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ENASARCO SPENDE I SOLDI DEI PROPRI CONTRIBUENTI PER QUERELARLI

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Ci sono milioni di euro dei contributi previdenziali finiti alle Cayman e commissioni milionarie erogate a mediatori d’ogni specie. Il tutto a spese dei lavoratori obbligati alla doppia contribuzione ed in molti casi privati del diritto alla pensione.

Ci sono clamorosi conflitti di interesse e scandali internazionali che hanno visto coinvolto pure il Vaticano e filoni investigativi finiti in mille rivoli per non approdare a nulla.

Ci sono enormi patrimoni immobiliari svalorizzati oppure abbandonati o mai ricostruiti e miliardi che girano che dovrebbero servire solo a pagare le pensioni.

TUTTO SENZA CONTROLLI!!!

FEDERCONTRIBUENTI da 20 anni denuncia questi scandali ed i silenzi di chi ha il dovere di agire sono divenuti assordanti anche se gran parte del panorama politico è stato posto a conoscenza di questi gravi fatti ma spesso, oltre ai proclami, nessuna seria iniziativa è stata assunta tanto da far pensare ad un atteggiamento compiacente a cominciare dai 5 stelle che ne avevano fatto un cavallo di battaglia ma, evidentemente, solo per fini elettorali senza poi avere mostrato alcun interesse quando hanno avuto i mezzi e la possibilità istituzionale di farlo.

Le Procure di mezz’Italia sono piene di denunce contro la Fondazione Enasarco ed anche alcuni media nazionali come Repubblica a Report se ne sono occupati sulla scorta di prove concrete ma come nelle trame delle vicende più oscure d’Italia tutto è stato insabbiato e nessuno, tranne gli autori dei misfatti ed il loro padrini politici, sa cosa succede.

I magistrati non riescono a penetrare la ragnatela che protegge questi veri e propri centri di potere che da oltre venti anni gestiscono i contributi previdenziali come fossero un affare privato salvo poi correre ai ripari utilizzando fondi pubblici in caso di fallimento: INPDAI docet!!!

Una situazione scandalosa in cui il Presidente di ENASARCO usa addirittura i soldi degli iscritti per querelare chi protesta e non solo, ma anche chi, come Marco PACCAGNELLA, Presidente di FEDERCONTRIBUENTI, ha “osato” difendere i diritti e dare voce ai Silenti, raggiunto, negli ultimi mesi, da ben 3 denunce da parte di ENASARCO: ma in Italia tutto ciò sembra normale!

Al Presidente di FEDERCONTRIBUENTI, Marco PACCAGNELLA giungono messaggi di solidarietà ed incoraggiamento per l’impegno profuso in questa battaglia di giustizia sociale e molti pensano che ”in queste condizioni nessun P.M. esercirebbe l’azione penale e quand’anche ciò si verificasse, nessun Giudice potrebbe emettere una sentenza di condanna” anche se i timori dei querelati, che ben conoscono la potenza e “gli agganci” su cui può contare ENASARCO non, permangono.

La FONDAZIONE ENASARCO ha denunciato dozzine di agenti di commercio – obbligati alla doppia contribuzione INPS/Enasarco – solo perché hanno avuto l’ardire di chiedere spiegazioni sull’impiego dei lori soldi.

Il primo velo sulla rete fittissima di investimenti in derivati è stato alzato dalla Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali che il 19 gennaio 2011 pubblica le conclusioni dell’indagine secondo cui: le Casse Previdenziali in generale ed ENASARCO nello specifico, non devono cercare di «battere il mercato», bensì di garantire le future pensioni, ma subito dopo la Commissione si eclissa. Perché?

È dal 2011 che su ENASARCO si presentano interrogazioni parlamentari tutte dello stesso tenore: la gestione patrimoniale della FONDAZIONE, l’opacità dei bilanci e la pensione negata agli iscritti, oltre alla sproporzione tra quanto versato dal lavoratore all’assegno integrativo ricevuto solo ed eventualmente a 67 anni di età.

In 20 anni nessuna commissione di inchiesta e nemmeno la magistratura penale e contabile è stata capace di fare piena luce e squarciare la rete di connivenze che sostiene questo potere che continua ad agire indisturbato e ad assumere atteggiamenti repressivi verso gli agenti di commercio obbligati a pagare ENASARCO – obbligati, sia chiaro – da una LEGGE!

La FEDERCONTRIBUENTI domanda e si domanda: ӏ tollerabile che una FONDAZIONE privata ma, con scopi pubblici, che raccoglie capitali dai lavoratori che rappresenta, possa querelare chi chiede trasparenza sulla gestione di fondi patrimoniali accumulati con i sacrifici dei contribuenti e dovrebbero essere utilizzati unicamente per erogare una pensione complementare?

Questo il testo dell’ultima interrogazione parlamentare presentata a giugno 2020: ”la FONDAZIONE ENASARCO è l’Ente nazionale di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio, istituito nel 1938 e, in seguito alla modifica del 1996, trasformato in soggetto di diritto privato, che persegue finalità di pubblico interesse mediante la gestione di forme di pensioni integrative obbligatorie a favore dei suddetti agenti e rappresentanti di commercio; i lavoratori autonomi in argomento, oltre ad essere a parere dell’interrogante fortemente discriminati rispetto ad altre categorie, in quanto obbligati a una duplice contribuzione, rischiano, in caso di cessazione dell’attività prima del raggiungimento dei 20 anni di versamenti obbligatori – nel qual caso non ricorrano al versamento volontario – il mancato riconoscimento, anche parziale, della pensione integrativa; il controllo pubblico sulla gestione della Fondazione è affidato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministero dell’Economia e delle Finanze

Chissà se la FONDAZIONE ENASARCO ha, in questi 20 anni, querelato ogni singolo parlamentare!

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