Tesseramento
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  1. 1

    Giacomo Sanfilippo

    Da decenni i politici di qualsiasi schieramento politico ci hanno caricato questo grande e pesante fardello sulle spalle che giorno dopo giorno ci schiaccia moralmente, fisicamente e finanziariamente. Ma la cosa più peggiore per un cittadino onesto è, che se con querele reclama i suoi diritti, ci sono: Magistrati, giudici penali e tributari a fargli da scudo come nel mio anomalo caso. PER CIO’ , URGE ISPEZIONE MINISTERIALE PRESSO LA PROCURA DI AGRIGENTO E DI CALTANISSETTA, PER ISPEZIONARE I FASCICOLI: 57/95 MOD. 21 F – 2095/01 MOD. 45 – 2021/03 MOD. 21- 2068/05 MOD. 21- 2951/06 MOD. 44 – 5718/11.MOD. 21.
    Per leggere tutto clicca su http://www.sanfilippo-editore.it e vai su lettere e denunce. Nello specifico, alle pagine 322 – 330.

    GIACOMO SANFILIPPO
    EDITORE
    C/DA BAGLI 53, 92026 FAVARA (AG)
    TEL. FAX. 0922.32115 – Cell. 347.6862733
    Opera pubblicata: IGNOMINIE EPOCALI VOL. I
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    sanfilippo-editore@libero.it

    ALLA SPETTABILE SEGRETERIA DEL GIP
    PRESSO IL TRIBUNALE DI AGRIGENTO

    OGGETTO: opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale n° 5718/11 RG MOD. 21 avanzata al GIP – SEDE dal Sostituto Procuratore dott.ssa Antonella Pandolfi ai sensi dell’art.408, co. 2° CPP.

    Il P. M. dott.ssa Antonella Pandolfi, letti gli atti del procedimento penale a margine indicato nei confronti di:
    La Rocca Giuseppe, nato il 23/12/1963 ad Agrigento ed ivi residente in Agrigento in via Plebis Rea n° 47;
    Spoto Stefano, nato il 30/10/1950 per fatale residenza in Agrigento, via Regione Siciliana n° 109.
    Per i reati previsti e puniti dagli artt. 56, 640, 490, 323, e 328 c.p. iscritti nel registro di notizie di reato in data 15/11/2011.

    Il 27/02/2014 chiede al GIP – SEDE l’archiviazione del procedimento penale n° 5718/11 RG MOD. 21.

    ATTESTANDO

    In data 10/11/2011 Sanfilippo Giacomo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, presentava un esposto (seguito da integrazioni e depositi di documenti) nel quale, dopo avere ricostruito quello che lo stesso denunciante definisce “un colossale complotto politico giudiziario ai suoi danni” posto in essere, nel corso di decenni, da appartenenti alle Forze dell’Ordine, da Magistrati, nonché da Funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento – per il quale in precedenza sono stati presentati dal Sanfilippo numerosi altri esposti – dichiarava, nello specifico, di voler sporgere querela per (inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, tentata estorsione, continuata e aggravata nei confronti del direttore pro tempore della agenzia delle Entrate di Agrigento, dott. La Rocca Giuseppe, nonché del dott. Spoto Stefano, rappresentante legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento), per le condotte persecutive ed estorsive poste in essere dai suddetti Funzionari ai suoi danni attraverso di avvisi di accertamento e cartelle di pagamento per somme non dovute.
    In sede di sommarie informazioni rese in data 05/01/2012 – il Sanfilippo precisava di essere stato ingiustamente perseguitato dall’Agenzia delle Entrate di Agrigento attraverso l’invio di accertamenti e di cartelle di pagamento, partiti da un importo complessivo di circa 600 milioni delle vecchie lire, aumentato nel tempo sino a raggiungere la cifra di oltre 500.000 Euro, laddove l’importo originario relativo all’estinzione delle presunte irregolarità fiscali ammontava a poco più di 100 milioni delle vecchie lire. Pertanto, secondo la prospettazione del denunciante, attraverso il sistema dell’invio degli avvisi di accertamento e delle conseguente iscrizioni a ruolo, con conseguente notifica delle relative cartelle di accertamento, lo stesso sarebbe stato di fatto “costretto” dai Funzionari dell’Agenzia delle Entrate, odierni indagati, a corrispondere somme non dovute, in tal modo ponendo in essere reati di estorsione (id est estorsione), nonché reati di omissioni in atti di Ufficio e/o abuso di Ufficio.
    Ebbene, dalla ricostruzione fornita dallo stesso denunciante, non appare integrata alcuna fattispecie penale dal medesimo indicate, né altre condotte penalmente rilevanti ad opera dei Funzionari odierni indagati, essendo del tutto evidente che l’intera questione esaurisce il suo rilievo in altro ambito (amministrativo – tributario), così come peraltro dimostrato dai numerosi ricorsi intentati dal medesimo Sanfilippo avverso gli avvisi di accertamento e/o le cartelle esattoriali, e pertanto solo in questa sede – e non in questa – lo stesso dovrà e potrà trovare adeguata tutela.

    SI PORTA A CONOSCENZA DI CODESTO ONOREVOLE GIP, CHE:

    Il prefato PM Antonella Pandolfi, ha occultato con scarsa professionalità i capi di imputazione riguardanti: (reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR e SERIT – Agrigento, come da pagina 14 della querela del 10/11/2011). E si limitò a fare interrogare solo me, dagli Agenti di PG aliquota Guardia di Finanza di Agrigento, e non i dottori: La Rocca Giuseppe, e Stefano Spoto, della Agenzia delle Entrate di Agrigento da me accusati per . iscritti nominativamente nel registro di notizie di reato. All’atto della visione del fascicolo che ci interessa, non esistevano verbali di SIT rese dai due summentovati personaggi. Quindi, il prefato PM non ha mai chiesto alcun prolungamento delle indagini.
    Solo dopo la mia richiesta di conclusione delle indagini preliminari relativamente al procedimento penale in oggetto, del 13/11/2013; del sollecitato del 25/11/2013 e del sollecitato del 14/12/2013. In data 27/02/2014. Cioè, 21 mesi dopo i sei mesi concessi per l’espletamento delle IP, avanzò richiesta di archiviazione al GIP – SEDE. Nella piatta richiesta di archiviazione, non si legge controversia alcuna alle mie scritture pubblicate su cartaceo, né sull’intervista televisiva; né sulle diffide e querele depositate presso la Procura di Agrigento dal 10/11/2011 ad oggi. Peraltro, pubblicate anch’esse alle pagine 201 – 319, di lettere e denunce del mio Sito Internet http://www.sanfilippo-editore.it, Alle successive pagine verranno pubblicate la richiesta di archiviazione non recante la firma di convalida del Procuratore Capo dott. Renato Di Natale, né quella dall’aggiunto dott. Ignazio Fonzo. Che di certo, non è di buon auspicio per il prefato PM Antonella Pandolfi. Così come, l’atto di opposizione a tale richiesta di archiviazione ed altro. Allegato 1. Pagine 21 + CD-R.
    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in c/da Bagli 53, si oppone alla su citata richiesta di archiviazione, in quanto, le attestazioni del prefato PM Antonella Pandolfi sono gnoseologicamente criticabili e opponibili in ogni singolo punto.

    PRIMO PUNTO

    Il prefato PM Antonella Pandolfi, mediante la mia querela del 10/11/2011 era stato chiamato ad esaminare la sussistenza dei reati da me contestati ai signori sotto indicati, per: (inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR e SERIT – Agrigento). Ed accertare la penale responsabilità in testa al direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, dott. La Rocca Giuseppe e al dott. Spoto Stefano, rappresentante legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Già iscritti nominativamente nel registro di notizie di reato dal 15/11/2011. Allegato 2. Pagine 15.

    SECONDO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, la sussistenza dei reati di complotto perpetrato ai miei danni, prima, dai militari delle Fiamme Gialle: Migliori Fabio Capitano; Falsone Nino Maresciallo M.; Garziano Rosario Brigadiere. “Quest’ultimo, reo confesso”.
    E dopo, dal Leto Pietro Pasquale; dalla Galluzzo Antonina della Agenzia delle Entrate di Agrigento e dall’Ispettore Vaiarelli Salvatore della Agenzia delle Entrate di Palermo, da me denunciati per complotto perpetrato ai miei danni, sia nella querela del 10/11/2011, sia con esposto – denuncia depositato in data 16/03/2012. E, alla conclusione delle IP iscriverli nel registro di notizie di reato. Allegato 3. Pagine 83.

    TERZO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, l’esposto – denuncia per inadempienza professionale sporta nei confronti del dott. Attilio Befera, direttore Generale delle Agenzie delle Entrate d’Italia e dirigente di EQUITALIA, depositato in data 02/07/2012. E, alla conclusione delle IP iscriverlo nel registro di notizie di reato. Allegato 4. Pagine 18.

