Che fine ha fatto il ” miracolo economico ”?

Perchè il ” miracolo economico ” ha avuto vita così breve? La società è mutata troppo in fretta e ancor più in fretta, con il boom economico, si è insinuata una bramosia di potere – impersonale – mediato dal denaro; il denaro con il quale si comprano silenzi, partiti, faccendieri e favori.

Un potere non più figlio del sangue, ma del talento e dell'abilità personale di tessere e costruire il proprio patrimonio sul nulla, le scalate: annientando l'altro per accrescere il proprio potere economico e politico. Un potere aperto a tutti coloro che, senza considerare il mezzo giungono sugli scalini più alti della piramide. 
Si è speculato, sfruttato il mercato mondiale, basandolo su produzione e consumo e tanto più si convince a consumare tanto più producono e guadagnano. Creando il grande debito, pubblico e privato.
Industrie che hanno soppiantato e cambiato i nostri usi e consumi, diventate potenti lobby S.P.A. e infine lasciate chiudere, emigrare, dopo averle smembrate, incorporate e nutrite con la nostra forza, le nostre idee e i nostri soldi. Alle grandi industrie che delocalizzavano ci si poteva opporre o pretendere una penale. Il conflitto di interesse ha impedito un percorso di giustizia sociale. Si poteva almeno dare forza e difesa alle nascenti micro imprese: piccole fabbriche di artigiani, piccoli e coraggiosi commercianti o fornitori. Invece no, il mercato doveva restare nelle sole loro mani. Quindi il carico fiscale, le banche feroci e una Equitalia assassina, son servite a ferire, danneggiare, sabotare la nascente classe della media imprenditoria. Le nostre materie prime importate per comprarle altrove e stabilire nuovi prezzi e coalizioni: in un giro di vite che solo oggi ci mostra i suoi artigli feroci.
Il progresso lo hanno usato per convincerci che avevamo altre priorità, altri bisogni: ci hanno fatto credere di dover vivere un'altra vita.
Invece erano loro ad aver bisogno di altre vite e altre vie: le vie internazionali.

I prezzi delle loro merci e da loro controllati sono l'artiglieria pesante con la quale ogni giorno ci colpiscono e ci uccidono.
Hanno centralizzato la classe politica e con essa il potere decisionale confluendolo nel solo consiglio dei ministri, per questo avvertiamo e intuiamo, lo spodestamento ideologico e la frammentazione partitica: tutti alleati, tutti comprati e chi no, impossibilitato a qualsiasi mossa risolutiva. Uccisi o trasferiti. Annichiliti, cristallizzati, resi polvere.
Tutti alleati e riuniti sotto la stessa legge, interesse, governo e dogana. 
Abbiamo provato a contrastarli, sabotarli, cercando di riportare l'ago della bilancia dalla parte della giustizia e dei diritti, ma ora, il tempo è scaduto.

Sono molti anni che ci muoviamo per le zone industriali di tutte le città per assistere lavoratori e/o imprenditori in difficoltà, queste aree erano caratterizzate da frastuono delle fabbriche che operavano e dai tir che scorrevano veloci per le vie, adesso un “assordante” silenzio di zone senza più vita: segno tangibile della devastazione del patrimonio industriale, artigianale del nostro Paese.

Abbiamo terminato le nostre risorse, materiali ed ideologiche e dopo aver salvato l’insalvabile, dopo aver protetto i poteri forti e salvato banche, per i cittadini non restano nemmeno le briciole. Ciò nonostante, gli si chiede di dare ancora di più. Riteniamo fondamentale oggi più che mai, tentare di aggregare le ultime forze sane e oneste rimaste a lottare per salvare non tanto l’Italia, ma, gli italiani.

 

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