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Nelle zone rosse del coronavirus il grido degli infermieri di Italia: ”sottopagati e sfruttati”

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Il COVID-19 alza il velo sulla precaria posizione lavorativa degli infermieri in Italia. Federcontribuenti: ”costretti ad aprirsi una partita Iva ed accettare le condizioni delle cooperative. Sottopagati e sballottati dall’INPS ad Enpapi ente previdenziale scosso negli ultimi giorni da un arresto eccellente per appropriazione indebita”. Federcontribuenti denuncia gravi irregolarità nei contratti di lavoro e dà vita al Dipartimento Infermieri sotto la segnalazione della stessa categoria. In questi giorni di emergenza infermieri assunti nelle zone rosse a 25 euro nei reparti di rianimazione come liberi professionisti. Tutto è cambiato a partire dalla legge 27/2012 che ha abrogato i tariffari; sono gli infermieri a dover determinare la propria parcella, seguendo delle norme precisate nella suddetta legge: Tutto ciò è un falso poiché obbligati ad accettare le imposizioni dei ”cartelli”.

Sono anni che denunciamo come, in nome di un costante rosso nel bilancio della Sanità, hanno usato l’accetta sulle risorse umane, medici e infermieri, invece di intaccare la classe dirigente nelle Asl; oggi, con l’emergenza Covid-19 e l’importanza di evitare un sovraccarico nei presidi medici non in grado di far fronte ad una probabile epidemia, i nostri ospedali taglieggiati andrebbero al collasso, si alza il grido degli infermieri costretti a turni massacranti, paghe miserabili imposte dalle cooperative e costretti a versare 1,600 mila euro l’anno ad un Ente previdenziale senza alcun controllo e trasparenza, l’ENPAPI.

SSN – il deficit pagato tagliando il personale medico e le strutture ospedaliere. La spesa sanitaria privata, per il 90% a carico del paziente, è stata pari a 37 miliardi e 318 milioni di euro. Ogni italiano ha speso, mediamente, in assistenza sanitaria 2.466 euro. La spesa SSN cresce ogni anno dello 0,7% mentre continua la diminuzione della spesa per il personale meno 6%.

Significa che un quinto della spesa sanitaria nazionale finisce in strutture private e tale spese sono difficilmente controllabili. Il 25% dei posti letto ospedalieri, il 59% degli ambulatori e il 78% delle strutture sociosanitarie residenziali del SSN sono di privati accreditati e queste strutture assumono infermieri costretti ad aprirsi una partita Iva e come tutti gli autonomi non hanno alcuna tutela.

Meno 28 miliardi dal 2010 al 2019 e il DEF riduce il rapporto spesa sanitaria/PIL dal 6,6% nel 2019-2020 al 6,5% nel 2021 e 6,4% nel 2022.

”Il SSN si regge sulle spalle di medici ed infermieri e sulla garanzia di strutture ospedaliere efficienti e all’avanguardia perché è vero che la nostra Sanità è una eccellenza, ma lo è grazie ai nostri ricercatori e medici ed infermieri non certo per altro! Occorre quindi impedire che gli infermieri vengano assunti tramite cooperative o agenzie interinali per non offendere una categoria gettata in prima linea nelle emergenze sanitarie!

La Fedecontribuenti ha deciso di presentare una interrogazione parlamentare sul caso degli infermieri sia dal punto di vista lavorativo sia dal punto di vista previdenziale. Il Dipartimento sarà guidato dalla dott.ssa Renata Trombi; ”negli ultimi anni la categoria infermieristica è risultata vittima di decisioni politiche che ne hanno offeso la dignità ma, provate ad immaginare ospedali e cliniche senza infermieri!”.

Ad una simulazione sul sito ENPAPI è emerso che con 100 mila euro di contributi versati l’assegno mensile risulterà di appena 600 euro, pari al 24% dell’ultimo reddito di 30.183,56 €.

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