Licenziata ingiustamente, disabile vittima associazione anti mobbing

„Vittima una 50enne padovana, ex dipendente Ascom. Si era rivolta a un’associazione bolognese per intentare la causa, dall’esito disastroso. Rischia di perdere la casa perchè non riesce a pagare i 13mila euro di parcella“

Licenziata senza giusta causa dall’Ascom nel 2001, si è rivolta al giudice del lavoro, che le ha dato ragione, riconoscendole 20 mensilità di risarcimento. L’ormai ex dipendente, una 50enne padovana disabile all’80%, ha quindi poi intentato una causa per mobbing contro l’Ascom rivolgendosi ad una associazione contro il mobbing e lo stress psico-sociale con sede a Bologna. Ma è qui che sono iniziati i suoi guai. LA VICENDA. “Stressata e umiliata sul posto di lavoro, licenziata ingiustamente e spremuta da una sedicente associazione contro il mobbing, rischia di vedersi pignorare la casa dagli stessi che dovevano tutelarla”. A riferire della vicenda è Federcontribuenti, che nella figura dell’avvocato Carla Favaron ha ricevuto l’incarico di tutelare la 50enne padovana. La causa si è infatti conclusa disastrosamente per quest’ultima, ma dalla onlus non è tardato ad arrivare il conto di 13mila euro da pagare per spese legali. Essendo la ex dipendente Ascom disoccupata, non ha potuto onorare la esosa parcella, e per nulla inteneriti dalla condizione di necessità della loro assistita, i “volontari” dell’associazione bolognese hanno avviato le pratiche che porterebbero, se non fosse intervenuta Federcontribuenti, alla messa all’asta della casa dell’impiegata. Licenziata ingiustamente, disabile vittima associazione anti mobbing
IL COMMENTO. “Ci opporremo in tutti i modi a questo abominio – tuona Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti Italia – è ora che queste sedicenti associazioni dietro cui si nascondono dei vampiri vengano smascherate. Non è ammissibile chiedere, dopo aver per giunta perso la causa intentata, 13mila euro di parcella per un servizio legale davvero discutibile. Avviare poi il percorso che porta al pignoramento immobiliare della casa di abitazione di una persona disabile inoltre è certamente una cattiveria in più verso una persona che ha già sofferto abbastanza in passato”.“

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