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Banche popolari e Fondo indennizzo: 1,5 mld di euro, emolumenti di 1,2 mln per 3 anni. Soldi anche per chi ha speculato e i responsabili hanno mille vie di fuga!

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Secondo il sottosegretario all’Economia Villarosa (M5S), ne beneficeranno in 300.000. Ma è giusto rimborsare tutti, anche gli azionisti? Possono accedere anche coloro che sono stati già esclusi dagli arbitrati per mancanza di requisiti, e chi ha speculato. L’ultima parola la darà il Commissario Ue Margrethe Vestager. Federcontribuenti: ”queste banche hanno strozzato i piccoli senza pignorare nulla ai grandi nomi dell’imprenditoria. Un lungo elenco in mano alla magistratura”

Lega e M5S allargano il fondo da 100 milioni a 1,5 miliardi, attingendo ai «conti dormienti», soldi che lo Stato ha incamerato dai depositi dimenticati da altri risparmiatori, chiamato Fir (Fondo indennizzo risparmiatori) e con successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono nominati i componenti della Commissione tecnica e determinati gli emolumenti da attribuire ai medesimi, nel limite massimo di 1,2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

Federcontribuenti: ”non capiamo perché questa commissione deve essere pagata e così cara e poi, perché invece di attingere ad un fondo cassa utile per altre mille emergenze non si è attinto ai pignoramenti a danno dei responsabili del collasso delle popolari. Inoltre se il tetto della soglia di povertà sarà alzato fino a comprendere chi oggi possiede titoli e fondi fino a 200.000 euro, vuol dire che verrà rimborsato anche chi vive di speculazione e quindi non certo uno sprovveduto”.

Cosa sta succedendo nel ricco nord-est?

Confiscati 3,3 milioni di euro a 50 grandi evasori fiscali, connotati da pericolosità economica finanziaria, denunciati alla magistratura 422 soggetti per reati in materia di appalti, corruzione e contro la pubblica amministrazione.

Sul fronte della lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali, 1.298 reati fiscali denunciati in un anno e mezzo, 1.478 i responsabili individuati. I sequestri di disponibilità finanziarie e patrimoniale ai responsabili di frodi fiscali ammontano a 43 milioni di euro, con ulteriori proposte già avanzate per altri 450,3 milioni. Nel contrasto agli illeciti nel settore della tutela della spesa pubblica, 200 i denunciati, il 15% dei quali è finito in manette, e 22,5 milioni di euro i soldi sequestrati.

L’Espresso svela le carte giudiziarie e come Federcontribuenti ci chiediamo: ”Perché la BPVI non ha proceduto con i decreti ingiuntivi e i pignoramenti così come si usa con i comuni cittadini? E ora che si conoscono i nomi e i cognomi di chi ha contribuito, non rientrando con le esposizioni al fallimento delle banche, quanti anni passeranno prima di ridare al Bene Pubblico il denaro sottratto?”

Dall’Espresso: BPVi: ecco l’elenco dei debitori rivelato dalla commissione d’inchiesta

”Matteo Guardalben, che con la banca di Vicenza ha superato i 23 milioni e mezzo di euro di esposizione. Cifre alte per il costruttore romano Luca Parnasi, coinvolto nell’affaire della costruzione dello stadio di Roma, con 16 milioni e 400mila euro di debiti. Superato, come debitore, dalla Monte Mare Grado di proprietà di Maurizio Zamparini, ex presidente del Palermo che deve alla BPVi 57 milioni e 800 mila euro per un prestito su un progetto immobiliare mai realizzato. Sette milioni e 600mila euro. È questa la cifra che la ex-Popolare avanza dalla Mariella Burani Fashion Group, azienda di abbigliamento e gioielleria fallita nel 2010, mentre la Vimet, ex colosso nel campo orfado e un’altra ditta che ha fatto crac pochi mesi fa, deve alla BPVi oltre 43 milioni di euro.

La Popolare di Vicenza ha concesso finanziamenti mai rientrati a due società collegate al crac di Banca Etruria. La prima è la Etruria Investimenti che ha insoluti per 7 milioni e 200mila euro mentre l’altra è la Sant’Angelo Outlet, con un buco di otre 12 milioni di euro. Secondo un indagine della guardia di Finanza entrambe non avevano le garanzie per ottenere credito.

Al primo posto dei debitori della Popolare si trova la Nsfi srl con 62 milioni e 500mila euro di sofferenza. La società sostiene di essere parte lesa per aver subito una perdita con le azioni della banca di oltre il 60% dell’importo erogato. Nella lsta anche l’Hotel Dolomiti di Cortina, con 19 milioni di debiti; la compagnia Tirrenia, sofferente di 16 milioni di euro; l’holding mobiliare internazionale Sorgente Group, con oltre 26 milioni di euro”.

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