    QUARTO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, l’esposto – denuncia per inadempienza professionale sporta nei confronti del direttore pro tempore della Direzione Agenzie ed Enti della Fiscalità Piazza Mastai – Roma, depositato in data 25/09/2012. E, alla conclusione delle IP iscriverlo nel registro di notizie di reato. Allegato 5. Pagine 15.

    QUINTO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, la querela per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, abuso di potere continuato e aggravato dalla continuazione di avvisi di pagamento, iscrizioni di ipoteca sui miei beni immobili e fermo amministrativo sui miei beni mobili, in virtù di numerose cartelle di pagamento emesse abusivamente dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento, “fortemente contestate sia alla SERIT, sia all’Agenzia delle Entrate di Agrigento”, sporta nei confronti dell’attuale dirigente e del – dei dirigenti della SERIT – Agrigento, che dal 04/02/04 ad oggi si sono susseguiti. Che va ad aggravare la loro posizione di complicità già denunciata nella querela del 10/11/2011. Depositata in data 09/10/2012. E, alla conclusione delle IP iscriverlo – iscriverli nel registro di notizie di reato. Allegato 6. Pagine 3.

    SESTO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, la querela per inadempienza professionale sporta nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti del 05/12/2012. E, alla conclusione delle IP iscriverlo nel registro di notizie di reato. Allegato 7. Pagine 13.

    SETTIMO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, la querela per tentata estorsione, falso, calunnia e diffamazione ai miei danni, sporta nei confronti del Procuratore della SERIT Agrigento, Sebastiano Padovani. Con costituzione di parte civile, sia nei confronti del soggetto nominato, sia nei confronti della già querelata SERIT – Agrigento. La cui somma da pagare in solido Padovani – SERIT, sarà uguale di quella intimata alla Agenzia delle Entrate di Agrigento e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti, del 18/03/2013. E, alla conclusione delle IP iscriverlo nel registro di notizie di reato. Allegato 8. Pagine 22.

    OTTAVO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, la querela per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi, nei confronti dell’attuale direttore pro tempore e nei confronti dell’attuale rappresentante legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento, del 26/04/2013. E, alla conclusione delle IP iscriverli nel registro di notizie di reato. Allegato 9. Pagine 43.

    NONO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, l’esposto – denuncia nei confronti del PM Pietro Pollidori del 21/06/2013. E, alla conclusione delle IP iscriverlo nel registro di notizie di reato. Allegato 10. Pagine 13 + CD-R.
    DECIMO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, l’ulteriore esposto denuncia nei confronti del PM Pietro Pollidori per abuso di potere, ingiuria e calunnia.
    E per associazione per delinquere nei confronti di Fabio Migliori nato il 20/01/1961 a Bologna, ed ivi residente in via XXI Aprile 1945 n° 20; Falsone Nino nato il 23/01/1942 a Palma di Montechiaro ed ivi residente in piazzale Maccarano; Garziano Rosario nato il 25/08/1941 a Mirabella Imbaccari e residente in Agrigento via Papa Luciani.
    E, alla conclusione delle IP iscriverli nel registro di notizie di reato. Allegato 11. Pagine 07.

    UNDICESIMO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, l’atto di Costituzione di parte Civile nei confronti della Agenzia delle Entrate di Agrigento – in solido con il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Roma, per un ammontare di € 7.500.000,00 come da diffide del 03/06/2010; 07/06/2010 e dall’ulteriore diffida del 31/01/2012, somma mai trattata, né controversa: dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento; dal Ministero Giulio Tremonti; dal Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti; dal Direttore Generale delle Agenzie delle Entrate d’Itali e direttore di EQUITALIA, Attilio Befera; dalla Direzione Agenzie ed Enti della Fiscalità Roma; né hanno controverso le mie scritture pubblicate nel 2001 – 2004 – 2006 – 2006 – 2008 – 2010; né hanno controverso l’intervista televisiva andata in onda nel 2006; né le scritture pubblicate a far data del 04/03/2006 su web http://www.sanfilippo-editore.it

    Nei confronti dei tre millantatori militari delle Fiamme Gialle di Agrigento:
    Capitano Fabio Migliori; Maresciallo M. Nino Falsone; Maresciallo, già Brigadiere, reo confesso, Garziano Rosario, per avere, (su ordine del Capitano Fabio Migliori) manipolato numeri e alterato verità nei miei confronti per favorire chi di loro dovere – in solido con il Corpo della Guardia di Finanza, per una somma di € 7.500.000,00. Perché, il Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento, in data 30/09/2001 ricevette il mio libro denuncia CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2 pubblicato l’11/09/2001 e non ha provveduto aprire una indagine disciplinare interna nei confronti dei tre militari summentovati. Se l’avesse aperta e disciplinato i tre millantatori militari, di certo, non depositava presso la Procura di Agrigento la nota del 05/02/04, né la nota del 14/06/04. Vedi note sull’allegato 3 e 9.

    Nei confronti della SERIT Agrigento – in solido col Procuratore Padovani Sebastiano per un ammontare di € 7.500.000,00. Come già avanzato nella querela del 18/03/2013.

    Ed inoltre, mi sono costituito parte civile per un ammontare di € 1.000.000,00 nei confronti di ogni singola persona nominata con nome e cognome nelle querele già archiviate e nelle querele già agli atti dal 10/11/2011 ad oggi, che la Procura agrigentina riteneva di dovere rimandare a giudizio per i reati loro commessi. Allegato 12. Pagine 9.

    Non a starsene seduta comodamente in Ufficio a pettinare bambole.

    Se il prefato PM Antonella Pandolfi non voleva farsi trovare con le mani nel suo sacco colmo di bambole da pettinare a suo compiacimento, doveva chiedere al GIP – Sede, l’archiviazione del procedimento in oggetto, entro sei mesi dalla data di apertura del fascicolo 5718/11 mod. 21. Se si sarebbe adoperata in tal senso, la questione si sarebbe fermata lì e non avrei avuto motivo di produrre tutte quelle diffide e querele penali nei confronti di più personaggi nominati negli allegati dal n° 4 al n° 13, che si riferiscono dopo la data dei sei mesi. E di certo, non se ne sarebbe fatto una questione di Stato. Mentre invece, se ne è fatto. Perché la Presidenza della Repubblica non a caso, il 07/01/2014 ha aperto il mio Sito Internet http://www.sanfilippo-editore.it. In date antecedente, l’hanno aperto: Il Ministero dell’Interno; Il Comando Generale Carabinieri di Dresano; Il PM Pietro Pollidori l’ha aperto tre volte nel mese di Maggio e una nel mese di Luglio 2013; Il PM Carmine Oliviero l’ha aperto una sola volta; il PM Sergio Carnimeo l’ha aperto una sola volta; il PM Stefano Dambruoso l’ha aperto una sola volta; il Giudice Maria Agnello l’ha aperto una sola volta. Il NAS D.H.C.P. Dinamic host configuration protocol pool di tutta Italia, nove in tutto, alla data 18/02/2014, non a caso, gli operanti, sono entrati nel mio Sito Internet per verificare i miei incontrovertibili scritti pubblicati dal 2006 ad oggi. E i personaggi delle Istituzioni coinvolti in questa iniqua storia che va avanti senza testa e senza coda dal 09/05/94, l’hanno aperto più volte per leggere le loro scelleratezze e quelle degli altri loro pari commesse, in virtù di una indagine aperta per far comodo al tutto cappello e niente cervello Maresciallo Epifanio Giordano della Caserma dei Carabinieri di Favara e per far comodo ai suoi delatori di paese. Che, in onor del vero, non doveva avere luogo a procedere, come in effetti, il procedimento penale 593/94 venne archiviato in sede di indagini preliminari dal PM Pietro Pollidori. Che, a quanto pare non gli è andata giù. E, con la sua contorta mente studiò finché trovò il sistema come rimandarmi a giudizio. (Vedi documenti sull’allegato 13). E, per pura codardia del PM Antonella Pandolfi e dei PM intervenuti prima: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli, che si sono trovati ad esaminare questo iniquo caso che, anziché adottare la legge è uguale per tutti come si legge nelle Aule dei Tribunali d’Italia, archiviarono le mie querele corredate da documentazione di dominio pubblico.

    I Magistrati Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso, hanno fatto di tutto per fare un criminale da una persona. Mentre invece, i Magistrati: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi e il PM Sergio Carnimeo della Procura di Caltanissetta, chiamato dalla Procura di Agrigento per fatti sussumibili a reati commessi da Magistrati, nello specifico il PM Pietro Pollidori, hanno fatto di tutto per occultare le scelleratezze commesse da più PM e da più personaggi appartenenti a varie Istituzioni. Bella legge uguale per tutti si applica nella Procura di Agrigento!!!
    Devo dire e ribadire con fermezza, che i sette summentovati PM sono stati molto, ma molto meschini nel loro essere.

