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Sanità, spesa cresciuta di quasi un punto percentuale. Serve sacrificare interi ospedali?

ondo assistenza sanitaria integrativa

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Se un bel giorno ci svegliassimo senza il Servizio Sanitario Nazionale? 2.220 milioni è la somma dei ticket pagati da 46 milioni di italiani ogni anno. Oltre 20 miliardi i debiti verso i fornitori. Mentre si emigra verso le strutture private, le pubbliche, continuano a divorare denaro. Si tagliano le strutture ma non diminuisce il disavanzo. Colpa delle politiche regionali.

Pubblico o privato, quando convenzionato, nel quadro dei servizi sanitari differenziano solo per i tempi di attesa, mentre i costi a carico della collettività coincidono come un cartello di regione in regione. Per Federconribuenti è inspiegabile la variazione dei costi perchè ”esiste un tariffario nazionale” per degenze e visite ambulatoriali ”.

Nel 2014 la spesa sanitaria è cresciuta dello 0,89% rispetto al 2013, la mobilità passiva ci costa 3, 8 miliardi di euro l’anno. Le Regioni tra loro sono in debito perchè ogni Regione paga un’altra Regione che ha accolto un suo residente che ha deciso di farsi curare fuori la regione di residenza. ”Il nostro SSN è una eccellenza che ci invidia mezzo mondo ma che rischia di morire perchè prigioniera dei poteri politici regionali fuori controllo – ribadisce Marco Paccagnella, presidente della Federconribuenti -, faccio due esempi per comodità: un rx toracico prenotato (tempi medi per prenotazione 30 minuti ) al Centro unico prenotazioni di una azienda ospedaliera costa 35 euro e spicci e lo fanno nel giro di 5 giorni, lo stesso esame prenotato in una clinica privata dell’Arcella, fuori convenzione, 32 euro e lo fanno il pomeriggio stesso. Secondo esempio con la visita oculistica. In convenzione escluso fundus dell’occhio che costa 10 euro: 30 euro e 50 centesimi prenotato oggi, visita a fine febbraio. In clinica privata con fundus dell’occhio, 40 euro visita entro la settimana”.

Anche per le garze, aghi e ogni altro strumento esiste un tariffario regionale. ”Il costo del ticket subisce variazioni di 2 euro tra regioni, mentre per la stessa prestazione i costi differenziano anche del 500%’‘.

Le consulenze ammontano nel 2014 a circa 780 milioni di euro (+2,48%), un dato da attenzionare se si vuole tagliare gli sprechi.

Fortemente in crescita sono i prodotti farmaceutici ed emoderivati che ammontano a circa 9 miliardi di euro e che crescono del 7% rispetto al 2013.

Informazioni al cittadino.

In pochi sanno che fare le analisi del sangue e delle urine di routine con la ricetta bianca timbrata dal proprio medico fa risparmiare di almeno 10 euro rispetto alla ricetta rossa. In alcuni casi il risparmio equivale alla metà del costo di una ricetta rossa.

”Il tema interessa poco l’opinione pubblica perchè il cittadino può ancora recarsi al vicino pronto soccorso e trovare le cure di cui necessita, perchè il ticket è ancora abbordabile, perchè siamo così abituati ad avere una sanità quasi a costo zero da non temere di ritrovarci senza medico o ambulatorio. Ma bisogna fare attenzione perchè i segnali di un crollo definitivo ci sono tutti. Andrebbe svolto uno studio dei costi industriali dei singoli esami clinici, andrebbero verificati gli appalti regione per regione. Bisognerebbe togliere fondi e poteri sulla sanità alle Regioni e centralizzare il meccanismo a Roma”. Non è la politica che dovrebbe dirigere il SSN perchè oggi la politica ha raggiunto tale livello di corruzione da distruggere ogni terra dove posa piede.

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