Quote latte, richiesta apertura indagini per nuovi elementi

Tutti i parlamentari di Camera e Senato hanno ricevuto la lettera firmata da Federscudo in merito all’annosa questione delle «quote latte» la quale accompagna l’interrogazione a risposta scritta 4 -10621 presentata da Marco Brugnerotto del M5S nella seduta n. 496 al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della difesa.

Ieri mattina davanti al Tribunale di Padova tanta è stata la partecipazione di cittadini e allevatori che hanno voluto assistere Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti e il Generale Antonio Pappalardo, presidente di Scudo Carabinieri, ( uniti nella sigla Federscudo ), nell’atto di depositare un esposto denuncia sul caso politico, montato a seguito di una intercettazione e di una lettera dei ”Tecnici non allineati al sistema” dell’Agea, ( Agenzia per le erogazioni in agricoltura ), che non si ferma solo alla vicenda delle quote latte, ma, va oltre interessando l’intero comparto agricolo.

La nota giunta a tutti i parlamentari di ogni ordine e grado ripercorre nel dettaglio tutta la vicenda legata alla questione delle quote latte dal 1984 ad oggi, riportando alcune intercettazioni.

quote-latte

 

”Chiediamo, – così alle telecamere ieri mattina sia Paccagnella che il Generale Pappalardo -, di sapere come si intenda procedere in ordine alla vicenda delle quote latte ed alle multe non dovute; quali siano le cause che hanno indotto il colonnello Marco Paolo Mantile a chiedere di essere collocato in aspettativa, se si intenda istituire una commissione disciplinare tesa a rilevare le eventuali mancanze di dirigenti e funzionari dello Stato, se si intenda istituire una commissione d’inchiesta parlamentare per delineare in tutti i suoi aspetti l’intera vicenda delle quote latte, relazionando la Commissione europea, al fine di consentire ad essa di rilevare le mancanze di competenza”. In una nota congiunta della Presidenza di Federscudo la doverosa sottolineatura che ha tutto il sapore di una sfida, di un appello, di una speranza che è quella di ridare onorabilità alla carica di deputato visto come servitore di Stato: ”a che serve il deputato? A guarire da una malattia? No, a questo ci pensa il medico! Ad arrestare ladri e rapinatori? No, a questo ci pensano gli agenti!

A salvare le anime? No, a questo ci pensano i preti!A costruire un ponte, una strada….? No, a questo ci pensano gli ingegneri! Ma allora a cosa servono i deputati?

A tutelare i cittadini dai poteri forti, dalle Multinazionali, dalla criminalità mafiosa specie dei colletti bianchi, a costruire un percorso di giustizia di libertà e di pace, per noi tutti senza distinzione di sesso o religione o colore.

Oggi invece non fanno il loro dovere, quello imposto dalla Costituzione, ma si vendono a quegli stessi poteri forti e quelle stesse Multinazionali dalle quali dovrebbero proteggerci”.