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Parlamento e Mattarella raggiunti. ”La nostra produzione agricola in mani sbagliate”

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Quote latte, la vicenda non è ancora chiusa. Un torbido inganno che ha messo in ginocchio l’intero comparto agricolo, prosciugato le tasche degli italiani e dirottato ogni anno diversi miliardi di euro in mano a degli eccellenti speculatori. La ”struttura para mafiosa all’interno della Pubblica Amministrazione” scoperta ha fatto cadere qualche testa, ma siamo lontani da ”giustizia è fatta”. Una rete di società complessa ed articolata capace di influenzare l’intero comparto agricolo, dalla produzione al mercato. Un documento scottante sul tavolo del Presidente Mattarella

Una vicenda tutt’altro che conclusa quella delle quote latte che coinvolge tutto il comparto agricolo, tanto da spingere Federscudo, l’unione tra Federcontribuenti e Scudo Carabinieri a predisporre, tra l’altro, una interrogazione con risposta scritta e orale. Una richiesta di chiarezza, appoggio e sostegno che si spinge fino al Presidente Mattarella, mettendolo al corrente di un ”sistema criminale”. ”Una complessa rete di data base e terminali non certificati che permettono a Roma ( AGEA ) e alla periferia ( CAA ) di inserire, modificare e cancellare dati senza alcun tipo di tracciamento nel più completo anonimato e certezza dell’impunità. Facile creare fittizi intestatari di proprietà e quindi beneficiari di contributi, modificare le produzione di ogni tipologia di prodotto agricolo pur di mettere le mani sui fondi erogati per lo specifico settore e modificare i prezzi di mercato come i livelli di produzione per meglio speculare”. Si parla di ”maxi tangente agricola”, un sistema che vede attori proprio negli Enti e Dicasteri chiamati a sorvegliare e tutelare il comparto agricolo e che vede coinvolte anche associazioni di categoria di noto spessore, in un reiteratosaccheggio di risorse pubbliche”.
”Non solo le quote latte, sotto indagine tutta la produzione agricola, – sottolinea il Presidente Paccagnella che assieme al Generale Pappalardo presiedono Federscudo -, dalla produzione di ogni singolo ortaggio o prodotto frutticolo, alla loro messa in vendita, all’importazione dietro accordi sottobanco e pilotaggio dei contributi europei”. Il settore agricolo ha una importanza strategica nazionale, è un motore trainante finito sotto il fuoco nemico, ”un settore tanto ghiotto da essere finito nelle mani di speculatori senza scrupoli”.
Sulla questione delle quote latte è stata fatta cadere qualche testa, ma non tutte.
Pochi condannati in via definitiva se teniamo conto dell’articolato sistema criminale che aveva paralizzato, congestionato, monopolizzato tutta la produzione di latte, arrivando a ”schiavizzare” le mucche per far produrre quanto più latte era possibile alterandone la natura, gonfiando il numero dei produttori, schiacciando quelli onesti. Qualcuno ha cercato di tenere nascoste informazioni e relazioni scottanti. Ad esempio, il titolare degli accertamenti, il Colonnello dei CC, Mantile, ha subito pressioni affinchè ”rivedesse la propria relazione”: Il 16 aprile 2010 è stato nominato Ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, pochi giorni dopo il suo insediamento invitava a cena il Tenente Colonnello Mantile. All’incontro hanno partecipato l’on. Filippo Ascierto, il dott. Bellieni, Dirigente regionale del Veneto, il Generale dei Carabinieri Goffredo Mencagli. Il 20 luglio 2010 Mantile incontrava Ambrosio, ( Capo Gabinetto del Ministero delle Politiche Agricole, già condannato per i fatti ) recandosi all’appuntamento con un registratore, perchè insospettito da tutta una serie di situazioni. L’intercettazione è stata inviata alla magistratura il 10 novembre 2010. Dall’intercettazione si rileva che Ambrosio evidenziava un serio problema politico con l’Unione europea, in quanto sarebbe stato difficile giustificare che per oltre 20 anni i dati della produzione di latte erano errati e che le multe applicate non erano corrispondenti alla reale situazione invitando l’Ufficiale a rivedere la relazione e di essersi recato dal generale Arturo Esposito, Capo di Stato Maggiore dell’Arma, per cercare di trovare una soluzione “politica”. Il risultato dell’allora e odierna gestione di tutto il comparto agricolo è il seguente: ”molti imprenditori agricoli si sono rivolti a noi perchè traditi dalle proprie associazioni di categoria. 12 mila oneste aziende fallite perchè non allineati con il sistema criminoso, fatte oggetto di pignoramento da parte di Equitalia, per le multe sulle quote latte, scuoiati vivi, in favore di mazzette. Tutto questo oggi è stato presentato ufficialmente al Governo e al Presidente Mattarella con l’augurio di un grido, ”giustizia è fatta”.

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