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Altra banca, altra denuncia

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Rate del mututo non scalate per rendere segnalabile alla centrale rischi una donna correntista di una bcc del nordest. Due anni fa chiede e ottiene denaro per l’acquisto della prima casa, “solo dopo sottoscrizione di 2400 euro di azioni della banca e di cui non riesco a entrare in possesso, due carte revolving e un fido di 4000 euro”. Resa insolvente nonostante avesse fondi sufficienti in conto corrente in maniera da impedirle di cambiare banca.

E’ la vicenda di cui è protagonista una 31enne, Marisa M. assistita da Federcontribuenti nella sua battaglia contro una Banca di Credito cooperativo del nord. “Il direttore della filiale si è trasformato in una sorta di Mr. Hyde della finanza locale – racconta il presidente nazionale di Federcontribuenti Marco Paccagnella – abbiamo prove documentali di come, a fronte di una disponibilità di conto corrente per tre mesi le rate del mutuo non siano state scalate di modo da rendere segnalabile alla centrale rischi la signora. Per non parlare delle azioni sottoscritte scomparse e su questo abbiamo subito depositato un esposto in procura. E oggi leggiamo di una proposta del ministro Boschi che vuole al posto delle sanzioni per gli amministratori delle banche un semplice rimprovero pubblico quando violano le norme sulla vigilanza, ridicolo vero? Inoltre, che fine ha fatto la commissione di inchiesta sulle banche promessa da Renzi?”.

A questo punto Federcontribuenti si pone una domanda: ”chi deve far rispettare la legge in Italia?”.

I tribunali italiani sono soffocati dai contenziosi bancari, ”sarà il caso di avviare una indagine nazionale e capillare a 360 gradi sul sistema bancario italiano?”.

Ci si deve interrogare su quanto sta avvenendo per dare alle persone colpite dalla rapacità di banchieri senza scrupoli le informazioni minime per poter capire cosa fare. Occorre una azione informativa capillare sul territorio, ed una corrispondente attività a livello regionale e parlamentare in maniera da non lasciare sole le persone che rischiano di perdere i risparmi di una vita a causa della voracità dei soliti squali della finanza nostrana. Nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario le toghe hanno messo il dito nella piaga dell’emergenza banche, denunciando l’inefficacia dei controlli interni, la scarsa attenzione di istituzioni e stampa, il venir meno della fiducia dei cittadini. Cosa si contesta alle banche nei tribunali civili? ”Anatocismo e usura, ma anche difetti di informazione sull’adeguatezza degli investimenti proposti, il costringere a sottoscrivere azioni per ottenere un mutuo o mantenere un fido”. Dovremmo essere ben consapevoli della funzione sociale che svolgono le banche, avendo tra le mani i patrimoni e quindi le vite delle persone. I mezzi a disposizione sono pochi perchè tra lacune legislative, organi di vigilanza infettati e giudici non attenti la lotta contro il sistema bancario rischia di indebolirsi. ”Ogni illecito commesso dalle banche mette a rischio una impresa, una famiglia, dei posti di lavoro, di aggravare il numero dei poveri con grave ripercussione sul costo per il sociale, ”le toghe non possono solo puntare il dito contro le inefficiente e le storture delle banche, è nei tribunali con le condanne che possono e devono combattere un fenomeno criminoso. Comincino ad assumersi le proprie responsabilità”. Non delegare, datti da fare!


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