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Un debito ceduto e nuovi conteggi. Per poche migliaia di euro si lascia chiudere una azienda con 15 dipendenti. La Cotis Impianti

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Una azienda, la Cotis Impianti con 50 anni di storia e con 15 dipendenti costretta a chiudere. Federcontribuenti: ” l’azienda aveva 2 leasing con Credito Valtellinese, questa li cede a Credito Fondiario e il debito originario di 100 mila euro diventa di 150 mila. La Cotis si è resa disponibile a dare subito 70 mila euro ma la proposta è stata rifiutata. Perché lasciare fallire una azienda che produce?”.

E va bene la cessione del debito e vanno bene i riconteggi e ci sta qualche rata saltata. Però la Cotis è pronta a versare subito 60 mila euro a fronte di un debito di 150 mila euro che intende ripagare in 3 o 4 anni: ”domandiamo a Credito Fondiario – perché rifiutare il piano di rientro? Perchè l’ostinazione a lasciare a casa 15 dipendenti? Perché non porsi – in una logica di buon senso – disponibile verso la Cotis Impianti? E perché la Corte di Appello di Milano non ha ritenuto doveroso sospendere, in attesa di una nuova udienza – l’espropriazione del capannone di circa 800 mq lasciando fallire, di fatto, una realtà industriale che lavora e da lavoro?

Tutto nasce quando in crisi di liquidità, l’azienda apre 2 leasing e a seguito di un momento di crisi salta qualche rata per poi riprendersi ma, ”nel tentativo di ripianare il debito gli si alza contro un muro inspiegabile”. Le rate saltate cambiano il piano di rientro che diventa sempre più esoso e il Credito Fondiario si oppone ad una nuova proposta di rientro.

Addirittura nella sentenza di primo grado, ( aprile 2019 ), l’azienda era stata condannata a versare per ogni mese di ritardo nel rilascio del capannone aziendale una somma pari a 9.720 euro a fronte di una richiesta di rientro dal debito di circa 15 mila euro annui.

”La Corte d’appello, ( Milano 8 ottobre 2019 ) sospende l’esecutorietà della sentenza di primo grado limitatamente alla applicazione della penale ex art. 614 bis c.p.c., ritenendola eccessivamente gravosa per la società. Peccato che questa sospensione non ha effetti rispetto alla procedura di rilascio dell’immobile che può proseguire, tant’è che oggi è atteso sul posto l’ufficiale giudiziario”.

La prossima udienza fissata per la precisazione delle conclusioni sarà il 7/7/2020.

La rinegoziazione del mutuo e dopo aver rifatto anche i conteggi, la Cotis Impianti dovrebbe saldare – per estinguere il debito – circa € 150.000.

”I titolari dell’azienda hanno cercato, tramite i legali, di offrire una somma pari alla somma dovuta , ma diluita nel arco temporale di 3 – 4 anni versando subito 60/70 mila euro in unica soluzione”.

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