    PER QUANTO SOPRA
    Voglia l’Onorevole GIP, ordinare al PM Antonella Pandolfi l’aggiunzione dei capi di imputazione (reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR e SERIT – Agrigento, come da pagina 14 della querela del 10/11/2011, che il PM Pandolfi occultò con scarsa maestria).

    E ordinare l’esperire le indagini in ordine ai reati commessi dai personaggi di dubbia fama nominati negli allegati 1 – 13 che se l’hanno cercato proprio col lanternino.

    Del gravissimo fatto commesso dal PM Antonella Pandolfi, sarà informato il Procuratore Capo dott. Renato Di Natale, affinché verifichi l’anomalo comportamento del su citato PM e adotti le dovute discipline, compreso quella di mandare a casa con le pive nel sacco detto PM.

    Il Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo, affinché avochi a se il fascicolo sotto accusa n° 5718/11 e faccia chiarezza su questo colossale complotto politico Giudiziario a mio danno, senza alcun precedente.

    Il Ministero della Giustizia perché provveda con la massima urgenza ad inviare una squadra di Ispettori Ministeriali per ispezionare l’iniquo operato dei quattro PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi, che hanno inteso coprire le iniquità commesse: dai due PM sparatori alla croce rossa, Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso; dai tre millantatori militari delle Fiamme Gialle e dai Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento e di Palermo. E adottare le consequenziali azioni del caso nei loro confronti.

    Per il pessimo operato dei PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi. Vedi sottocartelle 1 – 5 – 7 – 13 – cartella 6. CD-R in allegato.
    Per il pessimo operato del PM Stefano Dambruoso. Vedi File 3 cartella 2 che corrisponde all’allegato 3.

    Per il pessimo operato del PM Pietro Pollidori, vedi allegato 13.

    Per il pessimo operato del PM Sergio Carnimeo, vedi cartella 12.

    Per il tragico operato dei millantatori militari delle Fiamme Gialle manipolatori di numeri e di verità e perpetratori di complotto ai miei danni, per favorire chi di loro dovere. Vedi pagine 14 – 44. A pagina 30, il reo confesso Maresciallo già Brigadiere Garziano Rosario attesta, che a ordinare di camuffare il PVC è stato il Capitano Fabio Migliori.

    Per il meschino operato dei Funzionari, Leto Pietro Pasquale; Galluzzo Antonina della Agenzia delle Entrate di Agrigento, e Vaiarelli Salvatore della Agenzia delle Entrate di Palermo perpetratori di complotto ai miei danni, allo scopo di coprire i loschi scopi dei militari delle Fiamme Gialle di Agrigento e le malefatte commesse dagli accertatori gli accertamenti per gli anni 1992 – 1995. Pur essendo, consci che a pagina 26 del PVC esisteva la dichiarazione degli operanti la verifica dotati di anima nera come la pece, che per l’anno 1994, il verificato in oggetto è ancora nei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi. E della Sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio l’anno 1994 perché il fatto non sussiste. Vedi pagine 45 – 75.

    Per l’operato poco serio del Colonnello della Guardia di Finanza di Agrigento, Giuseppe Conti. Vedi pagine 76 – 79.

    Per l’archiviazione della querela per diffamazione nei miei confronti sporta dai due Maramaldi Leto Pietro Pasquale direttore pro tempore e Spoto Stefano responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Vedi pagine 80 – 83. dell’allegato 3. Pagine 83.

    Posciaché, per motivi di salute, dal 26/05/2014 al 28/07/2014, per le ripetute esami e controlli di medici specialisti del diabete e della cardiologia, dovrò trasferirmi a Milano per il tempo su indicato, nomino l’avvocato di mia fiducia, Maria Alba Nicotra del foro di Agrigento con studio in Favara (AG). Nel caso in cui, prima della data del 26/05/2014, codesto Onorevole GIP emetterà provvedimento ai sensi degli artt. 127 c.p.p e 410 c.p.p, può farlo notificare a me personalmente.

    Allegati:
    Uno fascicolo composto di 13 allegati;
    Una copia CDR della dimensione di 562 MB 317 Fil 64 cartelle.

    Favara, li 08/03/2014.
    Giacomo Sanfilippo

  2. 2

    Giacomo Sanfilippo

    TRIBUANLE GIP AGRIGENTO
    MEMORIE DIFENSIVE DA INTEGRARE AL PROCEDIMENTO PENALE N° 5718/11.MOD. 21. OPPOSTO ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE AVANZATA PM ANTONELLA PANDOLFI AL GIP – SEDE AGRIGENTO
    Per leggere le memorie difensive e l’opposizione clicca su http://www.sanfilippo-editore.it e vai su lettere e denunce. Nello specifico, alle pagine 322 – 336.

    GIACOMO SANFILIPPO
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    ALLA SPETTABILE SEGRETERIA DEL GIP
    PRESSO IL TRIBUNALE DI AGRIGENTO

    OGGETTO: memorie difensive da integrare all’opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale n° 5718/11 RG MOD. 21 avanzata al GIP – SEDE dal Sostituto Procuratore dott.ssa Antonella Pandolfi ai sensi dell’art.408, co. 2° CPP.
    In data 08/10/2012, sporgevo querela per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, abuso di potere continuato e aggravato dalla continuità dell’emissioni di avvisi di pagamento, iscrizioni di ipoteche sui miei beni immobili e fermi amministrativo sui miei beni mobili in virtù di numerose cartelle di pagamento emesse abusivamente dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento, nei confronti dell’attuale dirigente e del – dei dirigenti della SERIT – Agrigento, che dal 04/02/04 ad oggi si sono susseguiti. Allegato 1 pagine 3.

    In data 06/03/2013, diffidavo lo Staff di Direzione Segreteria Affari Generali in persona del Procuratore Sebastiano Padovani presso piazza Metello 28 Agrigento. Nella quale si legge: Diffida revoca importi, cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, cancellazione delle ipoteche emesse illecitamente da codesta SERIT – Agrigento. Avvertendolo: Che trascorso infruttuosamente il termine di 10 giorni mi vedevo costretto, mio malgrado, ad esporre denuncia presso la Guardia di Finanza di Agrigento che provvederà sequestrare e verificare il fascicolo col mio nominativo. E denuncia – querela per favoreggiamento alla Agenzia delle Entrate di Agrigento, tentata estorsione, falso e calunnia, presso la Procura di Agrigento. Allegato 2 pagine 9.

    In data 18/03/2013 sporgevo querela nei confronti del Procuratore Sebastiano Padovani, per tentata estorsione, falso, calunnia e diffamazione ai miei danni. Con costituzione di parte civile, sia nei confronti del soggetto nominato, sia nei confronti della già querelata SERIT – Agrigento. La cui somma da pagare in solido Padovani – SERIT sarà uguale a quella intimata al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Allegato 3 pagine 2.
    In data 03/04/2013, la SERIT – Agrigento riscontra la mia diffida del 06/03/2013 attestando che ogni azione tesa al disconoscimento del debito, recato dai ruoli formati a mio carico, nei confronti degli Enti Impositori titolari del credito. Cioè, l’Agenzia delle Entrate di Agrigento. Allegato 4 pagine 2.

    In data 10/04/2013 diffidavo il direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento a revocare gli importi reclamati; cancellare il mio nominativo dal registro degli evasori fiscali; cancellare le ipoteche sui miei beni immobili e i fermi amministrativi emessi abusivamente da detta Agenzia delle Entrate. Copia di tale diffida è stata inviata a mezzo fax all’attenzione del Procuratore della SERIT Sebastiano Padovani. Ed inoltre, ho inviato presso lo Spettabile Comando Compagnia Guardia di Finanza di Agrigento, un esposto denuncia avente ad oggetto: sequestro e verifica del mio fascicolo presso la Agenzia delle Entrate di Agrigento. Successivamente l’ho querelato unitamente al legale responsabile di detta Agenzia delle Entrate, per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi. Allegato 5 Pagine 13.

    In data 09/04/2014, tramite il municipio di Favara mi viene notificato ai fini interruttivi della prescrizione, l’intimazione di pagamento entro 5 giorni della data di notifica dell’avviso n° 29120040010482330000 €170.822,08 per cartella di pagamento emessa in data 20/05/2004.

