli stessi accusati di atti contro lo Stato. E il Senato, perchè è ancora li?

Non viene cancellato ma reso ancora più inutile. Una Camera delle autonomie che ci farà risparmiare solo 100 milioni: un contenitore ideato per garantire immunità a persone inquisite. Le Riforme, tema amato da Renzi cui però, vero significato, gli sfugge. Prima di tutto le Riforme strutturali di un Paese non possono essere delegate da un premier non eletto a persone cui credibilità, esperienza e capacità sono tutte doti da verificare. Ci aspettavamo Riforme sulla casa politica: tutto quanto riguarda l’uso indiscriminato di fondi pubblici, privilegi, poteri va riscritto. Un politico non può esserlo a vita e non può vivere lucrando per 30, 40 anni sulle spalle dei contribuenti e non può avere libero arbitrio.

Riforma fiscale e sulla riscossione: stabilire un tetto massimo sulle imposte per scaglioni reddituali. La somma tra imposte dirette e indirette, nazionali e locali è fuori controllo. L’uso di queste entrate è fuori controllo. Il tutto genera disparità, pesecuzione, ingiustizia civile. Accorpare tutti i codici tributari in due scaglioni: tasse locali e tasse nazionali. Eliminare la doppia tassazione, specificare con esattezza l’importo da versare annualmente a contribuente.

Il sistema di riscossione: l’Agenzia delle Entrate deve riappropriarsi di questo ruolo garantendo al contribuente la possibilità di rateizzare a monte l’importo senza altri oneri o costi e ricordiamo che, con un sistema fiscale equo, verrebbe meno la parte elusiva o evaditrice. Riforme sul Servizio Sanitario Nazionale che langue in un mare di sperpero e corruzione. Non abbiamo più strutture e ci troviamo a dover difendere il diritto alla salute e le nostre eccellenze anche dopo aver alzato i ticket. Il sistema pensionistico va privatizzato eliminando la mannaia INPS che aggredisce tutti i lavoratori senza garantirgli una pensione degna di questo nome.

La questione legata al Contratto Nazionale del Lavoro andrebbe fatta gestire ai soli sindacati. Questi, eletti dai lavoratori, devono discutere con le aziende e combattere per garantire diritti e stipendi degli stessi, devono loro risolvere le questioni legate al mondo del lavoro senza ingerenza alcuna altrimenti si rischia di commettere reati quali: abuso di potere, conflitto di interesse, corruzione, voto di scambio. Gli appalti pubblici poi dovrebbe gestirli il solo pool anti mafia.

La Riforma sulle banche è necessaria per ristabilire il giusto equilibrio tra chi emette moneta, tra chi la smercia e tra chi la acquista. Il potere è stato, nel tempo, tolto ai cittadini, questi devono capire da cosa ripartire o subiremo per molto tempo ancora.

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