Tesseramento
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    Giacomo Sanfilippo

    Il mio anomalo caso è ben diverso di questo signore che la banca, nel tempo, gli ha sottratto dei danari. Io, ho da fare con dirigenti e funzionare molto, ma molto disonesti della Agenzia delle Entrate di Agrigento che hanno emesso più accertamenti a fronte di un PVC che andava invalidato e più cartelle di pagamento in virtù di più Sentenze Tributarie emesse da una manica di Giudici con nani cervelli che hanno emesso più Sentenze con il rigetto dei miei ricorsi e appelli, nei quali si leggono più errori di sommata riguardante gli anni 1992 e 1993 e l’inserimento al PVC degli anni 1994 e 1995 che, per quanto riguarda l’anno 1994 c’erano 41 giorni per la presentazione della dichiarazione dei redditi e per l’anno 1995 c’era un anno in più. I millantatori militari delle Fiamme Gialle come si legge dalla trascrizione dell’audio-cassetta fatta eseguire dalla Procura di Agrigento, avevano ricevuto ordine del loro Capitano Fabio Migliori che dovevano camuffare il PVC, che, a sua volta, il Capitano doveva favorire chi di suo dovere. L’ Agenzia delle Entrate di Agrigento, non solo ha preteso somme da me non dovute, mi ha anche querelato presso la Procura di Agrigento per diffamazione, che, il PM Andrea Bianchi, alla conclusione delle indagini ha chiesto ed ottenuto dal GIP Stefano Zammuto l’archiviazione del procedimento penale. In virtù di tutto ciò, ho diffidato la Agenzia delle Entrate di Agrigento e il Ministero dell’Economia e delle Finanze a pagare la somma di € 7.500.000,00 come risarcimento danni alla mia immagine di uomo onesto e per due sopraggiunti infarti cardiaci che hanno causato seriamente la mia salute, Il già Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti; Tommaso Padoa Schioppa; Mario Monti; Attilio Befera; e L’Ente fiscalità di via Mastai 11 Roma non hanno mosso un dito per chiudere questa oscura faccenda di faccendieri disonesti lasciandoli brancolare nel buio pesto. Gli ultimi tre, si sono fatti querelare per inadempienza professionale presso la Procura di Agrigento. Mentre invece, la SERIT – Agrigento e l’Agenzia delle Entrate di Agrigento si sono fatti querelare per altri reati molto più gravi. Per la veridicità clicca su http://www.sanfilippo-editore.it

  2. 2

    Giacomo Sanfilippo

    DIFFIDA ALLA AGENZIA DELLE ENTRATE DI AGRIGENTO DEL 15/05/2014

    Per leggere le memorie difensive e l’opposizione clicca su http://www.sanfilippo-editore.it e vai su lettere e denunce. Nello specifico, alle pagine 322 – 343.

    GIACOMO SANFILIPPO
    EDITORE
    C/DA BAGLI 53, 92026 FAVARA (AG)
    TEL. FAX. 0922.32115 – Cell. 347.6862733
    Opera pubblicata: IGNOMINIE EPOCALI VOL. I
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    E-mail: info@sanfilippo-editore.it
    sanfilippo-editore@libero.it

    AL DIRETTORE PRO TEMPORE ED
    AL RESPONSABILE LEGALE DELLA
    AGENZIA DELLE ENTRATE VIALE DELLA
    VITTORIA 92100 AGRIGENTO

    Oggetto: LA RESA DEI CONTI.
    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara, ed ivi residente in contrada Bagli 53, si riferisce:
    Alla diffida del 10/04/2013 che richiama le diffide e lettere denunce del:13/06/01 – 02/08/01 – 25/09/01 – 06/12/01 – 12/02/02 – 06/03/02 – 14/03/02 – 19/10/02 – 12/11/02 – 31/01/03 – 25/10/03 – 20/11/03 – 04/02/04 – 04/03/04 -10/03/04 – 09/05/06 – 03/06/06 – 10/06/06 – 20/06/06 – 12/10/06 – 21/11/06 – 18/12/06 – 18/12/06 – 25/09/07 – 09/01/08 – 08/02/08 – 08/02/08 – 23/03/09 – 22/06/09 – 03/06/2010 – 07/06/2010 – 31/01/2012 – 08/03/2012 – 11/04/2012. Mirate ad ottenere la cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, la cancellazione delle ipoteche, la cancellazione dei fermi amministrativi, la cancellazione dei pagamenti emessi abusivamente a ruolo da codesta Agenzia delle Entrate in virtù di più Sentenze Tributarie illegittime ed incostituzionale emesse da una manica di Giudici con nani cervelli delle CTP e CTR. rimaste senza esito alcuno. Così come, l’ultima diffida del 10/04/2013. Allegato 1 cartella 1 CD-R in allegato. Denominato complotto Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate di Agrigento.

    Per cui, il 26/04/2013 ho dovuto sporgere querela presso la Procura di Agrigento, nei confronti del direttore pro tempore ed il responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento in carica dalla data 15/04/2013, per rifiuto documentazione, inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi. Allegati 2 e 3 cartella n° 1.

