Double Up e la rivolta degli utenti. Una struttura piramidale ha fatto sparire migliaia di euro

Double Up Mania, l’ennesima truffa che gira sul web con più società registrate a Malta, poi in Romania e infine in Albania e già raggiunta da una sospensione Consob. I reclutamenti tutti via web promettevano il raddoppio della cifra investita in 30 o 60 giorni. Federcontribuenti: ”Società estere che hanno raccolto capitali in Italia attraverso uno schema piramidale e che da mesi trattengono, in maniera illecita, i soldi degli iscritti. Le società hanno tutte un unico amministratore”. 75 mila iscritti vantati – per un danno calcolato di circa 10 milioni di euro.

Poteva mancare la creazione di una moneta digitale? Novembre 2018, nasce la criptomoneta Dumcoins, una moneta al costo di 100 euro. E la chiamavano la città della solidarietà, ma per chi?

Incolpano, dei mancati rimborsi, prima la Consob (che non vieta i rimborsi ma sospende una attività finanziaria sospetta) e poi le proprie banche sulla base di fantomatiche problematiche sorte. La verità è che ci troviamo davanti all’ennesima società basata sullo schema Ponzi. Agli iscritti si chiedevano – depositi cauzionali – da 50 fino a 2.500 euro.

Quanto ha guadagnato Double Up?

”Dal 2017 ad oggi calcoliamo circa 10 milioni di euro, capitali italiani trasferiti su conti esteri. Nel solo mese di febbraio 2019 parlavano in una diretta di 700 mila euro di raccolta”.

Dirette Facebook e meeting in teatri per sponsorizzare promo o lasciar parlare iscritti soddisfatti.

Vediamoci chiaro.

Double Up non vende od offre servizi, ”la storia delle pubblicità o delle azioni quotidiane da svolgere sul loro sito sono solo uno specchietto per le allodole come anche le vendite sull’e-commerce Pricerus o la moneta virtuale”, e allora come poteva promettere rendite agli iscritti?

”Con lo schema Ponzi. Gli ultimi iscritti pagano – inconsapevolmente – gli iscritti anziani i quali – inconsapevolmente – credono nella forza dell’investimento fatto investendo sempre più ma, per pagare gli ultimi occorrono sempre nuovi iscritti ed ecco spuntare gli agent, meglio noti come i reclutatori”.

La fiducia l’acquistano proprio nel dare soldi all’inizio, incentivando gli iscritti a parlarne agli amici o ai parenti diventando a loro volta e sempre inconsapevolmente, dei reclutatori. Quando la somma da rimborsare diventa troppo alta e gli iscritti iniziano a mancare il castello cade svelando l’inganno.

”Circa dieci giorni fa alla Federcontribuenti son arrivate centinaia di richieste di aiuto e tutela, tutti iscritti a Double Up Mania che da mesi chiedevano di riavere indietro la somma depositata, (senza ipotetico guadagno) e davanti alle continue scuse degli agent prima e del titolare poi hanno deciso di denunciare”.

Cosa rischia chi applica tale schema Ponzi?

Salvo che il fatto costituisca grave reato, chiunque promuove o realizza le attività o le strutture di vendita o le operazioni, anche promuovendo iniziative di carattere collettivo o inducendo uno o più soggetti ad aderire, associarsi o affiliarsi alle organizzazioni od operazioni di cui al medesimo articolo, è punito con l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda da 100.000 euro a 600.000 euro.

L’inganno e le minacce corrono sui social.

Oltre ad aver tratto in inganno migliaia di utenti sui propri canali social minacciano o intimidiscono credendo di non essere perseguibili a norma di legge.

Negli ultimi anni questo tipo di attività illecite si sono moltiplicate proprio grazie ad internet che sembra garantire una sorta di immunità: ”in realtà non è così, questi soggetti ignorano che quanto fanno in rete è comunque punibile e sanzionabile”.

La Federcontribuenti ha contattato lo studio legale milanese che Double Up presentava come proprio legale, ”molti utenti nei mesi passati hanno inviato pec a questo studio legale per chiedere indietro i depositi dicendoci di non aver mai ricevuto risposta. A noi ha risposto di assisterli avanti al TAR del Lazio contro la sospensione di Consob, avrà preso le distanze dal resto?”

Allertate tutte le autorità a seguito dei gravi fatti di cui la Federcontribuenti è venuta a conoscenza.