Banche Venete e Istanza di rimborso. Il silenzio vale l’80% al netto della giustizia

Risparmiatori obbligati o ingannati all’acquisto delle obbligazioni subordinate emessi da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, Federcontribuenti:”anche chi riuscirà ad essere ammesso al rimborso otterrà molto meno di quanto gli hanno estorto”. A carico del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositanti l’80% e per il 20% Banca Intesa.

Attacca la Federcontribuenti: ”il piano di rimborso studiato dal governo è una chiara ammissione di colpa come da subito è stato chiaro che questi correntisti, ricordiamo che si tratta di famiglie italiane a cui hanno estorto denaro guadagnato con il sudore della fronte, sono stati raggirati e truffati. All’ammissione di colpa deve seguire una pena esemplare che deve cadere su tutti i dirigenti, passati e futuri, che hanno contribuito al raggiro a danno dei correntisti”.

L’importo dell’indennizzo è pari all’80% del corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari subordinati «al netto degli oneri e delle spese direttamente connessi all’acquisto» ma anche al netto «della differenza, se positiva, tra il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e il rendimento di mercato di un Btp in corso di emissione di durata finanziaria equivalente».

In definitiva, il risparmiatore ammesso alla procedura rischia di vedersi riconosciuta una percentuale assai inferiore all’80% del capitale investito.

Requisiti di ammissione:

Investitori (persona fisica, imprenditore individuale, anche agricolo, e il coltivatore diretto) che abbiano acquistato gli strumenti finanziari (bond subordinati) entro il 12 giugno 2014 direttamente allo sportello della banca e i successori mortis causa degli investitori; nuovi soggetti legittimati (il coniuge, il convivente more uxorio e i parenti entro il secondo grado), detentori alla data della liquidazione coatta amministrativa degli strumenti finanziari. Importante aver acquistato i titoli in oggetto direttamente presso le Banche in oggetto e/o succursali. Non saranno quindi ammessi al rimborso i risparmiatori che avranno acquistato i bond presso altre Banche ed Istituti intermediari o presso il Mercato Secondario. Gli investitori dovranno dimostrare un patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2015 di valore inferiore a 100 mila euro o, in alternativa, un ammontare del reddito complessivo ai fini IRPEF nell’anno 2014 inferiore a 35 mila euro. Richiesta la dimostrazione della detenzione degli strumenti finanziari subordinati a 25 giugno 2017.

Nel caso in cui l’investitore abbia effettuato più acquisti di strumenti finanziari subordinati entro il 12 giugno 2014, deve presentare distinte istanze di indennizzo per ciascun acquisto. Qualora il Fitd rilevi che l’istanza non sia completa dei documenti, chiederà l’integrazione all’investitore.

”Si ricorda che il termine ultimo per presentare l’istanza è il prossimo 30 settembre e che, considerata la mole di documentazione necessaria ai fini dell’ammissione, gli utenti sono invitati a contattare quanto prima le sedi della Federcontribuenti o di inviare richiesta di assistenza su questo indirizzo email: nordest@federcontribuenticaf.it”.