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Rc Auto: l’Ania rema contro gli assicurati

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rcautoLe polizze auto non aumentano per effetto di un aumento delle truffe sui sinistri, o degli incidenti, ma, per una mancata attuazione della legge. Per fermare questo potere occorre quindi agire, obbligando le compagnie ad attuare i nuovi criteri, pena, multe salatissime. La colpa è del ministero che non assolve pienamente l’incarico assegnatogli per legge, oppure dell’Ania, associazione delle imprese nazionali, come dice l’Isvap: ”dobbiamo constatare che gli operatori del settore assicurativo, soprattutto le imprese – attraverso la loro Associazione di categoria (ANIA) – danno un’interpretazione delle norme che, di fatto, non consente di far pervenire ai consumatori quei vantaggi che le norme stesse presuppongono”.

( audizione al senato del Commissario Straordinario dell’ISVAP Giancarlo Giannini, Roma, 31 luglio 2012 ).

Nel periodo 1° aprile 2011 – 1° aprile 2012 si è assistito ad un incremento delle relative tariffe medie, con aumenti che si attestano intorno ai 4 punti percentuali, con una punta del 7,1% per il profilo relativo al quarantenne di sesso maschile, con motociclo di 200 cc, in classe Bonus-Malus di C.U. 4, massimale minimo di legge. Isvap dice che le compagnie assicuratrici spiegano la diminuzione del numero di incidenti come effetto del rincaro carburanti travisando la legge che dve disciplinarle. La conferma di tale atteggiamento negativo, fa sapere il commissario straordinario dell’Isvap, si è avuta quando, intervenuta presso le imprese per verificare lo stato di adeguamento a queste nuove disposizioni, chiedendo di conoscere lo stato di avanzamento del processo di definizione delle strategie, commerciali e di gestione dei sinistri, in vista della commercializzazione di polizze con scatola nera e le soluzioni operative adottate per il riconoscimento agli assicurati della riduzione automatica del premio in caso di assenza di sinistri. Lamaggior parte delle imprese operanti nel ramo r.c. auto hanno dichiarato di non avere dato attuazione alle due nuove norme e di aver presentato ricorso davanti al TAR avverso le indicazioni dell’Autorità.

Nel decreto “Liberalizzazioni” vi è anche la norma che costringe le compagnie assicuranti a consultare la Banca dati sinistri, disattesa anch’essa.

In conclusione, dai rilevati comportamenti dell’ANIA si evince purtroppo che il settore ha reagito e sta reagendo ai provvedimenti di liberalizzazione e alla loro attuazione da parte dell’ISVAP in modo assolutamente non collaborativo ma anzi di opposizione assoluta. L’avvocato della Federcontribuenti, Fortunato Forcellino: ” ilmercato assicurativo italiano della rc auto, è la dimostrazione di come in Italia la liberalizzazione non faccia rima con concorrenza e come sia semplice, per chiunque, opporsi a dei decreti legge”. Negli ultimi anni i premi assicurativi sono cresciuti in maniera esponenziale e ormai assicurare una autovettura è veramente impossibile. Questo nonostante una conclamata ed incontestabile diminuzione dei sinistri negli ultimi anni.

Basterebbe rivedere la norma che disciplina i cartelli delle compagnie assicuratrici: il d. lgs. 209/2005 ha imposto, agli assicurati, la richiesta danni non più all’assicurazione del danneggiante, bensì alla propria compagnia assicurativa. ” Dietro il paravento del voler rendere più agevole e veloce il risarcimento per il sinistro si manomettono i dati che invece confermano un drastico calo nella richiesta stessa dei risarcimenti. I risultati di questo fallimento sono sotto gli occhi di tutti e certamente non possono essere addebitati ai comportamenti fraudolenti e truffaldini di assicurati. Il fallimento di questa legge , almeno nel risarcimento diretto è stato determinato dalla pessima abitudine delle imprese assicurative italiane, di non effettuare, nei termini di legge, alcun riscontro e accertamento della effettiva responsabilità dell’uno o dell’altro assicurato, nella causazione di un sinistro. In altre parole si arriva anche all’assurdo che un assicurato chieda , con azione diretta ( imposta per legge ) il risarcimento dei danni alla propria assicurazione e che questa , invece di verificare con la compagnia dell’altra persona coinvolta nel sinistro, di chi sia la colpa, preferisce, spesso e volentieri, quando le versioni sulla dinamica del sinistro sono discordanti, pagare il proprio assicurato su base concorsuale ( il c.d. concorso di colpa) ”. In poche parole, un sinistro, due responsabili, due risarcimenti e aumento della polizza.

Il tutto sotto gli occhi di tutti e con il silenzio colpevole del Ministero competente che omettendo i necessari controlli permette al settore assicurativo di procedere ad aumenti tariffari a suo piacimento.

La situazione diventa poi drammatica al sud dove le compagnie assicurative commettono abusi gravissimi ai danni degli assicurati , con reiterate violazioni della legge 209/2005 (codice delle assicurazioni) che, invece prevede l’obbligo a contrarre. Chiaramente questo obbligo viene superato con disdette massive esercitate per intere zone territoriali e con condizioni generali di assicurazioni che violano le più elementari regole della trasparenza nonché della correttezza e buona fede contrattuale. E in tutto questo il meccanismo della bonus malus, ovvero il sistema creato dal settore assicurativo italiano, teso a premiare con una diminuzione della classe di merito chi non fa incidenti e colpire, con aumenti di due classi ( o anche di più) chi li provoca, diventa un volano di un ennesimo meccanismo contorto. La persona che provoca un incidente non solo avrà un aumento tariffario determinato dal peggioramento di due classi di merito, ma il suo sinistro viene segnalato anche per le annualità successive e molte compagnie assicurative ( se non tutte) finiscono per penalizzare con un aggravio di premio, l’assicurato. A tal riguardo si segnala che l’Isvap ha dovuto censurare alcune compagnie che applicavano una maggiorazione illegittima del premio rc auto all’assicurato che aveva avuto un sinistro negli ultimi cinque anni, prevedendo, espressamente nelle loro condizioni di polizza il predetto aumento.

Si aggiunga il sistema escogitato dalle imprese assicurative per aggirare gli effetti positivi della legge Bersani: questa legge consente ad un assicurato che abbia un precedente contratto rc auto, di poter usufruire, per i componenti del proprio nucleo familiare,( ad esempio per la polizza della moglie o del figlio) di usufruire della stessa classe di merito faticosamente conquistata negli anni senza fare incidenti. Infatti le compagnie si sono inventate l’espediente che permette loro di attribuire si la stesa classe di merito al familiare di quell’assicurato, ma con una tariffa maggiorata almeno del 30%.

Concludendo: se l’Isvap fa notare in audizione il comportamento scorretto delle compagnie assicuratrici, ci aspettiamo che il legislatore intervenga senza se e senza ma al fine di obbligare, le stesse, ad adottare i nuovi provvedimenti. Non srvono raccolte firme, serve attuare la legge.

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