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Avevamo i miniassegni e ora si inventano i minibot. Dense nubi sui risparmi degli italiani

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Miniassegni e Minibot. Ricorda Marco Paccagnella presidente di Federcontribuenti: ”alla morte di mio padre ho trovato mazzetti di miniassegni mai riscossi e quindi rimasti in pancia agli istituti di credito emittenti. Circa 2 miliardi di Lire di miniassegni messi in circolo, di carta velina, per pagare commercianti e fornitori – proprio come vogliono fare con i minibot – che restarono dentro le casse delle banche per la difficoltà di utilizzo. Dai miniassegni ai Minibot lo stesso inganno”.

Perché i miniassegni?

Per superare il divieto di emettere moneta le banche emisero dei veri e propri assegni circolari di piccolo taglio, 50, 100, 150, 200, 250, 300 e 350 lire. Venivano scambiati di mano in mano come se fossero stati vera e propria moneta corrente fino alla fine degli anni 70 e quando decaddero ci si accorse che in circolazione restavano 200 miliardi mai riscossi.

E i minibot?

”Una idea per ridurre il debito a danno dei lavoratori. Il pagamento attraverso i minibot, privi per natura di scadenza (a meno che all’improvviso non decadano come i miniassegni lasciando all’asciutto i portatori; o peggio come con la scadenza della conversione Lire/Euro che Monti mise a segno in una notte proibendo di fatto la conversione ai possessori). Sarebbe un modo truffaldino per abbassare il debito ma, coloro che accettassero questo metodo di pagamento perderebbero gli interessi di mora che, invece, oggi gli sono riconosciuti”.

I minibot sono il primo passo per uscire dall’Euro?

”Come ha detto Draghi, o i minibot sono debito, oppure sono moneta, e in quest’ultimo caso sono illegali. La nostra fragilità economica svaluterebbe i minibot nel giro di poche ore fino a perdere quasi la metà del proprio valore nominale, col risultato paradossale di strangolare le piccole imprese bisognose di liquidità a favore di quelle finanziariamente più solide che, invece, potrebbero acquistarli a sconto e utilizzarli poi per pagare le tasse”.

Anche i minibot saranno di piccolo taglio.

”Questo avvalora la nostra tesi secondo la quale ci troviamo di fronte ad un meschino modo per illudere una riduzione del debito. Il valore nominale sarà dai 5 euro ai 100 e non garantiscono interessi ai possessori e sarebbero cartacei e non digitali eppure i versamenti sono tutti in forma tracciabile. Tra l’altro, il nostro Stato tra vivendo una nuova epoca stragista e infatti ogni punto nevralgico delle Istituzioni è avvolto da scandali. Dove c’è assenza di pulizia e legalità a prendere il comando è il potere mafioso che proprio nei minibot troverebbe la leva per una nuova forma di riciclaggio. Inutile dire che nelle banche entrano soldi in nero!”

Cosa aspettarci?

”Non ci meritiamo altri trucchetti o inganni, se la Pubblica Amministrazione è in affanno si taglino gli stipendi dei dirigenti. Dobbiamo tornare non a praticare imbrogli ma a ridare pregio alle nostre maestranze, tagliare il cordone perverso con le holding e prevedere delle imposizioni fiscali, per chi lavora in Italia ma ha sede all’estero, più severe. Dobbiamo premiare e aiutare i nostri artigiani, imprenditori e commercianti. Dobbiamo tornare a creare occupazione vera e rivedere l’intero sistema del precariato e punire con il carcere chi assume in nero e prevedere forme fiscali più miti per chi assume regolarmente”.

Il governo ha bisogno di soldi per evitare che l’UE assuma il comando sulle nostre casse, significa mettere in pericolo chi ha ancora dei risparmi, ma non così tanti da portarli fuori Paese.

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