    Alla diffida del 10/04/2014 nei confronti della SERIT – Agrigento riguardante l’intimazione di pagamento n° 29120139002865253000, cartella di pagamento n° 29120040010482330000 di € 170.822,08 del 20/05/2004, notificami ai fini interruttivi della prescrizione, in data 09/04/2014 tramite il municipio di Favara. Ciò al fine di estorcermi del danaro in nome e per conto della già diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento. File 7 cartella 2.

    La SERIT – Agrigento, con nota del 24/04/2014 ribadisce ancora una volta che le superiore richieste devono essere proposte esclusivamente nei confronti dell’Ente Impositore. Cioè, all’Ufficio delle Entrate di Agrigento, che, proclamandosi titolare del credito, ne richiede la riscossione per il tramite dell’Agente. File 8 cartella 2.

    (((Il direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, Leto Pietro Pasquale, che tramite mia lettera – denuncia del 25/10/03, pagine 45-47 File 4 cartella 3, si trovò innanzi a quel falso PVC stilato dai tre sotto indicati millantatori militari delle Fiamme Gialle di Agrigento. Che in data 27/08/94 avevano chiesto ed ottenuto dal PM Pietro Pollidori la documentazione reperita nelle banche nei mesi di Giugno e Luglio 94 per l’utilizzo ai fini fiscali. Peraltro, attestato nella Pagina 6 File 3 cartella n° 3.
    Che, non avendo rilevato alcuna evasione fiscale non hanno inoltrato verbale alcuno. Il PM Pietro Pollidori in mancanza di comunicazione documentale da parte dei detti Militari delle Fiamme Gialle chiese ed ottenne dal GIP Rita Carosella l’archiviazione del procedimento penale n° 593/94. Pagine 26 – 29 File 6 cartella 3.
    Quindi, la documentazione bancaria di cui sopra per due ordini motivi non doveva essere adoperata per la verifica fiscale e generale nei miei confronti, autorizzata illegittimamente dallo sparatore alla CROCE ROSSA PM Stefano Dambruoso.

    Il primo motivo, è che tale documentazione era a disposizione della Guardia di Finanza di Agrigento sin dal 27/08/94 e per la mancata relazione da parte della Guardia di Finanza al PM Pietro Pollidori, il procedimento penale n° 593/94 venne archiviato;

    Il secondo motivo, è che nello stesso provvedimento d’archiviazione non si legge comunque resta indagato per evasione fiscale. Quindi, un vero e proprio abuso di potere sia da parte della Guardia di Finanza, sia da parte del PM Stefano Dambruoso della Procura di Agrigento.

    La Guardia di Finanza di Agrigento che per loschi scopi che leggeremo più avanti, in data 15/02/95 e non entro la data della richiesta di archiviazione, né entro 10 giorni dell’avviso della richiesta di archiviazione avanzata al GIP – SEDE dal PM Pietro Pollidori. E cioè, tre mesi dopo che il provvedimento penale 593/94 era all’archiviazione deposita nota n° 112 UG presso la Procura di Agrigento, nella quale si legge che la ditta Sanfilippo Giacomo deve essere sottoposta a controllo fiscale eccetera, eccetera. Il PM Pietro Pollidori che per il fatto che aveva chiesto ed ottenuto dal GIP Rita Carosella l’archiviazione del detto provvedimento 593/94 non l’ha preso in considerazione.

