Veneto: ai consiglieri un fuori busta di 2100 euro

Non è possibile avere  una idea sul bilancio delle mafie e nessun dato sul bilancio dei partiti, è una incongruenza assurda, da debellare.  Le grandi sigle partitiche che oggi traghettano il Paese in fondo alle paludi dell’omertà non sono altro che associazioni. Cosa succede quando dietro il paravento dell’associazionismo si agisce come una comune azienda di servizio o una qualunque spa? Si può parlare di no-profit quando in questo o quel partito circolano volumi d’affari tali da fare impallidire una qualunque media impresa italiana? Parliamo di milioni di euro, dove si colloca il no – profit?

Alla Regione Veneto,  sessanta consiglieri prenderebbero un fuori busta da 2100 Euro, completamente esentasse in quanto rimborso spese forfettario. Dicono che il meccanismo à completamente legale. I soldi vengono prelevati dal fondo di riserva per le spese straordinarie, secondo il bilancio di previsione 2012, dovrebbe poter contare su 4 milioni di euro. I fondi, poi, vengono elargiti ai gruppi che, con un bonifico, vengono li recapitano ai singoli consiglieri. Solo di indennità dei consiglieri il contribuente Veneto paga 21,2 milioni di euro l’anno, come indicato alla voce “Spese per le indennità di carica e di missione spettanti ai componenti del Consiglio regionale” del bilancio di previsione 2012.  Sarà tempo di rivedere non solo la legge sui finanziamenti ai partiti, ma, soprattutto, rivedere i loro statuti?

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