    Il 10/04/2014 è stata indirizzata alla dirigenza della SERIT – Agrigento, diffida adempimento ad esibire la documentazione da parte della locale Agenzia delle Entrate attestante la continuazione del tartassamento con minacce per il recupero di somme da me non dovute alla Agenzia delle Entrate di Agrigento. Con avvertimento: che trascorso infruttuosamente 10 giorni dalla ricezione della diffida, mi vedo costretto, mio malgrado, a sporgere querela nei confronti dell’attuale direttore pro tempore della SERIT – Agrigento, per tentata estorsione con minacce, calunnia e favoreggiamento verso l’Agenzia delle Entrate di Agrigento. Allegato 6 pagina 2.

    Con tale notifica, i già diffidati e querelati direttore pro tempore ed il responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento, in carica all’atto della ricezione della diffida del 10/04/2013, hanno commesso e fatto commettere alla SERIT – Agrigento ulteriore reiterazione di reato già denunciato nella querela depositata in Procura di Agrigento, in data 10/11/2011 e in altre diffide e querele depositate nel fascicolo 5718/11 mod. 21, opposto all’archiviazione e sotto oculato esame da codesto Spettabile Tribunale GIP dal 10/03/2014;
    Dal Procuratore Capo dott. Renato Di Natale. Allegato 7 pagina 1;
    Dal Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo. Allegato 8 pagine 2;
    E dal Ministero dalla Giustizia in persona del Ministro Andrea Orlando. Allegato 9 pagine 3.

    GIOVA RICORDARE

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    Il grande Generale condottiero di guerre con gli elefanti e con innumerevoli militari senza Dio né Santi, Annibale, il cui motto era: “gran differenza v’è tra il saccheggiare le terre altrui e il vedere messe a fuoco e straziate le proprie”, venne sconfitto a ZAMA l’attuale CARTAGINE, dal piccolo Generale Scipione l’Africano.

    Troy, dopo più di 10 anni di battaglie promosse dai Greci, venne tratta in inganno dal cavallo di legno costruito dall’ingegnoso Achille, e dalla complicità del tragediatore Sinone, venne rasata al suolo.

    Il PM Antonella Pandolfi ch’era conscia che questa iniqua storia era incardinata sulle falsità e che esistevano tre CAVALLI DI TROY. Perché non ha posto rimedio alla ricezione della querela del 05/12/2012 per inadempienza professionale sporta nei confronti del Presidente del Consiglio e Ministro dell’Economia e delle Finanze, Mario Monti, se non prima, ed ha aspettato invece, 27 mesi per formulare una piatta richiesta di archiviazione? Vedi allegato 7 dell’opposizione.

    I Greci, perché Paride rubò la moglie a Menelao, hanno pareggiato i conti con la distruzione di Troy.

    Scipione l’Africano, perché Annibale aveva ammazzato in campo di battaglia, suo padre e suo zio, fratello di suo padre, pareggiò i conti con Annibale. Ed ha messo fine anche alla seconda guerra Punica.

    Per la mia incruenta guerra voluta dal guerrafondaio Maresciallo dei Carabinieri di Favara, perché voleva fare carriera a mie spese e che va avanti per lunghi 20 anni senza testa e senza coda, col bene stare dei sette sotto mentovati PM, sarà codesto Tribunale GIP ed il Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo che avocherà a se il fascicolo di cui trattasi, a mettere fine a questi soprusi commessi nei mie confronti e a far pareggiare i conti con la Giustizia agli implicati in questo colossale complotto politico giudiziario.

    Nell’ordinare al PM Antonella Pandolfi di iscrivere correttamente i capi di imputazione come da pagina 14 della querela nei confronti dei signori: La Rocca Giuseppe, nato il 23/12/1963 ad Agrigento ed ivi residente in Agrigento in via Plebis Rea n° 47;
    Spoto Stefano, nato il 30/10/1950 per fatale residenza in Agrigento, via Regione Siciliana n° 109.
    Già iscritti nel registro di notizie di reato in data 15/11/2011 per (inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR e SERIT – Agrigento) e rinviarli a giudizio.
    E ordinare l’esperire le indagini e rinviare a giudizio per i reati commessi dai personaggi nominati nelle diffide e querele depositate nel fascicolo 5718/11/Mod. 21, di cui ci stiamo occupando.
    E ordine l’esperire le indagini con il rinvio a giudizio nei confronti degli altri personaggi che si leggono nelle querele già archiviate nella totale inosservanza della legge, dai PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi. Alcune delle quale le hanno archiviate con la ridicola dicitura scadenza dei termini, pur essendo le denunce – querele presentate in continuativo e nessuna delle quale la Procura di Agrigento le ha dichiarate improcedibile, o reato infondato, pur avendo agli atti documentazione di dominio pubblico; atti giudiziari e atti di Ufficio.
    (Commettendo il più grande errore che uno PM possa commettere, per favorire una manica di criminali organizzati nascosti sotto nobile vesti di più Istituzioni, e per avere lasciato in mezzo al fascicolo n° 2068/04/mod.21 del 03/06/04, le quattro compromettente note appresso indicate:
    Nota del 15/01/2004/prot.120/RIS del Direttore della Agenzia delle Entrate direzione Regionale della Sicilia, al Generale B. Cosimo Sasso Comandante Regionale Sicilia Guardia di Finanza via Cavour 2 Palermo, a firma dott. Mazzarelli;
    Nota del, data non leggibile, n° 9557/262/prot. del Comando Guardia di Finanza Regionale Sicilia al Comandante Provinciale Guardia di Finanza – Agrigento per l’esame e, previo contatti con l’AG competente le valutazioni della portata delle affermazioni scritte nella documentazione in essa contenuta, per le eventuali iniziative di competenza, a firma Generale B. Cosimo Sasso;
    Nota del 05/02/2004 prot. 2801/OPER/262 a firma del Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento, alla Procura di Agrigento, chiedendo al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, di valutare l’eventuale rilevanza penale delle affermazioni dell’esponente Giacomo Sanfilippo nei confronti dei militari e del Corpo della Guardia di Finanza;
    Nota del 14/06/2004prot.17599/OPER/162 a firma Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento, alla Procura di Agrigento, chiedendo di valutare la possibilità di far conoscere le decisioni assunte in merito all’eventuale rilevanza penale delle affermazioni dell’esponente Giacomo Sanfilippo nei confronti dei militari del Corpo della Guardia di Finanza. Allegato 17 pagine 4).

    Così, tutti i personaggi da me citati in tutte le querele che per i loro loschi scopi si sono implicati in questo colossale complotto politico giudiziario, la smetteranno di reiterare reati giorno dopo giorno e di nascondersi sotto le toghe dei Magistrati come nella fattispecie.

    Per quanto riguarda invece, la disciplina nei confronti dei PM: Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso che per voler far di me persona onesta, un criminale. E Per i PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi e Sergio Carnimeo della Procura di Caltanissetta, chiamato in causa dalla Procura di Agrigento per fatti sussumibili a reati commessi da Magistrati, nello specifico Pietro Pollidori, che per cercare di occultare le scelleratezze commesse da una turba formata da: Spie di paese; militari dell’Arma Benemerita e del Corpo della Guardia di Finanza; Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento e di Palermo; Funzionari della SRIT – Agrigento e di Palermo; Politici di alto rango; Magistrati dell’AG di Agrigento, Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso, capitanati dal dott. Ignazio De Francisci; Giudici di primo, secondo e terzo grado penale; Giudici Tributari di Agrigento e di Palermo; CSM. E altri due PM della Procura di Agrigento che non hanno nulla a che vedere in questa sede. Hanno trasformato la Procura di Agrigento e di Caltanissetta a FUCINA DEI CICLOPI, se ne occuperà l’attuale Ministro della Giustizia Andrea Orlando)
    Si chiede inoltre, l’audizione per la deliberazione in Camera di Consiglio quanto alla mia opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale n° 5718/11/mod.21. del 10/03/2014, dandomene comunicazione a mezzo Ufficiale notificatore del provvedimento che codesto Tribunale GIP emetterà ai sensi dell’art. 410 c.p.p e 127 c.p.p.

    Allegato:
    uno fascicolo composto di 17 allegati.

