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Sospese le cure per 300 pazienti in cura presso il centro iperbarico da 8 mesi. Nessuno sa di chi sia la colpa

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300 pazienti lasciati senza cura da 8 mesi. Al centro della controversia possibili interessi politici ed economici. Federcontribuenti chiede l’intervento del ministro Lorenzin per far luce sull’agire delle Asl locali e regionali. ”Non è chiaro il motivo per cui è stato sospeso il centro, le accuse avanzate non hanno trovato conferma durante le ispezioni. Intanto si somministrano farmaci costosi per la sanità pubblica e si prescrivono ricoveri al Niguarda senza necessità”.

Tutto inizia da una segnalazione fatta scattare da un medico non assunto dal Centro Iperberarico da cui scaturisce una ispezione da parte di inviati dall’ASL poi tutto diventa fumoso; le accuse non trovano conferme, le ispezioni indicano agibile il centro eppure, tutto resta fermo. Ora si attende la decisione del TAR della Lombardia e proprio durante una udienza si è scoperto che il centro iperbarico è stato chiuso per un ”pezzo di carta”, un DVR non aggiornato. ”Questo documento da loro ritenuto carente, è stato redatto un’ infinità di volte da parte del personale del Centro Iperbarico e inviato, ma è seguita una lungaggine burocratica assurda”. I dirigenti del Centro come i pazienti e loro familiari domandano: ”perché paghiamo la Sanità? Per dare lo stipendio a questi burocrati che poi ce la negano in nome di una lotta personale sulla nostra pelle? Cosa ci voleva a sedersi a tavolino e redarlo insieme, fino ad una soddisfazione da parte di entrambi?”. Il Comitato Pazienti OTI del Verbano ha dato incarico all’avvocato Lara Bersani di Federcontribuenti nell’estremo tentativo di far chiarezza in questa palude di burocrazia. ”Quanto ci vuole ad appurare se il Centro in questione rispetta tutte le norme? Durante un sopralluogo da parte dei Carabinieri dei NAS di Milano unitamente a personale A.S.L. non è stato fatto alcun cenno ad eventuali problematiche riguardanti la sicurezza o un grave rischio per la salute dei cittadini, e i NAS non hanno mai preso o attuato provvedimenti restrittivi in tal senso (sequestro) né in quella circostanza né successivamente sino ad oggi”. Le anomalie evidenziate a più riprese dall’A.S.L. ”danno l’impressione di un arrampicamento sugli specchi volte solo a tenere chiuso il centro”. ”Tutto quello che abbiamo appreso strada facendo è che in materia di salute, le Aziende Sanitarie Locali hanno potere assoluto senza dover rispondere a nessuno del loro operato, se non in Regione. Però chi nomina questi i Dirigenti?”. Anche il Direttore del Centro Iperbarico parla di ” un arroccato diritto alla vigilanza che difende non i pazienti, ma le loro poltrone e i loro stipendi d’oro, che stranamente non sono visibili sul sito come previsto dal Decreto Legislativo n. 33 del 14/03/2013 in materia di riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. I dirigenti del centro iperbarico come gli stessi pazienti costituitisi in associazione si sono rivolti a tutti gli organi competenti fino a scrivere più volte al Presidente Mattarella. Eppure lo scontro con l’ASL locale è in stallo da mesi, ”il centro è sospeso e lo resterà fin quando da Roma non si invieranno ispettori al di sopra degli interessi locali”. Il sospetto di tutti è che l’ossigeno non garantendo lo stesso ritorno economico dei farmaci convenzionali non trova simpatizzanti tra i dirigenti che non hanno, assieme ai vari medici, interesse nel tenerlo aperto.

 

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