    A prenderla in considerazione è stato lo sparatore alla CROCE ROSSA PM Stefano Dambruoso e seduta stante emette illegittimo provvedimento n° 112 UG delegando la Guardia di Finanza per la perquisizione della mia abitazione e per il controllo fiscale e generale nei miei confronti.
    Illegittimo, in quanto, non ha osservato quanto si legge nella prima pagina ed emette provvedimento che si legge nella seconda pagina, che viene annientato dalle attestazioni dei tre viscidi militari delle Fiamme Gialle, che per la verifica hanno adoperato la documentazione reperita nelle banche nel Giugno e Luglio 94. pagina 6 File 3 cartella 3;
    Dalle attestazioni, che per i redditi conseguiti nell’anno finanziario 1994 il soggetto verificato è ancora nei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi e pertanto le situazioni accertate vengono qui di seguito esposte allo scopo di fornire all’Ufficio elementi di valutazioni. Pagina 31 File cartella 3;
    Dalle attestazioni del Tenente Gaspare Cilluffo della stessa Guardia di Finanza di Agrigento, che afferma, durante le operazioni di verifica sono stati svolti controlli incrociati presso imprese e persone che avevano intrattenuto rapporti economici con il signor Sanfilippo Giacomo. Ciò, al fine di ricostruire i ricavi dell’esercizio delle attività economiche connesse con l’allevamento di conigli e la mediazione in affari e ulteriori operazioni aventi vantaggi economici delle quali gli operanti non disponevano né dispongono di nessun elemento certo. Queste ultime operazioni, come si evince dall’allegato n° 3 (verbale delle operazioni compiute a carico di Sanfilippo Michele) non hanno evidenziato situazioni tali da dover essere fatti oggetto di menzione in questa trattazione. Pagina 92 cartella 3.
    A completare l’opera sono stati i Funzionari della locale Agenzia delle Entrate che nella loro totale incapacità di intendere e di volere hanno emesso più accertamenti per gli anni 1992 – 1995. Quando erano più che certi che nel foglio 18 che si riferisce all’anno 1992 esiste una contabilità di lire 24.481.000 errata. Corretta lire 23.735.000 Pagina 51 File 3 cartella 3;
    E nel foglio 20 che si riferisce all’anno 1993 esiste una contabilità di lire 49.177.319 errata. Corretta lire 60.864.319 pagina 69 File 3 cartella 3;
    Ma i Funzionari di pessima professionalità non si sono fermati solo ad emettere gli accertamenti per gli anni 1992 -1993 ignorando i superiori errori di sommata. Assolutamente. Hanno continuato ad emettere accertamenti anche per gli anni 1994 e 1995.
    Quando era loro dovere informare il direttore pro tempore dott. Coppola e successivamente il dott. Giorgio Verduci della locale Agenzia delle Entrate, che il PVC stilato dai tre militari delle Fiamme Gialle con l’anima nera come la pece era ed è pieno dei vizi già citati; Dal vizio che si legge nella prima pagina sottoscritta dal PM Pietro Pollidori, che attesta: considerato che appare assolutamente necessario acquisire al procedimento penale n° 593/94 copia relativa alle dichiarazioni dei redditi per gli anni 1992 e 1993 di Sanfilippo Giacomo nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli. Quindi, gli iniqui operanti la verifica non avevano alcun motivo di includere alla verifica anche gli anni 1994 e 1995;
    E dal vizio, che al momento della chiusura del tragico PVC, per l’anno 1994 c’erano 41 giorni per la presentazione della dichiarazione dei redditi e per l’anno 1995 c’era un anno in più. E perciò doveva essere assolutamente invalidato.

    E alle terrificante attestazioni del reo confesso Maresciallo già Brigadiere Garziano Rosario della Guardia di Finanza di Agrigento. Peraltro, trascritte dall’audio-cassetta dalla Procura di Agrigento in virtù del fascicolo n° 2095/1 mod. 45. Che, stando al numero del fascicolo è stato aperto per le due denunce con invio libro CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2 edito nel Settembre 2001. Al Procuratore Piero Grasso della Procura antimafia di Palermo e al Procuratore Pier Luigi Vigna della Procura antimafia di Firenze. E non sulla mia prima querela del 05/02/02 sporta nei confronti di: Fabio Migliori Capitano; Falsone Nino Maresciallo M.; Garziano Rosario Maresciallo già Brigadiere della Guardia di Finanza di Agrigento. E nei confronti del Maresciallo dei Carabinieri di Favara, Epifanio Giordano. Pagine 5 e 6 File 3 cartella 3.