    Con Osservanza.
    Favara, li 15/04/2014
    Giacomo Sanfilippo

  3. 3

    Giacomo Sanfilippo

    GIACOMO SANFILIPPO
    EDITORE
    C/DA BAGLI 53, 92026 FAVARA (AG)
    TEL. FAX. 0922.32115 – Cell. 347.6862733
    Opera pubblicata: IGNOMINIE EPOCALI VOL. I
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    sanfilippo-editore@libero.it

    AL DIRETTORE PRO TEMPORE ED
    AL RESPONSABILE LEGALE DELLA
    AGENZIA DELLE ENTRATE VIALE DELLA
    VITTORIA 92100 AGRIGENTO

    Oggetto: LA RESA DEI CONTI.
    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara, ed ivi residente in contrada Bagli 53, si riferisce:
    Alla diffida del 10/04/2013 che richiama le diffide e lettere denunce del:13/06/01 – 02/08/01 – 25/09/01 – 06/12/01 – 12/02/02 – 06/03/02 – 14/03/02 – 19/10/02 – 12/11/02 – 31/01/03 – 25/10/03 – 20/11/03 – 04/02/04 – 04/03/04 -10/03/04 – 09/05/06 – 03/06/06 – 10/06/06 – 20/06/06 – 12/10/06 – 21/11/06 – 18/12/06 – 18/12/06 – 25/09/07 – 09/01/08 – 08/02/08 – 08/02/08 – 23/03/09 – 22/06/09 – 03/06/2010 – 07/06/2010 – 31/01/2012 – 08/03/2012 – 11/04/2012. Mirate ad ottenere la cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, la cancellazione delle ipoteche, la cancellazione dei fermi amministrativi, la cancellazione dei pagamenti emessi abusivamente a ruolo da codesta Agenzia delle Entrate in virtù di più Sentenze Tributarie illegittime ed incostituzionale emesse da una manica di Giudici con nani cervelli delle CTP e CTR. rimaste senza esito alcuno. Così come, l’ultima diffida del 10/04/2013. Allegato 1 cartella 1 CD-R in allegato. Denominato complotto Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate di Agrigento.

    Per cui, il 26/04/2013 ho dovuto sporgere querela presso la Procura di Agrigento, nei confronti del direttore pro tempore ed il responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento in carica dalla data 15/04/2013, per rifiuto documentazione, inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi. Allegati 2 e 3 cartella n° 1.

    Alla diffida del 10/04/2014 nei confronti della SERIT – Agrigento riguardante l’intimazione di pagamento n° 29120139002865253000, cartella di pagamento n° 29120040010482330000 di € 170.822,08 del 20/05/2004, notificami ai fini interruttivi della prescrizione, in data 09/04/2014 tramite il municipio di Favara. Ciò al fine di estorcermi del danaro in nome e per conto della già diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento. File 7 cartella 2.

    La SERIT – Agrigento, con nota del 24/04/2014 ribadisce ancora una volta che le superiore richieste devono essere proposte esclusivamente nei confronti dell’Ente Impositore. Cioè, all’Ufficio delle Entrate di Agrigento, che, proclamandosi titolare del credito, ne richiede la riscossione per il tramite dell’Agente. File 8 cartella 2.

    (((Il direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, Leto Pietro Pasquale, che tramite mia lettera – denuncia del 25/10/03, pagine 45-47 File 4 cartella 3, si trovò innanzi a quel falso PVC stilato dai tre sotto indicati millantatori militari delle Fiamme Gialle di Agrigento. Che in data 27/08/94 avevano chiesto ed ottenuto dal PM Pietro Pollidori la documentazione reperita nelle banche nei mesi di Giugno e Luglio 94 per l’utilizzo ai fini fiscali. Peraltro, attestato nella Pagina 6 File 3 cartella n° 3.
    Che, non avendo rilevato alcuna evasione fiscale non hanno inoltrato verbale alcuno. Il PM Pietro Pollidori in mancanza di comunicazione documentale da parte dei detti Militari delle Fiamme Gialle chiese ed ottenne dal GIP Rita Carosella l’archiviazione del procedimento penale n° 593/94. Pagine 26 – 29 File 6 cartella 3.
    Quindi, la documentazione bancaria di cui sopra per due ordini motivi non doveva essere adoperata per la verifica fiscale e generale nei miei confronti, autorizzata illegittimamente dallo sparatore alla CROCE ROSSA PM Stefano Dambruoso.

    Il primo motivo, è che tale documentazione era a disposizione della Guardia di Finanza di Agrigento sin dal 27/08/94 e per la mancata relazione da parte della Guardia di Finanza al PM Pietro Pollidori, il procedimento penale n° 593/94 venne archiviato;

    Il secondo motivo, è che nello stesso provvedimento d’archiviazione non si legge comunque resta indagato per evasione fiscale. Quindi, un vero e proprio abuso di potere sia da parte della Guardia di Finanza, sia da parte del PM Stefano Dambruoso della Procura di Agrigento.

    La Guardia di Finanza di Agrigento che per loschi scopi che leggeremo più avanti, in data 15/02/95 e non entro la data della richiesta di archiviazione, né entro 10 giorni dell’avviso della richiesta di archiviazione avanzata al GIP – SEDE dal PM Pietro Pollidori. E cioè, tre mesi dopo che il provvedimento penale 593/94 era all’archiviazione deposita nota n° 112 UG presso la Procura di Agrigento, nella quale si legge che la ditta Sanfilippo Giacomo deve essere sottoposta a controllo fiscale eccetera, eccetera. Il PM Pietro Pollidori che per il fatto che aveva chiesto ed ottenuto dal GIP Rita Carosella l’archiviazione del detto provvedimento 593/94 non l’ha preso in considerazione.

    A prenderla in considerazione è stato lo sparatore alla CROCE ROSSA PM Stefano Dambruoso e seduta stante emette illegittimo provvedimento n° 112 UG delegando la Guardia di Finanza per la perquisizione della mia abitazione e per il controllo fiscale e generale nei miei confronti.
    Illegittimo, in quanto, non ha osservato quanto si legge nella prima pagina ed emette provvedimento che si legge nella seconda pagina, che viene annientato dalle attestazioni dei tre viscidi militari delle Fiamme Gialle, che per la verifica hanno adoperato la documentazione reperita nelle banche nel Giugno e Luglio 94. pagina 6 File 3 cartella 3;
    Dalle attestazioni, che per i redditi conseguiti nell’anno finanziario 1994 il soggetto verificato è ancora nei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi e pertanto le situazioni accertate vengono qui di seguito esposte allo scopo di fornire all’Ufficio elementi di valutazioni. Pagina 31 File cartella 3;
    Dalle attestazioni del Tenente Gaspare Cilluffo della stessa Guardia di Finanza di Agrigento, che afferma, durante le operazioni di verifica sono stati svolti controlli incrociati presso imprese e persone che avevano intrattenuto rapporti economici con il signor Sanfilippo Giacomo. Ciò, al fine di ricostruire i ricavi dell’esercizio delle attività economiche connesse con l’allevamento di conigli e la mediazione in affari e ulteriori operazioni aventi vantaggi economici delle quali gli operanti non disponevano né dispongono di nessun elemento certo. Queste ultime operazioni, come si evince dall’allegato n° 3 (verbale delle operazioni compiute a carico di Sanfilippo Michele) non hanno evidenziato situazioni tali da dover essere fatti oggetto di menzione in questa trattazione. Pagina 92 cartella 3.
    A completare l’opera sono stati i Funzionari della locale Agenzia delle Entrate che nella loro totale incapacità di intendere e di volere hanno emesso più accertamenti per gli anni 1992 – 1995. Quando erano più che certi che nel foglio 18 che si riferisce all’anno 1992 esiste una contabilità di lire 24.481.000 errata. Corretta lire 23.735.000 Pagina 51 File 3 cartella 3;
    E nel foglio 20 che si riferisce all’anno 1993 esiste una contabilità di lire 49.177.319 errata. Corretta lire 60.864.319 pagina 69 File 3 cartella 3;
    Ma i Funzionari di pessima professionalità non si sono fermati solo ad emettere gli accertamenti per gli anni 1992 -1993 ignorando i superiori errori di sommata. Assolutamente. Hanno continuato ad emettere accertamenti anche per gli anni 1994 e 1995.
    Quando era loro dovere informare il direttore pro tempore dott. Coppola e successivamente il dott. Giorgio Verduci della locale Agenzia delle Entrate, che il PVC stilato dai tre militari delle Fiamme Gialle con l’anima nera come la pece era ed è pieno dei vizi già citati; Dal vizio che si legge nella prima pagina sottoscritta dal PM Pietro Pollidori, che attesta: considerato che appare assolutamente necessario acquisire al procedimento penale n° 593/94 copia relativa alle dichiarazioni dei redditi per gli anni 1992 e 1993 di Sanfilippo Giacomo nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli. Quindi, gli iniqui operanti la verifica non avevano alcun motivo di includere alla verifica anche gli anni 1994 e 1995;
    E dal vizio, che al momento della chiusura del tragico PVC, per l’anno 1994 c’erano 41 giorni per la presentazione della dichiarazione dei redditi e per l’anno 1995 c’era un anno in più. E perciò doveva essere assolutamente invalidato.

