A Chiavari arriva l’Antimafia e forse la verità sull’Operazione Preli

Dopo 17 anni di tribolamento approda in Commissione Antimafia la vicenda che ha coinvolto e travolto la vita di Nadia Gentilini. Federcontribuenti: ”sono mafiosi i mandanti e gli esecutori, ma anche chi, chiamato ad indagare, finge di non vedere o perde fascicoli negli archivi delle procure. La nostra è una linea dura poiché non può esserci sufficienza nella lotta alla mafia”. A Chiavari arriva l’Antimafia.

A Roma la mafia ha segnato un altro punto a suo favore, ma di questo torneremo a parlare. Ora siamo in Liguria e a parlare è il Vicepresidente della Commissione Antimafia Luigi Gaetti: ”le mafie in Liguria hanno raggiunto livelli di vero e proprio radicamento. Purtroppo anche agli occhi delle istituzioni”.

”Di mafia si deve parlare e ad alta voce e si deve essere in tanti per evitare di diventare vittime dell’omertà e della tracotanza mafiosa così ben accetta nei salotti frequentati da tanti uomini delle istituzioni – spiega Roberta Lemma vicepresidente della Federcontribuenti -. Se non ci fosse stato questo silenzio, questa stupida paura, questo sposalizio tra gli apparati mafiosi e le istituzioni attraverso figure politiche che hanno nomi e cognomi, se non esistesse la devianza in seno alla stessa magistratura le mafie si sarebbero colpite fino a debellarle dalla nostra società. Dobbiamo riprendere seriamente la lotta alla mafia, che sia di strada o borghese. Soprattutto dobbiamo essere severi con chi ha aperto alla mafia le porte dello Stato”.

In Liguria, riporta Gaetti, ”si scopre dalle intercettazioni che sono 20 anni che si manipolano gare d’appalto, su rifiuti e movimento terra in particolare, le istituzioni hanno sottovalutato cose evidenti a tutti, speculazioni edilizie, dissesto idrogeologico. Anche la Procura ha parlato di – cultura investigativa non ottimale – , più attenta a perseguire i reati che non a inquadrare i reati nella sua globalità”.

Anche Andrea Milioni, attraverso le pagine del suo blog, – Le Verità Indegne -, si unisce al cerchio che si è stretto attorno a Nadia Gentilini e scrive: ”dall’Antimafia, bisogna ripartire per smascherare questo illecito, per punire i colpevoli, per ridare la dignità ad una persona che nel giro di questi ultimi 17 anni ha perso tutto. Perché ad oggi Nadia Gentilini per lo Stato è inesistente. Senza identità, senza residenza. Ricordo che qui sono stati corrotti giudici, tribunali, avvocati, affinché non si potesse procedere ad una indagine che avrebbe valso la fine per molti. Adesso l’Antimafia deve fare ciò per cui è stata costituita. Adesso i colpevoli devono pagare”.

Il metodo mafioso è quello strumento vigliacco attraverso il quale si ”falsa ogni principio ideologico e morale atto a tutelare e dare serenità ai cittadini. Un potere più forte di qualunque ragione logica e al di sopra di qualunque grado istituzionale. Un potere che non conosce ostacoli, che non si ferma, che non si abbatte se non con la convinzione di abbattere quel muro di omertà di cui si circonda e su cui conta, per creare intorno a se quello spazio necessario affinché nessuno si renda così scomodo da far crollare il castello eretto. Due entità – lo Stato e le mafie – opposte e contraddistinte ma perennemente unite nel dissacrare gli organi che compongono lo Stato stesso, ed in grado di radere al suolo una società che da sempre si è distinta ed è sopravvissuta sulla forza imprenditoriale di aziende e società che hanno avuto un ruolo determinante in questo Paese”.

Ora resteremo di guardia a Chiavari e seguiremo passo dopo passo i lavori della Commissione Antimafia nel pieno rispetto di quel senso del dovere che deve tornare a padroneggiare in ognuno di noi!

La storia di Nadia Gentilini

Intervista integrale e trascritta a Nadia Gentilini su – Le verità Indegne