    Ed affidato al PM Carmine Olivieri, dalla quale trascrizione prendiamo in esame le pagine 2,4,5,6,8,13,14, 15,16,21,25,26,28.
    A pagina 4, il Maresciallo reo confesso attesta: il Capitano quando abbiamo fatto gli accertamenti bancari aveva visto che lei faceva, da una parte li metteva, dall’altra parte li prendeva. Erano giro banca e non c’era nulla e poi nulla ai fini fiscali;
    A pagina 5 attesta: l’Autorità Giudiziaria autorizzò a fare il controllo fiscale nei suoi confronti non potendolo incastrare per altre cose l’ha voluto incastrare per il fatto… ha capito cosa è stato? Nella stessa pagina attesta: che non si poteva rifiutare di firmare il PVC perché era un militare sott’ordine. Quindi, un ubbidir tacendo;
    A pagina 13 attesta: lì per lì non era niente, perché era un atto e gli mancava il biglietto da potere allegare. Il biglietto che gli mancava, e che mi estorse con il suo sporco potere, era il mio biglietto da visita che per darmi delle arie avevo messo che ero procacciatore di affari;
    A pagina 14 attesta: siccome la legge bancaria, purtroppo non contempla il fatto che… siccome lei faceva come i giochi di tre carte… quelli li passava qua, quelli li passava là, bastava un po’ di attenzione in più… ma comunque… guardi non è cosa del maresciallo Falsone perché ricevette degli ordini dal capitano;
    A pagina 15 attesta: ha ricevuto ordine dal capitano… questo glielo posso assicurare io che il capitano disse, andate a fare questa verifica generale… ed è venuto pure lui. Ma chi l’ha ordinata di farla camuffata? Il capitano o il Maresciallo di testa sua l’ha camuffata? Risponde: e vabbè… la firmata pure il capitano la verifica… eh… e certo lui. Poi, al Maresciallo gli ha consigliato delle cose… io ad esempio non firmavo per modo di dire va… io intanto non firmavo… non è lo stesso… non cambia niente… se gli diceva… lei firmasse… sarà indulgente… sarà che… intanto… ahh… voi due parlavate… a me neanche mi scoglionava proprio vedere tanti altri lavori a Favara che ci stavano gente che fanno fatture false dalla mattina a sera… proprio da lei che vendeva conigli dovevano venire?;
    A pagina 21 attesta: la fonte del suo male non è stato il Maresciallo Falsone, ma il Maresciallo Giordano dei Carabinieri di Favara, soprattutto un suo amico che ha fatto il delatore, dicendo al Maresciallo che dava danaro a strozzo. Poi il resto chiaramente l’ha fatto il Maresciallo Giordano per fare carriera;
    A pagina 25, alla mia affermazione che avevo mandato il libro CAINI PER VIRTU’ FAVARA DUE pubblicato nel Settembre 2001, al Colonnello della Guardia di Finanza Giuseppe Conti, risponde: io innocente sono;
    A pagine 26 attesta: che ho fatto bene a mandare il libro al Colonnello della Guardia di Finanza; al Colonnello dei Carabinieri; al Prefetto di Agrigento; alla dirigenza della Agenzia delle Entrate di Agrigento; al presidente del Tribunale di Agrigento; al Procuratore Capo della Procura di Agrigento, perché aprissero una inchiesta. Risponde, gli elementi li hanno tutti;
    A pagina 28 nega di avere usato la documentazione bancaria requisita nei mesi di Giugno e Luglio del 94 per le indagini riguardante il fascicolo 593/94 art. 644, procedimento archiviato in sede di indagini dal GIP Rita Carosella per delle SIT a mio carico. E tanto altro ancora. Pagine 14 – 44 File 4 cartella 3.
    Le pagine di questa cartella si leggono in lingua sicula. Nelle pagine 168 – 178 del libro IGNOMINIE EPOCALE VOL I si leggo in lingua nazionale. Cartella 4. Così come nelle pagine 80-89 del Sito Internet in intestazione.

    Anziché porre rimedio all’intricante situazione ch’era quello che non avevano fatto i dottori Coppola e Verduci, di formulare nota informativa nei confronti dei tre millantatori militari delle Fiamme Gialle; nei confronti del Maresciallo guerrafondaio Giordano Epifanio dell’Arma Benemerita; nei confronti dei dirigenti e funzionari incapaci di intendere e di volere che hanno emesso gli accertamenti per gli anni 1992 – 1995 e depositarla presso la Procura di Agrigento per le dovute indagini preliminari e alla conclusione delle indagini iscriverli nel registro di notizie di reato loro commesso. Il 18/11/03, per non far scoprire gli scheletri che tenevano gelosamente nascosti nei loro armadi, tirò dalla sua parte l’Ispettore Salvatore Vaiarelli e gli ha fatto attestare quanto a lui, ai militari delle Fiamme Gialle e agli altri annidacchiati all’interno della locale Agenzia delle Entrate di Agrigento faceva comodo. Pagine 49-62 File 4 cartella 3.

    Infatti, il subdolo Vaiarelli, nella sua relazione Ispettiva non parla del dossier rielaborato già in possesso dal direttore pro tempore Leto Pietro Pasquale. Come in effetti, si legge nelle note prot. n° 268/03 UI e prot. n° 93835/03 UI. Sottoscritte dal direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Sicilia Ufficio Ispettivo di Palermo, dott. D’Amato. Pagine 63-75 File 4 cartella 3.
    Il dott. Mazzarelli della Agenzia delle Entrate direzione Regionale di Palermo, in virtù di tutte quelle scelleratezze attestate dal Vaiarelli, formula nota informativa e la invia al Generale B. Cosimo Sasso della Guardia di Finanza della Regione Sicilia.
    Quest’ultimo, formula nota informativa e la invia al Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento.
    Quest’ultimo, formula due note informative e le manda al Procuratore Capo della Procura di Agrigento dott. Ignazio De Francisci.
    Quest’ultimo, affida le dette note al PM Caterina Salusti affinché soddisfi le richieste del Colonnello Conti che gli chiedeva di valutare la possibilità di far conoscere le decisioni assunte in merito all’eventuale rilevanza penale delle affermazioni dell’esponente Giacomo Sanfilippo nei confronti dei militari del Corpo della Guardia di Finanza. Pagine 76-79 File 4 cartella 3.
    Nelle pagine 80-83 File 4 cartella 3, si legge la richiesta di archiviazione del provvedimento n° 834/08 mod. 21 iscritto sulla querela sporta presso la Procura di Agrigento per diffamazione nei miei confronti, dai due MARAMALDI Leto e Spoto, della Agenzia delle Entrate di Agrigento, affidato al PM Andrea Bianchi. Che, dopo le relative indagini avanza richiesta di archiviazione al GIP – sede. Il GIP Stefano Zammuto, il 13/05/2010 condivide le ragioni addotte nella richiesta che precede, che fa proprie, dispone l’archiviazione del procedimento e la restituzione degli atti al PM.

