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Pescatori: danno e beffa. Europa: avevano diritto al sostegno. L’Italia non lo sapeva

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pescatoriVi ricordate della vicenda dei pescatori della laguna di Venezia? Quando una inspiegabile moria delle vongole gli aveva impedito di lavorare ma non di pagare le tasse come le fideiussioni fatte presentare a garanzia delle concessioni? Nessun organo competente sapeva bene come trattare la vicenda, quali canali attivare per salvaguardare questi lavoratori sabotati e lasciati nelle grinfie delle banche e di Equitalia.

Le perizie presentate agli enti competenti provavano che la moria di vongole era dovuta ai lavori di scavo compiuti in laguna nei mesi di giugno, luglio e agosto dello scorso anno. Eppure, denunciavano, i pescatori, di aver trovato davanti a loro un muro di gomma. ” In tutta la vicenda c’è stata grave superficialità, oserei dire inerzia da parte sia della Regione e sia della Provincia di Venezia, – lamenta Paccagnella -, lo dimostra la risposta scritta avuta dalla Commissione Europea e in nostro possesso in risposta all’interrogazione presentata per Federcontribuenti da, Mara Bizzotto (EFD).

Testo dell’interrogazione E-004375/2013:

Lo scorso 28 agosto 2012, negli allevamenti di vongole della laguna di Venezia si è verificata una massiccia moria dei molluschi che ha creato una vera e propria emergenza economica e sociale. I pescatori delle aree della laguna centrale e le loro famiglie (circa 200) si sono infatti pesantemente indebitati, mettendo a rischio le loro stesse abitazioni, per ottenere dalle banche le fideiussioni necessarie all’acquisto di concessioni per l’esercizio dell’acquacultura ormai inservibili.

Può la Commissione dire:

1. se è a conoscenza del gravissimo stato di crisi del settore della pesca lagunare veneziana e di tutto il suo indotto così importante per l’economia locale;

2. se ha intenzione di promuovere iniziative atte a salvaguardare questa particolare

tipologia di pesca;

3. se ha intenzione di promuovere la creazione di strumenti di microcredito per

permettere ai lavoratori della laguna veneta di pagare i canoni di concessione?

 

Risposta E-004375/2013, di Maria Damanaki a nome della Commissione (14.6.2013).

 

La Commissione è a conoscenza della situazione di emergenza sopravvenuta nella laguna di Venezia il 28 agosto 2012. Sembra che l’Italia non abbia segnalato il caso mediante il sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi (RASFF).

Ai sensi del regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio (relativo al Fondo europeo per la pesca1), gli Stati membri possono decidere di concedere un sostegno per compensare i molluschicoltori per la sospensione temporanea della raccolta dei molluschi allevati. La proposta della Commissione relativa al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca2, prevede la possibilità di salvaguardare le entrate dei produttori acquicoli tramite un contributo a un’assicurazione degli stock acquicoli che copra le perdite dovute a calamità naturali, condizioni climatiche avverse, improvvisi cambiamenti della qualità delle acque, malattie nel settore acquicolo o distruzione di impianti di produzione.

Spetta allo Stato membro interessato (al livello amministrativo opportuno) prevedere eventuali azioni correttive.

 

” Veniamo così tristemente a conoscenza che questi lavoratori e loro famiglie si potevano tutelare attivando quei canali comunitari volti alla concessione di un sostegno economico. Vogliamo capire chi, – conclude il presidente Paccagnella -, non ha agito con dovere. Chi è a capo delle istituzioni ha come compito quello di risolvere i problemi della società, per farlo occorre senso del dovere e di onestà, requisiti sempre più rari in questa strana e oscura epoca ”

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