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Contratti attivati senza autorizzazione, disdette impossibili e recupero crediti a caccia di streghe

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Contratti attivati senza autorizzazione e disdette a carico dei Consumatori, Federcontribuenti: ”basta anche solo chiedere informazioni su un servizio per vedersi attivare conti in banca o servizi di qualunque genere”. Come difendersi dalla piaga dei contratti attivati e mai richiesti

”Per attivare un contratto anche senza autorizzazione ci mettono un attimo, ma se devi disdire allora si alzano muri disumani contro i diritti dei consumatori”. Storie che ormai appartengono alla routine quotidiana, venditori di ogni bene che ti attraggono nei centri commerciali, che ti telefonano senza sosta o che ti bussano in casa a tutte le ore: ”basta una sciocchezza per vedersi arrivare fatture per servizi non richiesti”.

Una ragazza ha scoperto di avere un conto in banca richiedendo l’ISEE, poi si è ricordata di aver parlato con un operatore in un centro commerciale ma senza firmare nulla: ”l’operatore gli aveva chiesto alcuni dati per compilare un formulario statistico, così gli era stato detto. Quando l’Inps ha richiesto la giacenza di questo conto che non sapeva di avere ha chiamato in banca. In questo caso è bastata una raccomandata”. Ad una altra signora è capitato di peggio, ”un operatore Wind si era offerto di verificare la copertura rete presso il domicilio, a distanza di mesi gli è arrivata una prima fattura. La signora ha provveduto ad inviare una raccomanda ma niente, è iniziato l’incubo degli studi legali addetti al recupero credito. Ora la stiamo assistendo noi”.

Bisogna mettere mano alla normativa, semplificare le procedure di disdetta contratti e la procedura di denuncia- segnalazione all’Agcom: ”per denunciare un comportamento scorretto bisogna essere dei maghi con il computer tra programmi da scaricare e metodi di invio sfiancanti quanto inutili. Inoltre, come basta una telefonata registrata per attivare un servizio altrettanto deve bastare per interromperlo e la disdetta deve essere immediata per evitare fatture nei mesi successivi e si ricorda agli Operatori che i costi di disattivazione sono stati aboliti con il Decreto Bersani e che hanno l’obbligo, dopo la telefonata registrata, di inviare il contratto per farlo sottoscrivere”.

Si ricorda ai consumatori che basta una disdetta inviata via Pec e che non si è più obbligati ad inviare la classica raccomandata.

Quando un consumatore con ragione si rifiuta di pagare servizi mai richiesti si vede raggiungere, per telefono e per email, dagli studi legali che si offrono agli Operatori come mezzi di recupero crediti, ”hanno metodi intimidatori, ma ai consumatori ricordiamo che possono e devono difendersi e tutelarsi, a volte basta farsi consigliare per veder risolvere il problema”.

Il mercato libero invece di creare una sana concorrenza ha prodotto una serie di sistemi tutti a danno del consumatore a partire proprio dalla concorrenza mancata: ”le tariffe variano di pochi centesimi l’un dall’altra ben sapendo che i consumatori ruoteranno e cambieranno operatore, è la legge di mercato”.

Sotto accusa il metodo utilizzato dalle Compagnie: ”appaltano a società esterne la vendita i quali venditori, a percentuale, pur di vendere omettono o promettono cose impossibili”.

Basta recuperare anche in maniera fittizia pochi dati al consumatore per attivargli servizi senza averne autorizzazione. Federcontribuenti sta preparando una classifica, ”su indicazione dei consumatori daremo un voto agli operatori di mercato sperando di dare un buon servizio ai consumatori”.

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