    Mentre dalla prima, alla quarta pagina del File 4 cartella 3, si legge l’annullamento senza rinvio della Sentenza relativamente all’anno 1994 perché il fatto non sussiste. Da parte della Suprema Corte di Cassazione. E la revoca della Sentenza 259/96 emessa arbitrariamente dal Giudice di legge penale Maria Agnello Presidente del Collegio giudicante di Agrigento.

    Il 31/01/2012 ho formulato ulteriore diffida e l’ho inviata alla Agenzia delle Entrate di Agrigento diretta dal direttore pro tempore La Rocca Giuseppe, già querelato in data 10/11/2011;
    Al direttore Generale delle Agenzie delle Entrate e direttore di EQUITALIA Attilio Befera;
    Al Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti. Ma, evidentemente: Attilio Befera; Mario Monti ed il direttore pro tempore dell’Ente Fiscalità Roma, chiamato in causa da Mario Monti, si sono fatti querelare per inadempienza professionale.

    Cartella 5 per Attilio Befera.
    Cartella 6 per Mario Monti.
    Cartella 7 per l’Ente Fiscalità Roma.
    Cartella 8 per gli esposti – denuncia a Giulio Tremonti.
    Cartella 9 per gli esposti – denuncia a Tommaso Padoa Schioppa.
    Cartella 10 per le Sentenze Tributarie emesse da una manica di giudici con nani cervelli.
    Cartella 11 per le Sentenze penale revocate dal giudice Maria Agnello.
    Cartella 12 per tutte le querele.
    Cartella 13 Sanfilippo – Agenzia Entrate – Palermo.
    Cartella 14 Sanfilippo Procura inchiesta usura ed evasione fiscale.
    Cartella 15 per la trascrizione audio-assetta.
    Cartella 16 per la costituzione parte civile.
    Cartella 17 per Procure: (AG) (PA) (CL) (FI) e Procura Generale Corte di Appello di Palermo.
    Cartella 18 Sanfilippo – Carabinieri di Favara e Agrigento.
    Cartella 19 per la relazione Vaiarelli; direttore pro tempore Mazzarelli di Palermo; Guardia di Finanza di Palermo; Guardia di Finanza di Agrigento e Procura di Agrigento.
    Cartella 20 per complotto Guardia di Finanza Agenzia Entrate.
    Cartella 21 per Sanfilippo – presidenti e Ministri d’Italia.
    Cartella 22 per opposizione alla richiesta di archiviazione al GIP, avanzata dal PM Antonella Pandolfi, procedimento penale 5718/11 mod. 21, che, come gli altri PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli della Procura di Agrigento e Sergio Carnimeo della Procura di Caltanissetta, che per non fare scoprire le iniquità commesse dai due PM sparatori alla CROCE ROSSA Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso; Quelle dei tre associati per delinquere militari delle Fiamme Gialle già citati, che per favorire chi di loro dovere che mi voleva condannato per evasore fiscale, se non per usura, falsificarono il PVC; Quelle dei dirigenti e funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Trasformata a postribolo di gentaglia viscida e malfamata dall’insediamento del Leto Pietro Pasquale; e quelle commesse dai giudici poveri di cervello che emisero più Sentenze con il rigetto poggiandole sulla Sentenza penale n° 259 emessa e successivamente revocata dal giudice Maria Agnello. Ignorando i richiamati fogli 18 e 20 che presentano degli errori di sommata non indifferente. Ignorando le attestazioni dei tre vili militari delle Fiamme Gialle, che per i redditi conseguiti nell’anno finanziario 1994 il soggetto verificato è ancora nei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Pagina 31 File 3 cartella 3.
    Ignorando la Sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio la Sentenza n° 259 del 96 relativamente all’anno 1994 perché il fatto non sussiste da cui derive la revoca delle Sentenze penale. Pagine 1- 4 File 4 cartella 3.
    Addirittura, il Giudice Luigi Birritteri che ha presieduta la Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento del 07/02/2000 ha emesso la Sentenza n° 52/2000 col rigetto richiamando gli anni di imposta 1992 – 1993 – 1994; attestando che il PVC è esente da vizi; richiamando il foglio 20 che come già detto presenta una contabilità errata di lire 11.687.000 e richiamando la Sentenza penale n° 259 del 96, che come già detto è stata revocata dallo stesso Giudice Maria Agnello.
    Il PM Antonella Pandolfi non controverte le mie scritture pubblicate con forte accuse fondate nei confronti di più personaggi appartenenti a vari Istituzioni e dopo 27 mesi di pettinare bambole emette una piatta richiesta di archiviazione. Pagine 2 File 1 cartella 19))).
    Cartella 23 per le memorie difensive depositate in Tribunale GIP in data 15/04/2014.
    Cartella 24 per ulteriore memorie difensive al Tribunale GIP Agrigento del 15/05/2014.