    E alle terrificante attestazioni del reo confesso Maresciallo già Brigadiere Garziano Rosario della Guardia di Finanza di Agrigento. Peraltro, trascritte dall’audio-cassetta dalla Procura di Agrigento in virtù del fascicolo n° 2095/1 mod. 45. Che, stando al numero del fascicolo è stato aperto per le due denunce con invio libro CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2 edito nel Settembre 2001. Al Procuratore Piero Grasso della Procura antimafia di Palermo e al Procuratore Pier Luigi Vigna della Procura antimafia di Firenze. E non sulla mia prima querela del 05/02/02 sporta nei confronti di: Fabio Migliori Capitano; Falsone Nino Maresciallo M.; Garziano Rosario Maresciallo già Brigadiere della Guardia di Finanza di Agrigento. E nei confronti del Maresciallo dei Carabinieri di Favara, Epifanio Giordano. Pagine 5 e 6 File 3 cartella 3.

    Ed affidato al PM Carmine Olivieri, dalla quale trascrizione prendiamo in esame le pagine 2,4,5,6,8,13,14, 15,16,21,25,26,28.
    A pagina 4, il Maresciallo reo confesso attesta: il Capitano quando abbiamo fatto gli accertamenti bancari aveva visto che lei faceva, da una parte li metteva, dall’altra parte li prendeva. Erano giro banca e non c’era nulla e poi nulla ai fini fiscali;
    A pagina 5 attesta: l’Autorità Giudiziaria autorizzò a fare il controllo fiscale nei suoi confronti non potendolo incastrare per altre cose l’ha voluto incastrare per il fatto… ha capito cosa è stato? Nella stessa pagina attesta: che non si poteva rifiutare di firmare il PVC perché era un militare sott’ordine. Quindi, un ubbidir tacendo;
    A pagina 13 attesta: lì per lì non era niente, perché era un atto e gli mancava il biglietto da potere allegare. Il biglietto che gli mancava, e che mi estorse con il suo sporco potere, era il mio biglietto da visita che per darmi delle arie avevo messo che ero procacciatore di affari;
    A pagina 14 attesta: siccome la legge bancaria, purtroppo non contempla il fatto che… siccome lei faceva come i giochi di tre carte… quelli li passava qua, quelli li passava là, bastava un po’ di attenzione in più… ma comunque… guardi non è cosa del maresciallo Falsone perché ricevette degli ordini dal capitano;
    A pagina 15 attesta: ha ricevuto ordine dal capitano… questo glielo posso assicurare io che il capitano disse, andate a fare questa verifica generale… ed è venuto pure lui. Ma chi l’ha ordinata di farla camuffata? Il capitano o il Maresciallo di testa sua l’ha camuffata? Risponde: e vabbè… la firmata pure il capitano la verifica… eh… e certo lui. Poi, al Maresciallo gli ha consigliato delle cose… io ad esempio non firmavo per modo di dire va… io intanto non firmavo… non è lo stesso… non cambia niente… se gli diceva… lei firmasse… sarà indulgente… sarà che… intanto… ahh… voi due parlavate… a me neanche mi scoglionava proprio vedere tanti altri lavori a Favara che ci stavano gente che fanno fatture false dalla mattina a sera… proprio da lei che vendeva conigli dovevano venire?;
    A pagina 21 attesta: la fonte del suo male non è stato il Maresciallo Falsone, ma il Maresciallo Giordano dei Carabinieri di Favara, soprattutto un suo amico che ha fatto il delatore, dicendo al Maresciallo che dava danaro a strozzo. Poi il resto chiaramente l’ha fatto il Maresciallo Giordano per fare carriera;
    A pagina 25, alla mia affermazione che avevo mandato il libro CAINI PER VIRTU’ FAVARA DUE pubblicato nel Settembre 2001, al Colonnello della Guardia di Finanza Giuseppe Conti, risponde: io innocente sono;
    A pagine 26 attesta: che ho fatto bene a mandare il libro al Colonnello della Guardia di Finanza; al Colonnello dei Carabinieri; al Prefetto di Agrigento; alla dirigenza della Agenzia delle Entrate di Agrigento; al presidente del Tribunale di Agrigento; al Procuratore Capo della Procura di Agrigento, perché aprissero una inchiesta. Risponde, gli elementi li hanno tutti;
    A pagina 28 nega di avere usato la documentazione bancaria requisita nei mesi di Giugno e Luglio del 94 per le indagini riguardante il fascicolo 593/94 art. 644, procedimento archiviato in sede di indagini dal GIP Rita Carosella per delle SIT a mio carico. E tanto altro ancora. Pagine 14 – 44 File 4 cartella 3.
    Le pagine di questa cartella si leggono in lingua sicula. Nelle pagine 168 – 178 del libro IGNOMINIE EPOCALE VOL I si leggo in lingua nazionale. Cartella 4. Così come nelle pagine 80-89 del Sito Internet in intestazione.

    Anziché porre rimedio all’intricante situazione ch’era quello che non avevano fatto i dottori Coppola e Verduci, di formulare nota informativa nei confronti dei tre millantatori militari delle Fiamme Gialle; nei confronti del Maresciallo guerrafondaio Giordano Epifanio dell’Arma Benemerita; nei confronti dei dirigenti e funzionari incapaci di intendere e di volere che hanno emesso gli accertamenti per gli anni 1992 – 1995 e depositarla presso la Procura di Agrigento per le dovute indagini preliminari e alla conclusione delle indagini iscriverli nel registro di notizie di reato loro commesso. Il 18/11/03, per non far scoprire gli scheletri che tenevano gelosamente nascosti nei loro armadi, tirò dalla sua parte l’Ispettore Salvatore Vaiarelli e gli ha fatto attestare quanto a lui, ai militari delle Fiamme Gialle e agli altri annidacchiati all’interno della locale Agenzia delle Entrate di Agrigento faceva comodo. Pagine 49-62 File 4 cartella 3.

    Infatti, il subdolo Vaiarelli, nella sua relazione Ispettiva non parla del dossier rielaborato già in possesso dal direttore pro tempore Leto Pietro Pasquale. Come in effetti, si legge nelle note prot. n° 268/03 UI e prot. n° 93835/03 UI. Sottoscritte dal direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Sicilia Ufficio Ispettivo di Palermo, dott. D’Amato. Pagine 63-75 File 4 cartella 3.
    Il dott. Mazzarelli della Agenzia delle Entrate direzione Regionale di Palermo, in virtù di tutte quelle scelleratezze attestate dal Vaiarelli, formula nota informativa e la invia al Generale B. Cosimo Sasso della Guardia di Finanza della Regione Sicilia.
    Quest’ultimo, formula nota informativa e la invia al Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento.
    Quest’ultimo, formula due note informative e le manda al Procuratore Capo della Procura di Agrigento dott. Ignazio De Francisci.
    Quest’ultimo, affida le dette note al PM Caterina Salusti affinché soddisfi le richieste del Colonnello Conti che gli chiedeva di valutare la possibilità di far conoscere le decisioni assunte in merito all’eventuale rilevanza penale delle affermazioni dell’esponente Giacomo Sanfilippo nei confronti dei militari del Corpo della Guardia di Finanza. Pagine 76-79 File 4 cartella 3.
    Nelle pagine 80-83 File 4 cartella 3, si legge la richiesta di archiviazione del provvedimento n° 834/08 mod. 21 iscritto sulla querela sporta presso la Procura di Agrigento per diffamazione nei miei confronti, dai due MARAMALDI Leto e Spoto, della Agenzia delle Entrate di Agrigento, affidato al PM Andrea Bianchi. Che, dopo le relative indagini avanza richiesta di archiviazione al GIP – sede. Il GIP Stefano Zammuto, il 13/05/2010 condivide le ragioni addotte nella richiesta che precede, che fa proprie, dispone l’archiviazione del procedimento e la restituzione degli atti al PM.

    Mentre dalla prima, alla quarta pagina del File 4 cartella 3, si legge l’annullamento senza rinvio della Sentenza relativamente all’anno 1994 perché il fatto non sussiste. Da parte della Suprema Corte di Cassazione. E la revoca della Sentenza 259/96 emessa arbitrariamente dal Giudice di legge penale Maria Agnello Presidente del Collegio giudicante di Agrigento.

    Il 31/01/2012 ho formulato ulteriore diffida e l’ho inviata alla Agenzia delle Entrate di Agrigento diretta dal direttore pro tempore La Rocca Giuseppe, già querelato in data 10/11/2011;
    Al direttore Generale delle Agenzie delle Entrate e direttore di EQUITALIA Attilio Befera;
    Al Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti. Ma, evidentemente: Attilio Befera; Mario Monti ed il direttore pro tempore dell’Ente Fiscalità Roma, chiamato in causa da Mario Monti, si sono fatti querelare per inadempienza professionale.

