200 mila sordi e sordociechi e la Legge quadro sui loro diritti

La relazione, in commissione lavoro, di Gessica Rostellato sulla Legge quadro sui diritti di cittadinanza delle persone sorde per: ” il riconoscimento dei diritti delle persone sorde e sordocieche, attraverso la rimozione delle barriere alla comunicazione e alla partecipazione alla vita collettiva e il sostegno degli strumenti finalizzati alla prevenzione e alla cura delle disabilità nonché della lingua dei segni italiana (LIS)”. Federcontribuenti: ”non accettiamo una mancanza di fondi in tema di Diritti Umani”.

Parliamo di quasi 200 mila persone in Italia tagliate fuori dal mondo che li circonda per pigrizia e disinteresse quando abbiamo gli strumenti e gli insegnamenti per dargli le stesse opportunità di un normodotato e la stessa qualità della vita”. Gessica Rostellato ha così relazionato: ”l’articolo 3 prevede la promozione dell’uso di strumenti idonei a prevenire ed identificare precocemente la sordità e la sordocecità, degli interventi di sostegno psicologico per tutti i bambini nati o divenuti sordi o sordociechi, nonché gli interventi informativi e di sostegno pedagogico e psicologico per le rispettive famiglie”.

Di Diritti Umani e Diritto alla Vita ne facciamo sempre ”bellissimi slogan elettorali -, dice Paccagnella di Federcontribuenti -, la stessa Madre Chiesa li usa come mezzo di persuasione ma nella pratica le disabilità in Italia sono un tabù e un incubo per le famiglie lasciate sole, senza mezzi e strumenti. Se non abbiamo fondi da utilizzare che si organizzi una una raccolta dove sia il Vaticano, sia i nostri politici, devono provvedere dimostrando di avere davvero a cuore i diritti di tutti i cittadini italiani”.

Nella relazione della Rostellato si parla anche del comma 3 che prevederebbe ”la costituzione in ciascuna regione di centri specializzati, idonei a rendere effettive le misure previste dall’articolo in esame”. I sordi e sordociechi in Italia non trovano accessibilità nel mondo del lavoro, nel rapporto con le istituzioni, nello studio nelle facoltà universitarie.

”La Repubblica, – ricorda la Federcontribuenti -, è tenuta a promuovere l’accessibilità degli ambienti e degli edifici e la diffusione ed utilizzo di qualsiasi forma di comunicazione alternativa alla lingua parlata, quali la LIS e le tecnologie per la sottotitolazione. E anche nella pubblica amministrazione i sordociechi devono avere la disponibilità di servizi di interpretariato in LIS e LIS tattile nei procedimenti giudiziari e nell’ambito dell’amministrazione penitenziaria per renderli cittadini alla pari”.

Inclusione scolastica.

L’articolo 5 definisce le norme per l’inclusione scolastica, nella cornice dei principi e delle finalità sanciti dal recente decreto legislativo n. 66 del 2017. ”Si tratta, – sempre nella relazione della Rostellato -, dell’obbligo di garantire i servizi di sostegno e all’inclusione dell’alunno disabile, tra cui anche l’interprete in LIS e LIS tattile. Ci aspettiamo dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, la determinazione degli standard nazionali dei percorsi formativi per l’accesso a tali professionalità e per la definizione di norme transitorie per chi già esercita le medesime professioni”.

Infine ”l’inclusione lavorativa” perchè queste persone lo sono sotto ogni punto di vista e hanno diritto al proprio sostentamento”.

Federcontribuenti invita ”il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri interessati per quanto di competenza, le università e gli enti di ricerca, le associazioni di rilevanza nazionale maggiormente rappresentative per la tutela e la promozione dei diritti delle persone sorde e sordocieche, nonché le associazioni professionali operanti nel settore a mobilizzarsi onde promuovere la Legge quadro sui diritti dei sordi e sordociechi così come relazionato nei 14 articoli che compongono la legge stessa”.

L’articolo 14 reca la clausola ”si ritiene si debba valutare se l’effettiva garanzia dei principi affermati dal provvedimento possano essere conseguiti senza prevedere lo stanziamento di nuove risorse finanziarie”’. Se così non fosse possibile, ‘‘si dovranno trovare modi alternativi per garantire i fondi necessari” questo l’appello della Federcontribuenti.