    PER QUANTO SI LEGGE SOPRA E NELLE RISPOSTE DELLA SERIT – AGRIGENTO DEL 04/04/2013 e del 24/04/2014

    Si diffida l’attuale direttore pro tempore e l’attuale responsabile legale della locale Agenzia delle Entrate di Agrigento a provvedere una volta per tutte alla cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, la cancellazione delle ipoteche sui miei beni immobili, la cancellazione dei fermi amministrativi sui miei beni mobili, la cancellazione dei pagamenti emessi abusivamente a ruolo da codesta Agenzia delle Entrate. E di erogare la già richiesta somma di € 7.500.000,00 più interessi maturati dal 07/06/2010, come risarcimento danni per lesione alla mia immagine e al mio decoro di persona onesta e per i due sopraggiunti infarti cardiaci che hanno cagionato seriamente la mia salute.

    CON AVVERTIMENTO

    Che trascorso infruttuosamente il termine di 10 giorni dalla data di ricezione della presente diffida, mi vedo costretto, mio malgrado, a sporgere querela presso la Procura di Agrigento, nei confronti dell’attuale direttore pro tempore e dell’attuale responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Per: Abuso di potere; tentata estorsione continuata e aggravata; Omissione di querela nei confronti dei millantatori militari delle Fiamme Gialle, dirigenti e funzionari infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento; Reiterazione di reato continuato e aggravato dalla continuazione della negazione d’accoglimento delle mie su citate richieste mai controverse: Né da parte di codesta Agenzia delle Entrate di Agrigento, né da parte della Agenzia delle Entrate di Palermo, né da parte di Attilio Befera, né da parte dell’Ente Fiscalità Roma, né da parte di Mario Monti, né da parte di Giulio Tremonti, né da parte di Tommaso Padoa Schioppa, né da parte della SERIT – Agrigento, né da parte dei 5 PM: Olivieri, Salusti, Cameli, Carnimeo, Pandolfi; Occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso i summentovati millantatori militari delle Fiamme Gialle e verso i dirigenti e funzionari infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento che hanno emesso più accertamenti in virtù d’un PVC pieno di vizi. E più cartelle di pagamento a fronte di più Sentenze Tributarie emesse da una manica di giudici privi di senso logico.

    Copia della presente diffida sarà depositata presso il Tribunale GIP di Agrigento.
    Sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione e sarà inviata ove l’esponete riterrà opportuno.

    Allegati:
    Copia diffida alla SERIT – Agrigento del 10/04/2014;
    Copia risposte dalla SERIT – Agrigento del 04/04/2013 e del 24/04/2014;
    Copia delle su citate pagine trascritte dalla Procura di Agrigento 2,4,5,6,8,13,14,15,16,21,25,26,28.
    Uno CD-R della dimensione 587 MB 359 File 85 Cartelle.

    In attesta di Vostro cortese riscontro si porgono,
    Distinti saluti.

    Favara, li 15/05/2014.
    Giacomo Sanfilippo

  3. 3

    Giacomo Sanfilippo

    DEPOSITO ULTERIORE MEMORIE DIFENSIVE PRESSO IL TRINUNALE GIP DI AGRIGENTO, DEL 15/05/2014.
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    GIACOMO SANFILIPPO
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    ALLA SPETTABILE SEGRETERIA DEL GIP
    PRESSO IL TRIBUNALE DI AGRIGENTO

    OGGETTO: ulteriore memorie difensive da integrare all’opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale n° 5718/11 RG MOD. 21 avanzata al GIP – SEDE dal Sostituto Procuratore dott.ssa Antonella Pandolfi ai sensi dell’art.408, co. 2° CPP.
    La SERIT Agrigento in data 24/04/2014 risponde alla mia diffida del 10/04/2014 già depositata in questo Tribunale GIP in data 15/04/2014, attestando che la normativa speciale che regola il sistema di riscossione a mezzo ruolo non consente all’Agente della riscossione di valutare la fondatezza delle ragioni creditorie vantate dall’Ente Impositore negando ogni possibilità di sospendere /annullare un credito iscritto a ruolo.

    L’esercizio di tale facoltà, infatti, è di esclusiva competenza dell’Ente Impositore, che, quale titolare del credito tributario, è l’unico soggetto legittimo (oltre, naturalmente l’Autorità Giudiziaria) ad emettere un formale provvedimento amministrativo di sospensione dell’iscrizione a ruolo e/o cartella di pagamento.

    Peraltro, soltanto l’Ente è a conoscenza dei presupposti dei quali scaturisce l’iscrizione a ruolo e, quindi, si trova in condizione di poter valutare la legittimità del credito azionato.

    Tanto premesso e ritenuto che la particolare situazione da lei esposta non può essere motivo di disapplicazione o interpretazione arbitraria delle regole di diritto la cui inosservanza, peraltro, contrasterebbe con le funzioni demandate dalla legge all’Agente della Riscossione, si rappresenta che le superiori richieste devono essere proposte esclusivamente nei confronti dell’Ente Impositore, nel caso che ci occupa l’Ufficio delle Entrate di Agrigento, che, proclamandosi titolare del credito, ne richiede la riscossione per il tramite dell’Agente.