    Cartella 5 per Attilio Befera.
    Cartella 6 per Mario Monti.
    Cartella 7 per l’Ente Fiscalità Roma.
    Cartella 8 per gli esposti – denuncia a Giulio Tremonti.
    Cartella 9 per gli esposti – denuncia a Tommaso Padoa Schioppa.
    Cartella 10 per le Sentenze Tributarie emesse da una manica di giudici con nani cervelli.
    Cartella 11 per le Sentenze penale revocate dal giudice Maria Agnello.
    Cartella 12 per tutte le querele.
    Cartella 13 Sanfilippo – Agenzia Entrate – Palermo.
    Cartella 14 Sanfilippo Procura inchiesta usura ed evasione fiscale.
    Cartella 15 per la trascrizione audio-assetta.
    Cartella 16 per la costituzione parte civile.
    Cartella 17 per Procure: (AG) (PA) (CL) (FI) e Procura Generale Corte di Appello di Palermo.
    Cartella 18 Sanfilippo – Carabinieri di Favara e Agrigento.
    Cartella 19 per la relazione Vaiarelli; direttore pro tempore Mazzarelli di Palermo; Guardia di Finanza di Palermo; Guardia di Finanza di Agrigento e Procura di Agrigento.
    Cartella 20 per complotto Guardia di Finanza Agenzia Entrate.
    Cartella 21 per Sanfilippo – presidenti e Ministri d’Italia.
    Cartella 22 per opposizione alla richiesta di archiviazione al GIP, avanzata dal PM Antonella Pandolfi, procedimento penale 5718/11 mod. 21, che, come gli altri PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli della Procura di Agrigento e Sergio Carnimeo della Procura di Caltanissetta, che per non fare scoprire le iniquità commesse dai due PM sparatori alla CROCE ROSSA Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso; Quelle dei tre associati per delinquere militari delle Fiamme Gialle già citati, che per favorire chi di loro dovere che mi voleva condannato per evasore fiscale, se non per usura, falsificarono il PVC; Quelle dei dirigenti e funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Trasformata a postribolo di gentaglia viscida e malfamata dall’insediamento del Leto Pietro Pasquale; e quelle commesse dai giudici poveri di cervello che emisero più Sentenze con il rigetto poggiandole sulla Sentenza penale n° 259 emessa e successivamente revocata dal giudice Maria Agnello. Ignorando i richiamati fogli 18 e 20 che presentano degli errori di sommata non indifferente. Ignorando le attestazioni dei tre vili militari delle Fiamme Gialle, che per i redditi conseguiti nell’anno finanziario 1994 il soggetto verificato è ancora nei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Pagina 31 File 3 cartella 3.
    Ignorando la Sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio la Sentenza n° 259 del 96 relativamente all’anno 1994 perché il fatto non sussiste da cui derive la revoca delle Sentenze penale. Pagine 1- 4 File 4 cartella 3.
    Addirittura, il Giudice Luigi Birritteri che ha presieduta la Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento del 07/02/2000 ha emesso la Sentenza n° 52/2000 col rigetto richiamando gli anni di imposta 1992 – 1993 – 1994; attestando che il PVC è esente da vizi; richiamando il foglio 20 che come già detto presenta una contabilità errata di lire 11.687.000 e richiamando la Sentenza penale n° 259 del 96, che come già detto è stata revocata dallo stesso Giudice Maria Agnello.
    Il PM Antonella Pandolfi non controverte le mie scritture pubblicate con forte accuse fondate nei confronti di più personaggi appartenenti a vari Istituzioni e dopo 27 mesi di pettinare bambole emette una piatta richiesta di archiviazione. Pagine 2 File 1 cartella 19))).
    Cartella 23 per le memorie difensive depositate in Tribunale GIP in data 15/04/2014.
    Cartella 24 per ulteriore memorie difensive al Tribunale GIP Agrigento del 15/05/2014.

    PER QUANTO SI LEGGE SOPRA E NELLE RISPOSTE DELLA SERIT – AGRIGENTO DEL 04/04/2013 e del 24/04/2014

    Si diffida l’attuale direttore pro tempore e l’attuale responsabile legale della locale Agenzia delle Entrate di Agrigento a provvedere una volta per tutte alla cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, la cancellazione delle ipoteche sui miei beni immobili, la cancellazione dei fermi amministrativi sui miei beni mobili, la cancellazione dei pagamenti emessi abusivamente a ruolo da codesta Agenzia delle Entrate. E di erogare la già richiesta somma di € 7.500.000,00 più interessi maturati dal 07/06/2010, come risarcimento danni per lesione alla mia immagine e al mio decoro di persona onesta e per i due sopraggiunti infarti cardiaci che hanno cagionato seriamente la mia salute.

    CON AVVERTIMENTO

    Che trascorso infruttuosamente il termine di 10 giorni dalla data di ricezione della presente diffida, mi vedo costretto, mio malgrado, a sporgere querela presso la Procura di Agrigento, nei confronti dell’attuale direttore pro tempore e dell’attuale responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Per: Abuso di potere; tentata estorsione continuata e aggravata; Omissione di querela nei confronti dei millantatori militari delle Fiamme Gialle, dirigenti e funzionari infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento; Reiterazione di reato continuato e aggravato dalla continuazione della negazione d’accoglimento delle mie su citate richieste mai controverse: Né da parte di codesta Agenzia delle Entrate di Agrigento, né da parte della Agenzia delle Entrate di Palermo, né da parte di Attilio Befera, né da parte dell’Ente Fiscalità Roma, né da parte di Mario Monti, né da parte di Giulio Tremonti, né da parte di Tommaso Padoa Schioppa, né da parte della SERIT – Agrigento, né da parte dei 5 PM: Olivieri, Salusti, Cameli, Carnimeo, Pandolfi; Occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso i summentovati millantatori militari delle Fiamme Gialle e verso i dirigenti e funzionari infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento che hanno emesso più accertamenti in virtù d’un PVC pieno di vizi. E più cartelle di pagamento a fronte di più Sentenze Tributarie emesse da una manica di giudici privi di senso logico.

    Copia della presente diffida sarà depositata presso il Tribunale GIP di Agrigento.
    Sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione e sarà inviata ove l’esponete riterrà opportuno.

    Allegati:
    Copia diffida alla SERIT – Agrigento del 10/04/2014;
    Copia risposte dalla SERIT – Agrigento del 04/04/2013 e del 24/04/2014;
    Copia delle su citate pagine trascritte dalla Procura di Agrigento 2,4,5,6,8,13,14,15,16,21,25,26,28.
    Uno CD-R della dimensione 587 MB 359 File 85 Cartelle.

    In attesta di Vostro cortese riscontro si porgono,
    Distinti saluti.

    Favara, li 15/05/2014.
    Giacomo Sanfilippo

  4. 4

    Giacomo Sanfilippo

    DIFFIDA ADEMPIMENTO ALLA SERIT – AGRIGENTO AD ESIBIRE DOCUMENTZAIONE RELATIVA AL TARTASSAMENTO CON MINACCE PER IL RECUPERO DELLE SOMME DA ME NON DOVUTE ALLA AGENZIA DELLE ENTRATE DI AGRIGENTO.
    Per leggere la diffida adempimento, le memorie difensive e l’opposizione clicca su http://www.sanfilippo-editore.it e vai su lettere e denunce. Nello specifico, alle pagine 322 – 336.
    GIACOMO SANFILIPPO RACCOMANDATA N° 14475456150-5
    EDITORE
    C/DA BAGLI 53, 92026 FAVARA (AG)
    TELEF. 0922.32115 – Cell. 347.6862733
    Opera pubblicata IGNOMINIE EPOCALI VOL. I
    Clicca su http://www.sanfilippo-editore.it
    E-mail: info@sanfilippo-editore.it

    ALLA SPETTABILE DIREZIONE SERIT – SEDE
    DI 92100 AGRIGENTO

    Oggetto: Diffida adempimento.
    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, si riferisce all’intimazione di pagamento n° 29120139002865253000, cartella di pagamento n° 29120040010482330000 di € 170.822,08 del 20/05/2004, notificami ai fini interruttivi della prescrizione, in data 09/04/2014 tramite il municipio di Favara. Per dirle, di smettere di tentare di estorcermi del danaro in nome e per conto della già diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento.

    Qualora codesta SERIT – Agrigento è in possesso di documentazione da parte della locale Agenzia delle Entrate, recante la data dopo il 10/04/2013, data in cui il direttore pro tempore di detta Agenzia delle Entrate è stato diffidato a: revocare gli importi reclamati; cancellare il mio nominativo dal registro degli evasori fiscali; cancellare le ipoteche sui miei beni immobili e i fermi amministrativi emessi abusivamente da detta Agenzia delle Entrate. E successivamente querelato unitamente al legale responsabile di detta Agenzia delle Entrate, per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi. Dove si legge che la locale Agenzia delle Entrate autorizza in eterno codesta SERIT – Agrigento a mandarmi minacciose cartelle di pagamento nel tentativo di riuscire ad estorcermi somme di danaro da Essa reclamate con delle cartelle di pagamento emesse sulla scorta di più Sentente illegittime ed incostituzionale decise da una manica di Giudici Tributari partigiani e privi di senso logico, codesta SERIT – Agrigento si adoperi alla vendita dei miei beni immobili già pignorati e i miei beni mobili col fermo amministrativo.

