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Energia, fatture insolute. Delibera infondata perchè paghiamo già le accise

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Con la nuova delibera di Arera – nuovo nome dato all’autorità dell’energia – i contribuenti pagheranno fino a data da stabilirsi le fatture insolute dell’energia elettrica. Federcontribuenti: ”su ogni fattura abbiamo a carico dell’utente circa 50 euro tra oneri di sistema e imposte dirette e indirette e le accise già calcolate servono per far fronte alle agevolazioni previste per le famiglie con basso reddito. Questa delibera è quindi infondata”.

Federcontribuenti, ”pagare in Italia non conviene, ti prendono di mira e ti costringono a contribuire senza sosta per ogni loro mancanza. L’azienda che distribuisce l’energia elettrica deve, come ogni altra azienda, farsi carico dei mancati pagamenti. Oppure si deliberi anche sulla possibilità di spalmare i debiti accumulati dai piccoli imprenditori”.

Sulla delibera Arera non c’è un termine di scadenza.

”Anzi, c’è scritto che le aziende fornitrici di energia elettrica dovranno, ogni 31 gennaio a partire dal 2019, inviare i moduli per l’istanza di partecipazione ed entro il 30 aprile di ciascun anno la CSEA provvederà a verificare la completezza delle istanze di partecipazione ai fini dell’ammissibilità di queste ultime, una pazzia”.

In passato la prescrizione della bolletta della luce era di cinque anni. Con la legge di bilancio 2018 è stata portata a due anni. Questo significa che il fornitore potrà chiedere solo gli arretrati degli ultimi 24 mesi e non oltre. ”Gli utenti in regola non avranno modo di verificare se questi insoluti sono più o meno vecchi di 2 anni e secondo noi il debito denunciato è mostruoso. Anche perchè le famiglie in difficoltà hanno goduto delle agevolazioni dello Stato che comunque hanno pagato gli utenti in regola tramite le accise”.

Aliquote e accise per l’energia elettrica

L’energia è il settore che oggi viene sottoposto più di ogni altro al regime delle accise, le quali possono essere dipendenti anche dalla regione o dal comune di residenza e rientrano tra le principali voci di costo che traspaiono dalla bolletta. ”Per non parlare dell’IVA, spesso calcolata anche sulle accise in contrasto con ogni logica e norma”. L’accisa in origine era chiamata tassa di fabbricazione e veniva trasferita al compratore nell’istante in cui acquistava il prodotto o il servizio. Con il tempo ha preso il nome di accisa, ma la sostanza non muta. Essa rappresenta una fonte di entrata per lo Stato, il quale si trova ad avere un introito in grado di contribuire alla copertura di determinate esigenze economico finanziarie.

Bisogna chiarire immediatamente un principio, spesso trascurato, che gioca a favore dello Stato e a sfavore del cittadino: le accise possono essere aggiornate in continuazione, quindi non è detto che le accise per l’anno successivo siano le medesime di quelle in vigore nell’anno corrente. Anche soli euro 0,002, se moltiplicati per i diversi milioni di kWh consumati dalle utenze, possono contribuire a far entrare nelle casse dello Stato ingenti cifre.

Conclude con una nota la presidenza della Federcontribuenti:

‘I debiti delle banche li hanno spalmati sui correntisti truffandoli e rubandogli i risparmi di una vita, ora su di noi spalmeranno i debiti dei mancati pagamenti delle fatture dell’energia elettrica e ci chiediamo: ma un moto di coscienza, di vergogna, di schifo non viene mai a chi permette queste atrocità? Cercheremo di capire come poter fermare questa delibera, con la speranza che qualche candidato premier si faccia avanti dando una risposta credibile”.

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