    Quindi, la SERIT – Agrigento ha scaricato tutta la responsabilità alla Agenzia delle Entrate di Agrigento che, a tal proposito ho diffidato per la seconda volta l’attuale direttore pro tempore e l’attuale responsabile legale della locale Agenzia delle Entrate di Agrigento a provvedere una volta per tutte alla cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, la cancellazione delle ipoteche sui miei beni immobili, la cancellazione dei fermi amministrativi sui miei beni mobili, la cancellazione dei pagamenti emessi abusivamente a ruolo dalla Agenzia delle Entrate. E di erogare la già richiesta somma di € 7.500.000,00 più interessi maturati dal 07/06/2010, come risarcimento danni per lesione alla mia immagine e al mio decoro di persona onesta e per i due sopraggiunti infarti cardiaci che hanno cagionato seriamente la mia salute.

    CON AVVERTIMENTO

    Che trascorso infruttuosamente il termine di 10 giorni dalla data di ricezione della presente diffida, mi vedo costretto, mio malgrado, a sporgere querela presso la Procura di Agrigento, nei confronti dell’attuale direttore pro tempore e dell’attuale responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Per: Abuso di potere; tentata estorsione continuata e aggravata; Omissione di querela nei confronti dei millantatori militari delle Fiamme Gialle, dirigenti e funzionari infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento; Reiterazione di reato continuato e aggravato dalla continuazione della negazione d’accoglimento delle mie su citate richieste mai controverse: Né da parte di codesta Agenzia delle Entrate di Agrigento, né da parte della Agenzia delle Entrate di Palermo, né da parte di Attilio Befera, né da parte dell’Ente Fiscalità Roma, né da parte di Mario Monti, né da parte di Giulio Tremonti, né da parte di Tommaso Padoa Schioppa, né da parte della SERIT – Agrigento, né da parte dei 5 PM: Olivieri, Salusti, Cameli, Carnimeo, Pandolfi; Occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso i summentovati millantatori militari delle Fiamme Gialle e verso i dirigenti e funzionari infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento che hanno emesso più accertamenti in virtù d’un PVC pieno di vizi. E più cartelle di pagamento a fronte di più Sentenze Tributarie emesse da una manica di giudici privi di senso logico.

    Allegati:
    Copia diffida alla SERIT – Agrigento del 10/04/2014;
    Copia risposte dalla SERIT – Agrigento del 04/04/2013 e del 24/04/2014;
    Copia diffida alla Agenzia delle Entrate di Agrigento del 15/05/2014
    Uno CD-R della dimensione 587 MB 359 File 85 Cartelle.

    Favara, li 15/05/2014
    Giacomo Sanfilippo

  4. 4

    Giacomo Sanfilippo

    GIACOMO SANFILIPPO RACCOMANDATA 14608368651-4
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    Opera pubblicata: IGNOMINIE EPOCALI VOL. I
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    ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO
    IL TRIBUNALE DI AGRIGENTO
    IN PERSONA DEL DOTT. RENATO DI NATALE

    OGGETTO: GIUOCO A CARTE SCOPERTE

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, Autore ed Editore delle opere letterarie: CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2, pubblicata nel Settembre 2001; IGNOMINIE EPOCALI VOL I, pubblicata nel Marzo 2006; GIONALE LA VOCE CHE TUONA prima edizione, pubblicata nel Febbraio 2008; GIORNALE LA VOCE CHE TUONA seconda edizione, pubblicata nel Giugno 2010; Della intervista televisiva OPINIONI di Teleacras – Agrigento del Giugno 2004 e dell’art. di giornale pubblicato dal GIORNALE LA SICILIA del Luglio 2006. Mai controverse dai nominati con nomi e cognomi nei miei incontrovertibili scritti.

    Affinché codesta Procura capitanata dal dott. Renato Di Natale faccia un passo indietro riconoscendo i propri errori commessi dal 12/05/94 al 21/03/2001 dai perfidi costruttori di criminali da uomini onesti, PM: Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso.
    E dal 28/06/2002 ad oggi commessi dai ricusanti PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi. Ricusanti, in quanto, hanno riconosciuto l’art. 21 della Costituzione e non hanno rimandato a giudizio i personaggi richiamati nelle querele.
    Il PM Pandolfi, titolare del fascicolo n° 5718/11/Mod. 21, pur non avendo in 27 mesi svolto indagine alcuna, chiese al GIP – SEDE l’archiviazione del su citato procedimento penale, e nell’ultimo brano attesta: (Ebbene, dalla ricostruzione fornita dallo stesso denunciante, non appare integrata alcuna delle fattispecie penali dal medesimo indicate, né altre condotte penalmente rilevanti ad opera dei Funzionari odierni indagati, essendo del tutto evidente che l’intera questione esaurisce il suo rilievo in un altro ambito (amministrativo/Tributario), così come peraltro dimostrato dai numerosi ricorsi intentati dal medesimo Sanfilippo avverso gli avvisi di accertamento e/o le cartelle esattoriali, e pertanto solo in quella sede – e non in questa lo stesso dovrà e potrà trovare adeguata tutela).