    Qualora codesta SERIT – Agrigento non è in possesso di alcun documento di continuazione di tartassamento con minacce per il recupero di somme da me non dovute alla più volte diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento, sarà codesta SERIT – Agrigento a sporgere querela nei confronti del direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, per mancata comunicazione inerente al mancato riscontro alla diffida del 10/04/2013.

    Si precisa che, trascorso infruttuosamente il termine di 10 giorni dalla data della ricezione della presente, mio malgrado, sporgerò querela nei confronti del direttore pro tempore di codesta SERIT – Agrigento, per tentata estorsione con minacce, calunnia e favoreggiamento verso l’Agenzia delle Entrate di Agrigento.

    La presente sarà pubblicata sul Sito internet in intestazione e sarà inviata ove l’esponente ritiene sia di dovere.

    Per la diffida del 10/04/2013 vedi fax inviatovi in data 11/04/2013 ore 10.58. Comunque, può scaricarla alle pagine 286-288 del Sito Internet in intestazione.

    Distinti saluti.
    Favara, li 10/04/2014
    Giacomo Sanfilippo

  5. 5

    Giacomo Sanfilippo

    GIACOMO SANFILIPPO RACCOMANDATA 14608368651-4
    EDITORE
    C/DA BAGLI 53, 92026 FAVARA (AG)
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    Opera pubblicata: IGNOMINIE EPOCALI VOL. I
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    sanfilippo-editore@libero.it

    ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO
    IL TRIBUNALE DI AGRIGENTO
    IN PERSONA DEL DOTT. RENATO DI NATALE

    OGGETTO: GIUOCO A CARTE SCOPERTE

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, Autore ed Editore delle opere letterarie: CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2, pubblicata nel Settembre 2001; IGNOMINIE EPOCALI VOL I, pubblicata nel Marzo 2006; GIONALE LA VOCE CHE TUONA prima edizione, pubblicata nel Febbraio 2008; GIORNALE LA VOCE CHE TUONA seconda edizione, pubblicata nel Giugno 2010; Della intervista televisiva OPINIONI di Teleacras – Agrigento del Giugno 2004 e dell’art. di giornale pubblicato dal GIORNALE LA SICILIA del Luglio 2006. Mai controverse dai nominati con nomi e cognomi nei miei incontrovertibili scritti.

    Affinché codesta Procura capitanata dal dott. Renato Di Natale faccia un passo indietro riconoscendo i propri errori commessi dal 12/05/94 al 21/03/2001 dai perfidi costruttori di criminali da uomini onesti, PM: Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso.
    E dal 28/06/2002 ad oggi commessi dai ricusanti PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi. Ricusanti, in quanto, hanno riconosciuto l’art. 21 della Costituzione e non hanno rimandato a giudizio i personaggi richiamati nelle querele.
    Il PM Pandolfi, titolare del fascicolo n° 5718/11/Mod. 21, pur non avendo in 27 mesi svolto indagine alcuna, chiese al GIP – SEDE l’archiviazione del su citato procedimento penale, e nell’ultimo brano attesta: (Ebbene, dalla ricostruzione fornita dallo stesso denunciante, non appare integrata alcuna delle fattispecie penali dal medesimo indicate, né altre condotte penalmente rilevanti ad opera dei Funzionari odierni indagati, essendo del tutto evidente che l’intera questione esaurisce il suo rilievo in un altro ambito (amministrativo/Tributario), così come peraltro dimostrato dai numerosi ricorsi intentati dal medesimo Sanfilippo avverso gli avvisi di accertamento e/o le cartelle esattoriali, e pertanto solo in quella sede – e non in questa lo stesso dovrà e potrà trovare adeguata tutela).

    Fortemente da me criticata con l’opposizione alla richiesta di archiviazione che si discuterà in Camera di Consiglio in data 29/09/2014 innanzi al GIP Alessandra Vella.
    E fortemente smentita dal Procuratore Armando lo Leggio della SERIT Agrigento che attesta:
    L’esercizio di tale facoltà, infatti, è di esclusiva competenza dell’Ente Impositore, che, quale titolare del credito tributario, è l’unico soggetto legittimo (oltre, naturalmente l’Autorità Giudiziaria) ad emettere un formale provvedimento amministrativo di sospensione dell’iscrizione a ruolo e/o cartella di pagamento.

    Le invia il documento sottoscritto in data 24/04/2014 dal su citato Procuratore Armando lo Leggio. Che contrasta fortemente con le attestazione del PM Pandolfi. E degli altri PM.

    Qualora codesta Procura ritenesse che le archiviazione delle mie più querele leggibili nelle sottocartelle: 1, 5, 7, 13, cartella 6 del CD-R in allegato, siano state legittime e il documento del lo Leggio è un vero e proprio attacco alla Procura capitanata dalla SV Illustrissima. E alla più volte diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento, per mancato adempimento alle richieste che si leggono nelle più diffide, del quale documento a firma del lo Leggio e già in possesso sin dal 16/05/2014. In Udienza in Camera di Consiglio del 29/09/2014, se non prima, mi faccia avere una copia della denuncia – querela già sporta entro il 13/08/2014 per infamia ed altro, dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento.
    E una copia della denuncia – querela sporta per infamia ed altro da codesta Procura nei confronti del Procuratore Armando lo Leggio.

    In mancanza di tale documentazione attestante l’avvenute querele per infamia ed altro, da parte della Agenzia delle Entrate di Agrigento. E da parte di codesta Procura di Agrigento, sporta nei confronti del Procuratore Armando lo Leggio della SERIT Agrigento. La più volte diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento, in Udienza del 29/09/2014 presso la Camera di Consiglio del Tribunale GIP di Agrigento, si addossi e ci si addossino, le proprie responsabilità e codesta Procura faccia un passo indietro riconoscendo i propri errori commessi dal Maggio 1994 ad oggi. Come in effetti, il Tribunale penale di Agrigento in persona del Giudice Maria Agnello, in data 21/03/2001 nel sottoscrivere l’ordinanza della revoca della Sentenza n° 259/ 96, ha riconosciuto i suoi madornali errori.
    Che innescarono una serie di querele e codesta Procura le ha archiviate con molta leggerezza.

    AD OGNI INIZIO C’E’ UN FINE

    Il tribunale penale di Agrigento e’ caduto sulla Sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione.
    La Procura di Agrigento è caduta nel camminare per lunghi 244 mesi con due piedi in una scarpa. Cioè, nel volere far di me un criminale a tutti i costi. Nel ricusare per ben 4 volte a non iscrivere nel registro di notizie di reato ai più querelati. Altrimenti, i quattro PM summentovati avrebbero dovuto controvertere le mie pubblicazione e iscrivermi nel registro delle notizie di reato per false pubblicazioni e per vilipendio verso le Istituzioni e oscurare il mio Sito Internet http://www.sanfilippo-editore.it visitato da più di dieci milioni di persone italiane e mondiali. E sulle attestazioni del Procuratore della SERIT – Agrigento Armando lo Leggio.
    L’Agenzia delle Entrate di Agrigento è caduta nell’emettere più accertamenti a fronte d’un PVC pieno di vizi; nell’avere nel 2003, ordito un complotto ai mie danni; nell’avermi querelato nel 2008 e nel non avere esitato le mie numerose diffide. Tranne la prima del 2004.

    Si rappresenta che la documentazione inerente al pro memoria si legge nella cartella 23 del CD-R in allegato.

    Copia della presente sarà inviata al Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo;
    Sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione, su facebook e sarà inviata ove l’esponente ritiene sia di dovere.

    L’esponente resta a disposizione di codesta Procura per ogni pur minimo chiarimento in merito.

    Allegati:
    Copia documento del 24/04/2014 a firma del Procuratore della SERIT – Agrigento Armando lo Leggio;
    Copia inviata in pari data al Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo;
    Copia Pro Memoria udienza del 29/09/2014 per la deliberazione in Camera di Consiglio quanto alla mia richiesta di opposizione all’archiviazione del fascicolo 5718/11.Mod 21.
    Uno CD-R della dimensione 676 MB 414 file 94 cartelle.
    Uno CD-R della dimensione 119 MB 118 file 21 cartelle inerente al fascicolo 3694/13 mod. 21. Sanfilippo Giacomo – Lupo Rosario.

    Sicuro di un Suo benevole accoglimento, si porgono distinti saluti.
    Favara, li 01/09/2014
    Giacomo Sanfilippo

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