    Fortemente da me criticata con l’opposizione alla richiesta di archiviazione che si discuterà in Camera di Consiglio in data 29/09/2014 innanzi al GIP Alessandra Vella.
    E fortemente smentita dal Procuratore Armando lo Leggio della SERIT Agrigento che attesta:
    L’esercizio di tale facoltà, infatti, è di esclusiva competenza dell’Ente Impositore, che, quale titolare del credito tributario, è l’unico soggetto legittimo (oltre, naturalmente l’Autorità Giudiziaria) ad emettere un formale provvedimento amministrativo di sospensione dell’iscrizione a ruolo e/o cartella di pagamento.

    Le invia il documento sottoscritto in data 24/04/2014 dal su citato Procuratore Armando lo Leggio. Che contrasta fortemente con le attestazione del PM Pandolfi. E degli altri PM.

    Qualora codesta Procura ritenesse che le archiviazione delle mie più querele leggibili nelle sottocartelle: 1, 5, 7, 13, cartella 6 del CD-R in allegato, siano state legittime e il documento del lo Leggio è un vero e proprio attacco alla Procura capitanata dalla SV Illustrissima. E alla più volte diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento, per mancato adempimento alle richieste che si leggono nelle più diffide, del quale documento a firma del lo Leggio e già in possesso sin dal 16/05/2014. In Udienza in Camera di Consiglio del 29/09/2014, se non prima, mi faccia avere una copia della denuncia – querela già sporta entro il 13/08/2014 per infamia ed altro, dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento.
    E una copia della denuncia – querela sporta per infamia ed altro da codesta Procura nei confronti del Procuratore Armando lo Leggio.

    In mancanza di tale documentazione attestante l’avvenute querele per infamia ed altro, da parte della Agenzia delle Entrate di Agrigento. E da parte di codesta Procura di Agrigento, sporta nei confronti del Procuratore Armando lo Leggio della SERIT Agrigento. La più volte diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento, in Udienza del 29/09/2014 presso la Camera di Consiglio del Tribunale GIP di Agrigento, si addossi e ci si addossino, le proprie responsabilità e codesta Procura faccia un passo indietro riconoscendo i propri errori commessi dal Maggio 1994 ad oggi. Come in effetti, il Tribunale penale di Agrigento in persona del Giudice Maria Agnello, in data 21/03/2001 nel sottoscrivere l’ordinanza della revoca della Sentenza n° 259/ 96, ha riconosciuto i suoi madornali errori.
    Che innescarono una serie di querele e codesta Procura le ha archiviate con molta leggerezza.

    AD OGNI INIZIO C’E’ UN FINE

    Il tribunale penale di Agrigento e’ caduto sulla Sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione.
    La Procura di Agrigento è caduta nel camminare per lunghi 244 mesi con due piedi in una scarpa. Cioè, nel volere far di me un criminale a tutti i costi. Nel ricusare per ben 4 volte a non iscrivere nel registro di notizie di reato ai più querelati. Altrimenti, i quattro PM summentovati avrebbero dovuto controvertere le mie pubblicazione e iscrivermi nel registro delle notizie di reato per false pubblicazioni e per vilipendio verso le Istituzioni e oscurare il mio Sito Internet http://www.sanfilippo-editore.it visitato da più di dieci milioni di persone italiane e mondiali. E sulle attestazioni del Procuratore della SERIT – Agrigento Armando lo Leggio.
    L’Agenzia delle Entrate di Agrigento è caduta nell’emettere più accertamenti a fronte d’un PVC pieno di vizi; nell’avere nel 2003, ordito un complotto ai mie danni; nell’avermi querelato nel 2008 e nel non avere esitato le mie numerose diffide. Tranne la prima del 2004.

    Si rappresenta che la documentazione inerente al pro memoria si legge nella cartella 23 del CD-R in allegato.

    Copia della presente sarà inviata al Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo;
    Sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione, su facebook e sarà inviata ove l’esponente ritiene sia di dovere.

    L’esponente resta a disposizione di codesta Procura per ogni pur minimo chiarimento in merito.

    Allegati:
    Copia documento del 24/04/2014 a firma del Procuratore della SERIT – Agrigento Armando lo Leggio;
    Copia inviata in pari data al Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo;
    Copia Pro Memoria udienza del 29/09/2014 per la deliberazione in Camera di Consiglio quanto alla mia richiesta di opposizione all’archiviazione del fascicolo 5718/11.Mod 21.
    Uno CD-R della dimensione 676 MB 414 file 94 cartelle.
    Uno CD-R della dimensione 119 MB 118 file 21 cartelle inerente al fascicolo 3694/13 mod. 21. Sanfilippo Giacomo – Lupo Rosario.

    Sicuro di un Suo benevole accoglimento, si porgono distinti saluti.
    Favara, li 01/09/2014
    Giacomo Sanfilippo

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